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Insediamenti rurali nel territorio a Nord di Bari dalla Tarda antichità al Medioevo
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29.04.2009

Insediamenti rurali nel territorio a Nord di Bari dalla Tarda antichità al Medioevo

L’evento
Giovedì 30 aprile alle ore 19.00 presso la Chiesa di Santa Margherita a Bisceglie (Strada Santa Margherita), ci sarà il secondo incontro della rassegna “Dall’Anno Mille” a cura della Pro Loco di Bisceglie, della libreria Oompa Loompa con la collaborazione del Centro di Studi Normanno-Svevi dell’Università degli Studi di Bari e della Parrocchia di Sant’Adoeno. Verrà presentato il libro di Maurizio Triggiani “Insediamenti rurali nel territorio a Nord di Bari dalla Tarda antichità al Medioevo”, saranno presenti l’autore e la prof. Pina Belli D’Elia, docente di Storia dell’Arte dell’Università di Bari .

Il libro
Cosa sono i casali? Che cosa s’intede con questo termine? I casali del Nord barese hanno avuto sempre le stesse funzioni sociali ed economiche? E chi erano i casalini? Questi alcuni dei quesiti ai quali cercherà di rispondere Maurizio Triggiani, autore del volume presentato durante la serata. Il valore culturale, artistico e sociale dei complessi rurali della Terra di Bari qui presentati si lega alle vicende del territorio, caratterizzato da un contesto ambientale di grande impatto storico e naturalistico. Si tratta di un patrimonio che oggi non solo rischia di essere dimenticato – a volte anche completamente cancellato – ma soprattutto di perdere la propria dimensione, il legame con quel territorio votato alla produttività rurale, che oggi è soggetto a radicali interventi urbanistici con la conversione di queste aree a zone commerciali ed industriali.
Tanto è già stato perduto, ma quello che più rattrista è che ciò che sopravvive spesso viene dimenticato perché giudicato come espressione artistica e culturale "minore". La tutela e la salvaguardia passa attraverso la memoria e la conoscenza, ma anche attraverso leggi e progetti che preludono ad interventi concreti che ci si augura possano salvare e valorizzare questi luoghi senza ulteriormente sradicarli dal loro contesto naturale e sociale.

L’autore
Maurizio Triggiani (Bari 1968) ha conseguito presso l’Università degli Studi di Bari il dottorato di ricerca in "Storia dell’arte comparata dei paesi del Mediterraneo fra medioevo ed età moderna" e la specializzazione in Storia dell’Arte Medievale presso l’Università degli Studi di Firenze. In entrambe le occasioni i suoi lavori hanno riguardato particolari aspetti del patrimonio rurale: il complesso di Sovereto presso Terlizzi e quello di Balsignano presso Modugno.

La rassegna
“Dall’Anno Mille” è una rassegna dedicata alle ultime produzioni librarie sulla storiografia del territorio, da svolgersi nei luoghi più suggestivi del centro storico di Bisceglie. Incontri in cui autori, rappresentanti della città e associazioni discuteranno sulle nuove letture storiografiche del territorio. Il sottotitolo di questa “edizione 0” parla di “Racconti, segni e territori” per indicare i punti principali su cui verteranno i nostri incontri: racconti degli autori, i segni che caratterizzano il paesaggio storico e contemporaneo e la ricomposizione di una nuova immagine storica del territorio.

Il luogo
La chiesa di Santa Margherita fu fondata nel 1197 dal giudice imperiale Falco, discendente della famiglia Falcone. Edificata fuori le mura urbane, nell’antico “suburbio”, la chiesa comprendeva un giardino e un cimitero. Nell’angusto cortile nord, lungo il fianco di sinistra, sono addossati tre monumenti sepolcrali che recano uno stemma nobiliare: il falcone sormontato da una stella. Si tratta di tombe della famiglia Falcone risalenti al XIII secolo.
I monumenti sepolcrali di Santa Margherita sono tra i più rinomati dell’Italia meridionale.

Ufficio stampa
Giuseppe Losapio 3497514788

scritto da pennellisolari alle ore 10:54 commenta    leggi commenti (2)

29.04.2009

Il Bivio

In un qualunque giorno di marzo un amico mi comunica di essersi innamorato….. che bella cosa penserete… ma non e’ cosi’ semplice come sembra…. Di colpo si e’ lasciato con la sua storica ragazza mandando all’aria una storia ultra settenaria…..allora il dubbio nasce spontaneo: essere felice per una persona che senza ipocrisia e senza tanti fronzoli segue il cuore dicendo alla mente di rimanere in panca o essere dispiaciuto per un amore che, apparentemente perfetto, si sgretolava sotto i colpi di una nuova storia…?
… Sono ormai due mesi che  penso e  ripenso a questa storia e non riesco ancora a decidere se
propendere per una soluzione o per l’altra; in alcuni momenti  sono convinto che abbia fatto bene a seguire i veri sentimenti senza alcuna mediazione, ma poi ripenso alla parte “tradita” e ritratto la mia visione dicendo che e’ stato solo un egoista….
Fermo al semaforo rifletto sul fatto che una storia fresca sia piu’ entusiasmante di una storia conosciuta ma non riesco a prendere una decisione…. Troppe cose in ballo… troppe conseguenze da affrontare…. molti, sicuramente io stesso,  nell’analisi fra azione e conseguenze, avrebbero tirato i remi in barca e avrebbero desistito, lasciando spazio solo a quel dolce brivido  lasciato dal tradimento che avrebbe potuto essere e non e’ stato…lui no …lascia la strada vecchia per la nuova , con egoismo forse, ma sicuramente con coraggio, e cammina felice fregandosene del passato, non pensando al futuro ma essendo felice nel presente.
Dovrei fregarmene anch’ io e pensare “ CONTENTO LUI CONTENTI TUTTI” ma questa volta non ci riesco…  sono qui, fermo ad un bivio senza indicazioni … se ci fosse un cartello con su scritto “CERTEZZE” son sicuro che imboccherei quella direzione, qualcuno mi seguirebbe ma altri farebbero la scelta diametralmente opposta, verso l’ignoto… ma non vedo cartelli e senza indicazioni non mi avventuro….
Raf

scritto da pennellisolari alle ore 17:49 commenta    leggi commenti (5)

01.01.1970

scritto da alle ore 01:00

24.04.2009

"The Band's visit" on DVD

A wonderful example of how two clashing worlds, divided by a concrete wall (that's becoming an open-air art gallery by the day) can meet somewhere in the middle and create a beautiful thing.
A bittersweet story with a touch of irony and pure comedy. Lives that meet in the middle of nowhere, in the dullest of the days and in a place that only has slight   human resemblances ("No culture. No Israeli culture, not Arab... no culture at all"). Nevertheless, from their clashing, an incredible sweetness bursts off; human stories intertwine, the music begins.
 

GialloUK


"Do you like Chet Baker?"- "Who?"


the trailer as well..

scritto da pennellisolari alle ore 18:04 commenta    leggi commenti (0)

21.04.2009

Attività culturali a prezzi popolari

Giovedì 23 Aprile alle ore 19.30 presso il caffè-libreria 'I classici del caffè' di via V. Foppa, 4 a Milano nuovo appuntamento con l'iniziativa 'Attività culturali a prezzi popolari' organizzata dall'Associazione culturale Algo mas in collaborazione con I classici del caffè. In questo nuovo appuntamento verranno attivati due corsi: Dizione e comunicazione e Fotografia, a prezzi molto contenuti e variabili in funzione dei partecipanti. Sarà così possibile seguire un corso di fotografia per 80 euro o di Dizione per soli 100 euro.
Il programma prevede la prima lezione completamente gratuita del Corso base di fotografia a cura di Nicola Marfisi e Meri Valenti giovedì 23 Aprile. Il corso si articolerà in sei incontri settimanali per entrare nel modo della fotografia digitale ed analogica. Il corso propone un iter che parte dalle radici storiche del medium fotografico viaggiando attraverso le rivoluzioni tecniche e stilistiche che lo hanno portato fino ai nostri giorni. Dalla camera chiara alla camera oscura, dalla chimica al digitale, dalle tecniche di stampa antiche o analogiche alla stampa da file fino a giungere al negativo digitale e all'ibridazione con l'analogico.
Domenica 26 sarà la volta del Corso di comunicazione e dizione, a cura di Riccardo Mazzarella, anche per questa attività la prima lezione sarà completamente gratuita. Il corso teorico-pratico si articolerà in 10 lezioni ognuna delle quali affronterà un particolare punto di comprensione ed espressione linguistica. Verranno inoltre illustrate le tecniche per aumentare forza ed estensione vocale, avere più energia e resistenza e rendere la propria voce più armonica e piacevole da ascoltare. Al termine del corso gli allievi apprenderanno a sfruttare appieno le loro potenzialità vocali.
L’iniziativa mira ad avvicinare attivamente e positivamente tutti coloro che troppo spesso e per vari motivi vedono le varie forme d'arte come un mondo lontano e di improbabile integrazione con le proprie attività quotidiane, spesso a causa degli eccessivi costi.

Corso di fotografia
Presentazione e prima lezione gratuita: Giovedì 23 Aprile ore 19.30, Caffè-libreria 'I Classici del Caffè' di via V. Foppa 4 a Milano. Preossime lezioni: tutti i giovedi alle 19.30, Caffè-libreria 'I Classici del Caffè' di via V. Foppa 4 a Milano.

Corso di comunicazione e dizione
Presentazione e prima lezione gratuita: Domenica 26 Aprile ore 12.00, Caffè-libreria 'I Classici del Caffè' di via V. Foppa 4 a Milano. Prossime lezioni: tutti leDomeniche alle 12.00,&  'Caffè-libreria 'I Classici del Caffè' di via V. Foppa 4 a Milano.

Info corsi: info@algomas.org; www.algomas.org



scritto da pennellisolari alle ore 14:39 commenta    leggi commenti (0)

01.01.1970

scritto da alle ore 01:00

01.01.1970

scritto da alle ore 01:00

20.04.2009

“Dall’Anno Mille”

L’evento
Martedì 21 aprile alle ore 19.00 presso l’Auditorium di Santa Croce a Bisceglie (Via Giulio Frisari)
, ci sarà il primo incontro della rassegna “Dall’Anno Mille” a cura della Pro Loco di Bisceglie, della libreria Oompa Loompa con la collaborazione del Centro di Studi Normanno-Svevi dell’Università degli Studi di Bari, in cui verrà presentata la riedizione del libro “Uomini e terre nella Puglia medievale” del prof. Raffaele Licinio. Saranno presenti Enzo Di Pierro (Assessore all’Agricoltura del Comune di Bisceglie), Giovanni Porcelli (presidente provinciale della Confagricoltura) e Raffaele Licinio, modera Francesco Violante (Dottore di ricerca dell’Università di Bari).

La rassegna
“Dall’Anno Mille”
è una rassegna dedicata alle ultime produzioni librarie sulla storiografia del territorio, da svolgersi nei luoghi più suggestivi del centro storico di Bisceglie. Incontri in cui autori, rappresentanti della città e associazioni discuteranno sui nuovi modi in cui la storiografia vede il territorio. Il sottotitolo di questa “edizione 0” parla di “Racconti, segni e territori” per indicare i punti principali su cui verteranno i nostri incontri: racconti degli autori, i segni che caratterizzano il paesaggio storico e contemporaneo e la ricomposizione di una nuova immagine storica del territorio.

Il libro: Uomini e terre nella Puglia medievale. Dagli Svevi agli Aragonesi
I fenomeni e le tendenze che hanno interessato le campagne pugliesi tra Duecento e Quattrocento, determinando il passaggio da un’economia rurale essenzialmente agricolo-pastorale ad una di segno opposto, caratterizzata dal prevalere dell’allevamento e della pastorizia transumante sulle pratiche colturali, sono al centro dell’analisi di questo volume. All’interno di questo processo, vengono qui ricostruite le caratteristiche e l’evoluzione del paesaggio agrario pugliese (la cerealicoltura, i vigneti e gli oliveti, gli orti e i frutteti, l’uso del bosco e delle acque, il ruolo dell’allevamento, le tecniche colturali e gli strumenti di lavoro), e le trasformazioni che vi hanno prodotto la dialettica degli interessi politici, sociali ed economici (il paesaggio sociale). Ne risulta un quadro ampio ed estremamente articolato delle capacità produttive del territorio regionale e, in definitiva, del rapporto tra uomini e terre in Puglia negli ultimi secoli del medioevo. Il volume si presenta come ristampa dell'edizione originale, con l'aggiunta di un indice dei nomi e della presentazione di Giovanni Cherubini, docente di Storia medievale dell’Università di Firenze.

L’autore: Raffaele Licinio
Professore ordinario di Storia medievale nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli Studi di Bari, direttore dal novembre 2002 del Centro di Studi Normanno-Svevi dell'Ateneo barese, già direttore dei Corsi di Perfezionamento in Storia del Mezzogiorno medievale e Cinema e Storia della stessa Università, Raffaele Licinio è autore di numerose ricerche sui rapporti tra realtà istituzionali, assetto del territorio, strutture sociali e realtà produttive del Mezzogiorno bassomedievale, con particolare attenzione alle tematiche dell'incastellamento e ai problemi di storia agraria. Tra i suoi volumi: Castelli medievali. Puglia e Basilicata: dai Normanni a Federico II e Carlo I d'Angiò, presentaz. di G. Musca, Bari 1994; Masserie medievali. Masserie, massari e carestie da Federico II alla Dogana delle pecore, presentaz. di C. D. Fonseca, Bari 1998; Castel del Monte. Un castello medievale, Bari 2002. Per le Edizioni dal Sud ha curato Castelli, foreste, masserie. Potere centrale e funzionari periferici nella Puglia del secolo XIII, Bari 1991; Castel del Monte e il sistema castellare nella Puglia di Federico II, Bari 2001.

Ufficio stampa
Giuseppe Losapio 3497514788

scritto da pennellisolari alle ore 10:30 commenta    leggi commenti (5)

10.04.2009

Un giorno qualunque

Un giorno è  "qualunque"
solo perchè abbiamo smesso di meravigliarci.

Mr. UNDERGROUND

(http://misterunderground.splinder.com/)


scritto da pennellisolari alle ore 11:39 commenta    leggi commenti (7)

06.04.2009

pennellisolari compilation by GialloUk

E’ da un po’ che questa bozza stava li’ ad arrugginirsi nella mia casella postale… ma ora mi e’ venuta (in tema di elenchi):
1. la voglia di finirla
2. l’idea di come metterla online su pennellisolari.
L’idea e’ di uploadare per ogni canzone un video da youtube in formato piccolo piccolo ! per ascoltare la serie come una compilation, basta cliccare sul video seguente negli ultimi 5 secondi della canzone che sta finendo.
nel mio blog (ahh... ho da poco un blog con altre due amiche venete http://somesparklinglights.blogspot.com/) funziona almeno nel preview semplicemente copiando questo testo in html. fammi sapere se hai problemi (se avessi tempo e qualche video non funziona, basta andare in youtube).
la compilation e' fatta secondo "le regole" di Nick Horby... bisogna leggere High Fidelity per trovarle!

GialloUK (sua mamma lo chiama Gianleo ndr.)

Ecco la compilation !
1- Voglio Vivere Cosi’, Ferruccio Tagliavini


2- Break the night with colours, R. Aschcroft

3- The great escape, P. Watson


4- Rootless Tree, Damien Rice


5- Il Viaggiatore, Mercanti di Liquore


6- Paint it Balck, Rolling Stones


7- In the Colours, Ben Harper and the Innocent Criminals 

8- Revolution, The Beatles


9- To Build a Home, The Cinematic Orchestra


10- Everybody Here Wants You, Jeff Buckley


11- Satisfied Mind, Blind Boys of Alabama

scritto da pennellisolari alle ore 10:07 commenta    leggi commenti (13)

05.03.2009

"Bar della rabbia", esordio discografico di Alessandro Mannarino

La Quinta Compagnia teatrale e Politeama Italia Bisceglie

PRESENTANO


il concerto di "Bar della rabbia", esordio discografico di Alessandro Mannarino

Giovedì 12 marzo 2009 presso il Politeama Italia di Bisceglie si terrà la presentazione del primo cd di Alessandro Mannarino il “Bar della rabbia”, distribuzione Universal, nei negozi di dischi dal 20 Marzo.

Per una sera il Politeama Italia si trasformerà nel “Bar della rabbia” dove, immersi nell’odore del vino e tra il rumore di brindisi struggenti, potremo ascoltare storie di carcerati, clown, prostitute ed ubriachi. Alessandro Mannarino, con la sua chitarra, da moderno cantastorie, canterà, infatti, le strampalate vicende dei suoi mondi immaginati divenute protagoniste del suo primo album. Le testimonianze di una Roma massacrata, palcoscenico di immigrati che dondolano su impalcature, di campi nomadi affollati da baracche e di pagliacci
singhiozzanti, si trasformano in ballate fantasiose dove tutto può ancora succedere. Gli esiliati dal regno delle favole troveranno nel “Bar della rabbia” un luogo dove essere protagonisti e riscattare con
un sorriso le loro stesse sventure e in Mannarino, funambolo della parola, il loro portavoce, capace di sviscerane la profonda umanità.

BIOGRAFIA
Alessandro Mannarino nasce a Roma nel 1979 ed inizia la sua attività artistica a partire dal 2001, quando, girando per l’antica suburra del rione Monti, si esibisce in strane session a cavallo tra il djing e i live acustici. Lasciandosi alle spalle queste esperienze di “dj con la chitarra”, nel 2006 dà vita alla “Kampina” una band formata da 5 elementi con cui si esibisce nei maggiori club e locali della capitale. Nei suoi testi, macchiati dai forti toni del surrealismo, si vivono storie oniriche e tragicomiche di pagliacci, ubriachi e zingari innamorati. Partendo dalle sonorità e dai ritmi della musica popolare italiana Mannarino condisce il proprio mondo con elementi di musica balcanica e gitana, citazioni felliniane e evoluzioni circensi.
Si esibisce di fronte a prestigiose platee come quella di Villa Celimontana durante il “Festival Jazz” di Roma e come unico ospite italiano all’interno della sezione Off del festival “Castel dei Mondi“. Mannarino è inoltre stato ospite della trasmissione radiofonica “Viva Radio2“ e ha suonato nel carcere di “Regina Coeli”.
Negli ultimi mesi si è esibito sul palco del Teatro Ambra Jovinelli di Roma nello spettacolo “Agostino” ed ha suonato nella trasmissione televisiva “Parla con me” di Serena Dandini.

INFO & PRESS:

Politeama Italia, ore 21:00
via Montello, 2 Bisceglie
tel: 080.3968048
Ingresso: Euro 8,00

Ridotto (soci “quinta compagnia teatrale”) Euro 5,00

La Quinta Compagnia
347.3234221

David Aprea (Artist Manager)
328.2115132
davidaprea@fastwebnet.it

www.alessandromannarino.it
www.myspace.com/alessandromannarino

--
Marco Valente

skype: marcoje
+39.347.6107026

www.jazzos.com
www.auand.com
www.ericamou.com
www.jazzengine.com
www.ijm.it


scritto da pennellisolari alle ore 10:55 commenta    leggi commenti (0)

23.02.2009

Dialogo…col buio

Dialogo nel buio si chiamava quel cammino negli oscuri meandri dell’Istituito dei Ciechi di Milano in cui si svolgeva la mostra, in totale assenza di luce, accompagnati da guide non vedenti. Immaginavo sarebbe stato toccante, sapevo che sarei riuscita a guardare oltre l’oscurità. Ma ciò che non mi aspettavo era che non solo l’avrei guardato, il buio, ma che sarebbe stato in grado di accecarmi.

Buio color buio, quel che chiamasi pesto, buio forte, buio dipinto di una intensa luce oscura. E così, il viaggio, più che in quel percorso, è stato quello che mi son ritrovata a fare dentro, analizzando quello che la privazione di un senso comportasse sull’accentuazione degli altri. E mi son riscoperta piccola, infinitamente curiosa, e stranamente tattile. Forse è stato questo che più di tutto mi aveva destabilizzata. Non mi era nuovo infatti che avessi un olfatto sviluppato. Da sempre odoravo lo scibile toccando spesso felice l’inconsistenza. Ed infatti, nella zona olfattiva, mi muovevo come se fossi ad “occhi aperti”. Ma non mi ero considerata mai una terrena.  Ed invece mi buttavo a capofitto nei vari ambienti pur di avere cognizione del luogo. E senza mai usare il bastone che c’era stato dato, più continuavo a  prender colpi ed a sbattere ovunque, più mi lanciavo nell’avventura tattile gridando alla scoperta d’un nuovo oggetto talvolta innervosendo il resto del gruppo per i precoci ritrovamenti.

 

Ed in ogni ambiente lo distanziavo. Il gruppo. E i richiami della nostra guida, che probabilmente da cieca ci percepiva più di chi spesso ci circonda, mi riportavano le parole ErriDeLuchiane del mio compagno d’epistole che parlava di rallentare per ricongiungersi al resto. Così feci. E l’ho capito allora che non significava propriamente fermarsi. E ad oggi, risponderei lui che non ha gusto solo correre ed arrivare prima, ma soffermarsi a sorseggiare più a lungo quei piccoli particolari, quei dettagli e miracoli che sfuggono al primo tatto.

 

Non occorre guardare per vedere lontano, diceva la frase all’ingresso che echeggiava durante il percorso, ed è stato allora, in quella luminosa oscurità, che ho capito che dovrei pensarci un attimo di più la prossima volta, prima di ammonire qualcuno per la scelta d’aver le mani sugli occhi. Perché forse, quel qualcuno, starà facendo leva sugli altri sensibili sensi più che sulla guardinga vista e quella che io chiamerò paura di non vedere, per lui magari sarà paura di soffrire, e forse, dovrei confutare me stessa senza additarlo per la sua scelta di avvalersi di quella che il diritto chiama ignoranza crassa o supina perché, al levar delle mani, non ci saranno i miei occhi e il mio tacciarlo di non vita, ma i suoi e la sua di vita.

All’uscita, una frase,

E’ una buona lezione quella di questa mostra,

che apparentemente non mostra, e che invece, insegna, a noi fagocitati dalle immagini,

anche il valore del buio per vedere davvero la realtà.

 

S.

 

http://www.dialogonelbuio.org/

scritto da pennellisolari alle ore 10:19 commenta    leggi commenti (80)

13.02.2009

Ladri di Biciclette - Capitolo Due

Ancora una volta il gruppo responsabile del sequestro ha scelto Pennellisolari per fare da cassa di risonanza dell'accaduto a testimonianza che c'è volontà di appianare la questione ecco la dimostrazione che la bici, per quanto provata, sia ancora tutta intera

 

scritto da pennellisolari alle ore 16:13 commenta    leggi commenti (3)

12.02.2009

Ladri di Biciclette

Stamattina, nei commenti al post su Gianmaria Testa mi ero offerto come mediatore per risolvere la dolorosa questione del sequestro della Bici di Giò. A distanza di un'ora ho ricevuto da un indirizzo a me sconosciuto questo comunicato che vado a pubblicare sperando che aiuti a risolvere la vicenda in tempi brevi e augurandomi che Giò risponda pan per focaccia a questi provocatori bastardi che hanno un sellino al posto del cuore (che peraltro ci starebbe pure come forma).

Vins

Il FRONTE LIBERO PENSIERO
rivendica


IL RAPIMENTO della Bicicletta del sempre BANALE GIOVANNI PAPAGNI, detto Gio, e detta le seguetni inderogabili condizioni:
ABOLIZIONE delle parole OSSIMORO, ARGOMENTARE e BASITO tra i suoi post e commenti sul Blog PennelliSolari oltre che dal suo vocabolario;
ABOLIZIONE del Biciliae - Critical MAss nei mesi Invernali;
ABBOLIZIONE della CAPIGLIATURA DI SINISTRA;
ABOLIZIONE del monotematico tema politico Dualistico con cui classificare le persone
ABOLIZIONE DEL TERMINE "COMPAGNO" dal suo VOCABOLARIO in quanto usato eccessivamente e a sproposito  E ASSOLUTO DIVIETO DI RECUPERO del termine per i prossimi 200 anni;
 
questo detto, AL VERIFICARSI DELLE suddette CONDIZIONI, IL FRONTE PER IL LIBERO PENSIERO onorerà l'impegno preso e RESTITUIRA' LA CARCASSA (perchè tale definizione si addice meglio all'agglomerato di ferraglia in nostro possesso).

LIBERO PENSIERO

scritto da pennellisolari alle ore 12:21 commenta    leggi commenti (9)

05.02.2009

Haiku

Ed ecco subito un altro che entra nel giro. Un amico di vecchia data nel mondo reale ma nuovo in questo universo virtuale: Antonello. A lui la parola...

Vins
_______________________________________________________________


   
Era il 2006, Novembre inoltrato, quando sentì nominare per la prima volta la parola haikù. Fui introdotto all'argomento dal nostro insegnante di comunicazione/psicologia della comunicazione al corso di Business Intelligence che stavo seguendo al tempo. Incuriosito dai brevi componimenti decisi di approfondire l'argomento in rete e capirne il movimento. Un haikù racchiude in modo molto sintetico, ermetico, le sensazioni del momento.

Tecnicamente un haiku è un componimento poetico di tre versi caratterizzati da cinque, sette e ancora cinque sillabe. È una poesia dai toni semplici che elimina i fronzoli lessicali e le congiunzioni e trae la sua forza dalle suggestioni della natura e le sue stagioni. L' haiku fu creato in Giappone nel secolo XVII e deriva dal Tanka, componimento poetico di 31 sillabe che risale già al IV secolo. Il Tanka formato da 5 versi con una quantità precisa di sillabe per ogni verso: 5-7-5-7-7. Eliminando gli ultimi due versi si è formato l'Haiku.

Per l'estrema brevità richiede una grande sintesi di pensiero e d'immagine. Tradizionalmente l'ultimo verso è il cosiddetto riferimento stagionale o kigo, cioè un accenno alla stagione che definisce il momento dell'anno in cui viene composta o al quale è dedicata. Soggetto dell'haiku sono scene rapide ed intense che rappresentano, in genere, la natura e le emozioni che esse lasciano nell'animo dell'haijin (il poeta). La mancanza di nessi evidenti tra i versi lascia spazio ad un vuoto ricco di suggestioni. Gli haiku non hanno, per tradizione, alcun titolo.

La prima antologia di poesia giapponese intitolata "Manyoshu" risale all' VIII secolo; comprende 20 volumi con 4.500 poesie in diverso stile. Nei licei americani e in Marocco si insegnano tutt'oggi le tecniche per scrivere Haiku. Jack Kerouac ne fu grande appassionato e compositore. In Giappone si calcola che più di dieci milioni di persone (circa il 10% della popolazione) si diletta a scrivere Haiku. I gruppi di poeti che si riuniscono per parlare di Haiku si chiamano Haijin. Pressoché ogni giornale nipponico ha una sezione riservata agli Haiku.

Tra curiosità e passione vi ho introdotto qualcosa che per Jo suonava nuova ma che per molti di voi, assidui frequentatori di questo Blog, magari non lo è; mi sono dilettato anche io in qualche esperimento di haikù, vi lascio con questo :

Arancio intenso,
cola su parete Azzurra,
è Blu stellato.

questo è il mio blog, dove potrere trovare molto altro ancora : http://diariodelneurone.spaces.live.com/default.aspx
 
Un saluto,
Antonello
 

scritto da pennellisolari alle ore 19:24 commenta    leggi commenti (20)

03.02.2009

Riflessioni di una sera di mezzo inverno milanese…

 Un’altra amica si aggiunge alla lista dei pennellati. Ho il piacere di presentarvi: Silvana!Gio

 

Mia madre mi invitò a percorrere con loro l’altra navata laterale, ma io decisi di proseguire da sola in quella centrale. Eravamo dentro il Duomo, uno di quei posti che ti da, ogni volta, la sensazione di non esserci mai entrato. E volevo avanzare da sola perché era tanto che non rimanevo a Tu per tu con Lui…alto, eminente, autorevole nella sua casa. Non volevo esser giudicata, e non avevo voglia di imbattermi in quel silenzioso dibattito che spesso intraprendo, guardando la Croce, cercando di darmi le risposte che penso Lui mi darebbe e inscenando così una cornice in cui si confrontano, spesso ardentemente,  la Silvana più irriverente seduta sul banchetto degli imputati con tanto di microfono e, la Silvana investita del sommo potere di giudice - Che c’è? Voi non vi immaginate mai in tribunale? -  Dicevo, scusate la digressione, lo guardai un attimo, e capii che voleva che andassi fuori.

 

Così, lo salutai lasciando che la sua acqua si asciugasse da sola sulla mia fronte - mi piace molto, mi sembra di sentirlo attraversarmi in quel momento – e uscii.  Non ricordavo di aver mai visto piazza Duomo così bella. Avevo appena finito di lavorare, ero stanchissima, ma mi sollevava l’idea della settimana importante che sarebbe cominciata dall’indomani. Avevo una soddisfazione lavorativa in tasca, non egualmente economica, ma da brava passionale e meno brava economista, su me stessa faccio mktg di prodotto più che di prezzo quindi bene così; avevo dei bei compagni di viaggio conosciuti qui, delle persone che amo giù e che non mi porto solo nel cuore ma vivo giorno per giorno, un weekend sì ed uno no con ospiti a casa, una città che, chi non vive, ti reputa beata per viverci e, pur tuttavia, sempre un Ma…E in quella piazza dall’intenso profumo di castagne e che quella sera aveva davvero una luce di una bellezza disarmante, ero a chiedermi di nuovo perché, finanche perché il mio i-samsung trasmettesse proprio in quel momento “Fiore di maggio” - e sì...quel sole ce l’ho dentro al cuore -.

 

Un Ma che non mi abbandonava mai e che mi faceva apparire pesante, ogni qualvolta mi lamentassi di Milano, agli occhi di chi mi aveva appena conosciuto. Ma come spiegare? In fondo non lo sapevo neanche io perché ci fosse sempre un Ma…era come un sensodinspiegabiledisagiopermanente che aveva messo in luce una parte di me che disconoscevo e odiavo fortemente, perché non mi faceva essere lucida, o mi faceva prendere decisioni che mi snaturavano, come il semplice non uscire spesso o, peggio ancora, non avere voglia di farlo o, ancora peggio del peggio ancora, la costante di alzarmi la mattina dopo, con una sensazione di essermi persa una serata certamente bella e l’odiarmi per non essere uscita. Perlomeno, avevo superato i giorni in cui non vedevo l’ora di andare a dormire così il giorno dopo sarebbe arrivato prima.

 

Mi strinsi nel mio cappotto nero e fui pervasa dalla voglia di nuotare. Pensai che dovevo essere stata un pesce nella mia vita passata: quando nuoto, ho come la sensazione di avere branchie per respirare libertà. Solo che, da quando vivo qui, ho cominciato a credere di esserlo tuttora un pesce. Sarà grave? Forse stavo vivendo troppo in simbiosi con la piscina di Paolo Sarpi, ma ero l’unico posto al momento, che pareva raccogliere i miei sfoghi. Che importava se al posto delle parole vi fossero bracciate…il mio silenzio quell’acqua lo sentiva gridare anche troppo forte. Ma forse poi non era così grave. In fondo, qui c’è gente che vive per lavorare, che nel giorno libero parla di lavoro o male dei suoi colleghi, o che la notte, come il mio commercialista, dorme col block notes sul comodino per appuntare, come dice lui, “eventuali illuminazioni notturne”…per cui, il fatto che io pensassi di essere un pesce, almeno, era la cosa più insanamente creativa.

 

Venni distratta dal volo di un piccione e credo di non averne mai visto uno volare di sera -infatti era l’unico - e mi domandai perché un piccione scegliesse di vivere a Milano; voglio dire, se fossi un piccione, me ne starei tutto il giorno a respirare aria di mare e chiederei ai gabbiani di adottarmi per insegnarmi a planarlo. Allora ricordai che il motivo per il quale evitavo di fermarmi e soffermarmi coi miei pensieri troppo spesso era per schivare questo: deporre le armi per star sola con me stessa, significava affrontare una realtà tanto dura quanto disarmante perché il pendolo oscillante tra il tornare al mio mare o rimanere, tra accontentarmi professionalmente o crescere, tra il cominciare a ricostruirmi una vita o non avere una dimensione, cominciava a fermarsi troppo sulle prime…e cercare di non percepirla come una sconfitta aveva i toni della più splendida pezza a colori che potessi mai appiccicare lì, nel bel mezzo di mille sacrifici e di mille scelte di carriera quasi sempre incomprese, come lo sarebbe stata questa.

 

Perché mi trovassi a fare queste riflessioni a zero gradi centigradi e aspettando i miei persi in chissà quale meandro del Duomo non lo sapevo, però, questo mi raggelò talmente tanto l’anima, che di fronte a quel maxi schermo che continuava a trasmettere immagini e colori di posti tropicali dal sapore troppo distante da qualsiasi percezione, l’unica cosa di caldo che sentii all’improvviso, fu quella goccia, caduta da un occhio stanco, ke mi rigò il viso solcandolo troppo prepotentemente per poterla cacciar via senza lasciarne strascico. Io, che mi nutro empaticamente dell’energia vitale e ne trasmetto per due volte, io che normalmente ridourlocombattovincoballosaltoprovocoraggiungostresso, io, non riuscivo più a stringere in mano le redini della mia vita perché, questa città, che farebbe vacillare anche i pachidermi, in un anno mi aveva sbattuto di fronte quello che, da qualsiasi altra parte, avrei vissuto in almeno cinque anni di vita, e, la cosa più difficile, era provare a spiegarlo a chi, dall’esterno, ti vedeva talmente forte da sopportare tutto e supportare tutti, chi, per ventisei anni ti aveva visto come quella che rideurlacombattevincesaltaprovocaraggiungestressa non sapeva vedermi vacillare, e onestamente, neanche io.

 

Il mio nerissimo i-samsung stava trasmettendo ancora Concato, “Mi innamoro davvero”, come se volesse dirmi che, prima o poi, avrei dovuto ricominciare a pensare anche di fare quello, ma per fortuna non avevo tempo di soffermarmici su perché, la voce squillante “oltremusica” di mia madre - poi non dite che non sapete da chi ho preso - mi fece trasalire. Mi ricomposi fugacemente.In fondo, mi aspettava la settimana della mia masterizzazione,con tanto di conio Zanichelli al termine e con tanto di toghe e tocchi quindi, i miei pensieri potevano aspettare, o meglio, trovar tregua per quella settimana. E poi, vedere mia madre che parlava e proponeva 1000 cose da fare, mio padre che faceva finta di non sentire e camminava veloce cercando di raggiungere mio fratello che, dal suo mondo distaccato, fotografava assente tutto ciò che vedeva, mi regalava un sorriso sereno che non aveva prezzo. Decisi che avrei ascoltato un’ultima canzone prima di spegnere l’i-samsung e di buttarmi nella mia settimana formato famiglia, ma, stavolta, l’avrei scelta io… Sole sul tetto dei palazzi in costruzione…sorrisi, volevo solo rivederlo al più presto.

S.

scritto da pennellisolari alle ore 10:48 commenta    leggi commenti (48)

17.12.2008

EMOZIONI DIVERSE.. DIVERSE EMOZIONI

Cari amici,

l’abbiamo visto per la prima volta su queste pagine commentare da saccente saputello uno dei post a me più cari. In quell’occasione si spacciava per un sedicente maestro e dispensava saggi consigli a destra e a manca (probabilmente più a destra che a manca). Non aveva considerato il fatto però che voleva dare consigli ad uno orgoglioso e testardo come me. Si appellava poi a Vins per avere un appoggio nella sua impresa, ma veniva bastonato anche da lui.

Da quel giorno la sua storia su questo blog è stata travagliata, tra commenti parassiti, rapimenti sud americani, mutazioni nell'aspetto irripetibili, mazzate prese dietro il collo da me e vins e, last but not least, un fratello emigrato nell’emisfero australe.

E’ per tutte queste ragioni che il premio è andato a lui, anche se la qualità dei commenti di .G rimane insuperabile.

Gio

 

 

Sono sempre stato dell'opinione che le emozioni bisogna viverle e non condividerle. A torto o ragione e' quello che ho sempre sostenuto (nella vita come nel blog), come avete potuto notare anche dal fatto che non ho mai scritto un post ma ho sempre preferito commentare quelli scritti dagli altri.. ma oggi qualcosa e' cambiato, non riesco ancora a dire se mi sento obbligato o e' una naturale evoluzione del mio essere, comunque sia..... OGGI SCRIVO IL MIO PRIMO POST..!!!


Il 2008 si avvia al termine con la stessa velocita' con cui sono volati i miei precedenti 34 anni e come ogni anno tiro le somme, un po' alla men peggio, delle cose significative che lo hanno contraddistinto e segnato; se nell'arco di un'intera vita sono davvero poco le EMOZIONI che si arrogano il diritto di essere ricordate come indimenticabili (la prima cotta, il primo bacio, il vero amore, la perdita dei nonni, la prima auto,la scomparsa improvvisa di amici che fino a poche ore prima condividevano con te tutto, giocare davanti a 15.000 spettatori una partita di calcio e per il troppo frastuono non sentire quello che l'allenatore dalla panchina cercava di dirti, segnare 2 gol al catania, il primo esame, l'ultimo esame, il matrimonio, vedere che il ragazzo che tira l'ultimo rigore nella finale dei mondiali di calcio e' un tuo amico....) in questo 2008 scivolato via in un batter d'occhio mi arresto all'improvviso.....


Cosa succede ... in una sera qualunque il "compagno" di tante incomprensioni, colui che e' stato il bersaglio delle mie piu' velenose critiche.. GIO'.. mi invita sul palco dopo aver detto: " VIENE PREMIATO,....COME MIGLIOR COMMENTATORE DEL BLOG, ...per l'anno 2008.........................suspance...............

RAFFAELE SIMONE..!!!! ".....

 

Sono incredulo e davanti a diverse emozioni questa e' un'emozione diversa un OSSIMORO del quale non immaginavo neanche l'esistenza ... ecco un ossimoro, finalmente.. era al primo posto fra le parole piu' citate nel blog e ora sono io che dopo averlo sbeffeggiato ne faccio uso per intitolare il mio primo post...!! Cosi' in un'istante realizzo quanto mi sia stato utile il blog, quanto la vicinanza virtuale con gio' - vins- nick- maurizio e il suo alter ego oiziruam, lello, agatella , fra' , la lu , lu , domenico dell'olio , narlo ehhhh, vadro,
dolphin, mario, tutti gli anonimi ....e scusate se dimentico qualcuno...abbia aiutato la mia crescita. Penso anche che sia un premio da dividere (amministratori a parte) con tutti voi, lettori e scrittori del BLOG, voi che non avete demeritato ma visto che di virtuale si parla, siete virtualmente con me sul gradino piu' alto del podio, senza alcuna distinzione....

 

Mi congedo augurandoVI i piu' sinceri auguri di natale e che il 2009 sia ricco di DIVERSE EMOZIONI ... o .. come successo a me ..... di EMOZIONI DIVERSE

 

Raf


 


scritto da pennellisolari alle ore 10:48 commenta    leggi commenti (36)

09.12.2008

RESISTENZA CREATIVA

Come sempre quando sul blog scrive un nuovo amico uno di noi prova a presentarlo agli altri scirvendo qualche riga. Virginia Fiume, o meglio Gilla, si presenta da sola nelle righe qui sotto. Io mi limito a ringraziarla, a darle il benvenuto e a consigliare a voi di leggere quello che scrive perchè fra le altre cose è anche una scrittrice e direi che: "cazzo se se la cava bene". Niente spot, Google vi svelerà facilmente il resto.
Vins
____________________________________________________ 

Ho ancora il sapore di porto e golden virginia in bocca. Non molto invitante, ma l’ideale per fermarmi un attimo, mettere la musica e scrivere. Non lo facevo da un po’.

Vins me l’ha detto, mi ha punta sul vivo: “smettila di perdere tempo e parole e scrivi per Pennelli Solari, tema libero”.

Lapidario su Facebook. E su Facebook gli ho promesso che avrei scritto.

Di questi tempi la parola data sullo schermo rischia di valere più di un patto di sangue.

Tema libero, tempo libero.

In questi giorni di etichette e tempi serrati i due concetti del buon Vins mi suonano quasi come utopie.

Come i pannelli solari, le risorse rinnovabili. Utopie, che sai perfettamente dove sono, ma sfugge la traccia del percorso da fare per raggiungerle.

So che sono a Milano da tre giorni e già voglio scappare.

So che mi sogno di notte le colline di Romagna che mi hanno accolta per tre settimane.

So che tra meno di dieci giorni, forse, se il soldato israeliano dell’aereoporto Ben Gurion di Tel Aviv lo riterrà opportuno, passeggerò per le vie di Gerusalemme, e che a Natale sarò nel campo dei pastori di Betlemme.

Tutto il resto è “tema libero”, saranno i nove mesi che ho davanti. Nube bianca, dai contorni indefiniti, ma tutta da riempire. E da capire, forse.

 

Il porto si è mosso dalla bocca e ha iniziato a girare nella testa. Le dita cominciano a scorrere più veloci dei pensieri. Mi immagino un grande pannello solare nel cuore. D’inverno fa fatica a raccogliere il calore, tra la nebbia e il freddo. Ma afferra imperterrito ogni raggio, per mantenere le funzioni vitali e per sprigionare tutta l’energia raccolta durante l’inverno e la primavera.

Passano le stagioni ma lui è lì, certezza di una forza che esiste sempre, che ha solo bisogno di essere alimentata.

 

Caro Vins, la maestra mi diceva sempre che il “tema libero” è il più pericoloso, perché si rischia di dilungarsi, di perdere di vista il motivo che si era deciso di sviluppare. Di incappare in un paradossale “fuori tema”.

Io già comincio a non ricordare cosa volevo dire, forse ti volevo solo ringraziare, a te e a tutti gli altri Pennelli, di quello che fate in questo luogo- non luogo.

Le “offensive di assalto poetico” sono resistenza creativa. E al momento io avevo proprio bisogno di ricordarmi come fare a resistere a Milano, almeno fino a metà dicembre.

Gilla

GRAFFITO BANSKY
“Say it with flowers”
Barriera di separazione israeliana a Betlemme…insomma, sul muro che divide Israele dai Territori Palestinesi.

scritto da pennellisolari alle ore 10:47 commenta    leggi commenti (29)

01.01.1970

scritto da alle ore 01:00

03.12.2008

Erica Mou bacia ancora le ferite

Erica Mou l’ho conosciuta in una fresca serata autunnale lo scorso anno a Bisceglie, città in cui non sapevo ancora di tornare a vivere. L’emozione di presentarla su questo blog per me quindi è grande, come grande è l’orgoglio di dimostrare attraverso lei che questa città è un humus in grado di generare talenti come Erica.

Aggiungo solo alcune parole di Red Ronnie che, intervistato in occasione del MEI d'Autore di Faenza dove Erica ha presentato il suo primo album, ha detto: «Voi mi chiedete sempre qual è il futuro della musica in Italia, vi consiglio di ascoltare Erica Mou!».

 

Gio

  

 

Il 5 dicembre al Politeama Italia di Bisceglie verrà presentato ufficialmente "Bacio Ancora le Ferite", il disco d'esordio della giovanissima cantautrice pugliese Erica Mou  www.ericamou.com

 

Un anno di lavorazione durante il quale il lavoro di arrangiamento di Antonello Papagni ha preso forma grazie al coinvolgimento di musicisti di fama internazionale come Kaveh Rastegar (Ligabue, Kneebody), Nate Wood (Kneebody), Mirko Signorile (Rosalia De Souza), Gianluca Petrella (miglior trombonista per 2 anni consecutivi su DownBeat), Francesco Bearzatti, Greg Heffernan, Gaetano Partipilo, Zach Brock.

 

Grande attenzione é stata data al suono complessivo del disco, mixato allo Start di Roma da Antonello Papagni ed Eugenio Vatta e masterizzato al mitico Sterling Sound di New York.
Ma quel che più conta sono le canzoni di Erica, una più bella dell'altra, da godersi in casa, in auto, nell'iPod o nel telefonino, e la sua splendida voce!
Il disco, prodotto dall'Auand Records, sarà distribuito in tutti i negozi di dischi da Egea a partire da gennaio 2009.

Marco Valente

(www.auand.com)

 

Erica Mou - E' :

 

scritto da pennellisolari alle ore 17:35 commenta    leggi commenti (3)

01.12.2008

Mappa del Mondo

Cari amici per chi come me cerca la verità(a volte cosciente che non esiste) più per curiosità che per altro, per chi della verità se ne fotte basta che è sereno, per chi pur di avere ragione litiga con chi ama, e per tanti altri, ma soprattutto a quei due cari amici che pur amandosi non si accettano nelle loro differenze anzi cercano di trasformare inutilmente l’altro a propria immagine, ignari che smetterebbero di volerrsi tanto bene se cambiassero, a tutti voi, ho il piacere di RIpresentare a quasi un anno di distanza Massimo Valente, che definirei Tuttologo dell’Arte dell’Ignoranza o Ignorantemente Tuttologo, diciamo un’uomo alla ricerca.

a tutti gli appassionati dell'Amore e della Sessualità consiglio il suo sito www.comodo.it

oiziruaM

Cari amici su invito di Maurizio e con molto piacere vi illustro quello che è uno dei principi base della PNL che nel linguaggio pnlistico si chiamano presupposti.

LA MAPPA NON E’ IL TERRITORIO

Ognuno di noi processa tutto quello che gli succede attraverso dei filtri percettivi costruiti intorno ai 5 sensi. Non potendo noi immagazzinare tutto quello che viviamo siamo costretti a fare delle cancellazioni, generalizzazioni e distorsioni. Se per esempio vi chiedo di descrivere una sedia, difficilmente potremo trovare due descrizioni dettagliate uguali. Per cui a parità di esperienza la memoria di due persone sarà decisamente diversa.

La mappa che ognuno di noi si costruirà sarà inevitabilmente diversa dal territorio. Neanche la somma di tutte le mappe di tutte le persone che vivono una certa situazione corrisponderà esattamente al territorio preso in esame.

Qual è l’insegnamento che possiamo trarre da questo presupposto, è che la verità non sta mai solo da una sola parte ma si avvicina alla somma di tutte le parti.
Ovviamente questo è un tema non certo introdotto dalla pnl ma che possiamo trovare in tutte le tradizioni, tra l’altro la pnl si serve tantissimo di storie e metafore proprio perchè spesso sono molto più efficaci poichè parlano all’inconscio o trattano gli argomenti indirettamente. Pertanto a beneficio di tutti vi riporto questa bellissima storia.

I saggi e l’elefante

C’erano una volta sei saggi che vivevano insieme in una piccola città. I sei saggi erano ciechi. Un giorno fu condotto in città un elefante. I sei volevano conoscerlo, ma come avrebbero potuto?
"Io lo so disse il primo saggio lo toccheremo."
"Buona idea
dissero gli altri così sapremo com’è un elefante.
Così i sei andarono a vedere l’elefante.
Il primo toccò l’orecchio grande e piatto dell’elefante. Lo sentì muoversi lentamente avanti e indietro. "L’elefante è come un ventaglio"
proclamò.
Il secondo toccò le gambe dell’elefante: "E’ come un albero"
affermò.
"Siete entrambi in errore
disse il terzo L’elefante è simile a una fune". Egli stava toccando la coda dell’elefante.
Subito dopo il quarto toccò con la mano la punta aguzza della zanna. "L’elefante è come una lancia"
esclamò.
"No, no
disse il quinto è simile ad un’alta muraglia". Aveva toccato il fianco dell’elefante.
Il sesto aveva afferrato la proboscide. "Avete tutti torto
disse L’elefante è come un serpente".
"No, come una fune".
"Serpente!"
"Muraglia!"
"Avete torto!"
"Ho ragione!"
I sei ciechi per un’ora continuarono ad urlare l’uno all’altro e non riuscirono a scoprire come fosse fatto un elefante.

Massimo Valente 

scritto da pennellisolari alle ore 10:22 commenta    leggi commenti (20)

13.11.2008

Acqua di Giò

La fragranza dell'uomo del sud!

scritto da pennellisolari alle ore 17:04 commenta    leggi commenti (34)

11.11.2008

Forse sono i luoghi che raccontano le storie nella maniera più giusta

C'è molta gente che bazzica il nostro blog, c'è chi commenta, c'è chi ci legge raramente, c'è chi ci capita per caso e c'è chi ci conosce da poco e legge tutto il blog. Fra appartiene a questa ultima catgoria, non commenta i post, ma ne ha scritto uno, nato da un timido tentativo di commentare 'Un sabato di Vins e oiziruaM'. Conosciuta in Sardegna in vacanza (vedi video) si è subito affezionata ai Pennellisolari.
Nick

Sapevo che era una questione di tempo. Il tempo di relegare in un angolino quell’ odiosa timidezza che spesso pietrifica le mie azioni. Mi fanno riflettere questi due meravigliosi post..come tanti che, a poco a poco, ho scoperto su questo blog.
Mi fanno riflettere sulla mia condizione, su quella della mia terra e delle persone che spesso non possiedono la consapevolezza, la sensibilità ma forse neanche la percezione della sua ricchezza e del suo misero decadimento. Decadimento di un passato che non rifulge più, di una storia che sembra non lasciare tracce, di un mito di eroi dimenticati. E’ proprio l’era del più bianco non si può, dell’aggressività del marketing e della sovrana Immagine a cui, ormai, anche le più ataviche tradizioni sembrano tristemente soccombere. E dillo a me che sono laureata, vedi un po’, in pubblicità.

Mi sento in un limbo esistenziale. Ancora ed eternamente combattuta fra l’odio che nutro verso questa terra così egoista e il compassionevole amore che emerge quando sento denigrarla, offenderla e insultarla dai mille racconti di chi, anche solo per poco, l’ha conosciuta. Nick e parlo proprio di quell’ultima sera al Frida, chiacchierando col tuo amico milanese…che aperitivo amaro. Mi hai anche chiesto se mi stavo annoiando. No, non era affatto noia, nonostante te l’ abbia giustificata in altro modo.
Il mio sentire è quello di Giò e oiziruaM. Ma la mia convinzione è quella di Vins e Nick. Non riesco a fare a meno dei freschi profumi di bucato mischiati a quelli fragranti di pani appena sfornati. O dei fiori che intensi si confondono con lo iodio del mare. Il sole che ti urla in faccia anche a novembre. Mi incanta lo sguardo profondo e malinconico di vecchi solitari seduti su sedie che, come loro, ne hanno vissute tante. Mi sorprendono le filosofie di vita racchiuse in incisivi detti di intraducibile potenza espressiva. L’arte ad ogni angolo che ci racconta la storia. Amo la lentezza dei ritmi anche se spesso fatico a trovarla. Mi inebriano la creatività, i sorrisi, gli abbracci, il calore del mio popolo. Mi fa ridere “scendere le valigie” e “salire i pacchi” ma non di meno “uscire la teglia” ed “entrare la rrobbbba stesa”, per non parlare del “ma dici varo??” e del famigerato “daiquiri FRRRR(decisamente fricativa)OOOOZZZZen”. Beh dai, si tratterà di italiano regionale…no Nick?

Ma sono stanca. Stanca dell’irritante e artificiale no-chalance di chi sa di stare per fregare il prossimo e ne è fiero,  stanca di chi vuole sempre scavalcare la fila, essere il primo, sentirsi il più furbo. Sono sfinita dai continui e violenti scontri col posteggiatore di turno che vuole rubarmi 2 euro con tanto di beneplacito di mezza popolazione palermitana. Sono stanca degli scontrini non battuti, della carta - o meglio del “di tutto”- per terra e delle pozzanghere d’acqua che mi arrivano addosso quando provo a girare in bici per le dissestate strade di Palermo. E mi guardano pure come se fossi un’aliena. Devo anche ringraziarli per non essere stata investita.
Sono stanca di un pizzo che non voglio più pagare, neanche moralmente. E della mafiosità che troppo spesso ancora affiora con subdola prepotenza. Spossata da conversazioni fatte di vuoto, da frasi scontate senza un vissuto, ripescate dal mare dell’inettitudine imperante; sfibrata da riaffermati clichè figli di un passato che non dovrebbe più appartenerci, da convenzioni vecchie rivestite ipocritamente di nuovo. Non voglio più vedere assurde ed insensate discriminazioni, voglio avere ancora la forza per combattere. Non voglio appiattirmi sulla mediocrità. Non voglio mai abituarmi. A nulla. Ho sempre creduto che l’accidia sia il peccato più pericoloso in quanto è quello che, nella maniera più infida e inconsapevole, riesce a dominarti. E lo so che è il contesto, e le dominazioni, e la mancanza di lavoro…ma siamo anche noi. Soprattutto Noi.

Non si deve mai perdere il coraggio delle azioni, la forza nel crederci, la curiosità nel conoscere e lo stimolo nell’apprendere e rinnovare. Mi servono queglistimoli che mi avete saputo dare, proprio voi cari pennelli. Mi avete fatto ritrovare l’energia, la voglia, la caparbietà. Grazie mille volte a Giò e Nick, alle vostre esilaranti matriosche, alle vostre battute sempre intelligenti (mmm o quasi), alle vostre frasi piene, alle vostre opinioni consapevoli e riflettute nonchè spesso da me condivise, alle vostre disquisizioni sempre di spessore…e un grazie anche a Vins e Maurizio per questo post e per molti altri,  anche se commentati dai soliti 4 amici al bar, perché pur non rispondendo continuo a leggere e senza ombra di dubbio commento positivamente le vostre vite..che poi vi conosco molto più telematicamente che non. E forse ci basta, anzi, c’è bastato visto che mi trovo qui a scrivere ste due righe (forse un po’ di più!!) come uno sfogo che, da tempo, volevo prendermi il lusso di poter condividere.



scritto da pennellisolari alle ore 14:29 commenta    leggi commenti (38)

10.11.2008

Un sabato di Vins e oiziruaM

Quello che segue è un bi-post. Ovvero due post che vi beccate in un colpo solo. Li abbiamo scritti io e Maurizio in seguito a uno spettacolo teatrale visto un sabato sera di due settimane fa a Milano. Mi sembrava giusto pubblicarli tutti e due in una volta sola perchè sono stati scritti in contemporanea (è la prima volta che mi succede). Lui alla scivania, io sul letto, entrambi a mettere nero su bianco le impressioni di una sera.

Buon appetit...ehm.. buona lettura

Vins 

 

 

 

Do iè tutt’appust, ma nan m’né avè avv-rtit! 

Nella sala buia intravedo 4 sagome umane. Tre sedute su qualcosa e uno di fronte che lentamente comincia a suonare una fisarmonica con note che sanno di Puglia. Si accendono le luci e ci sono loro, 2 uomini e una donna più il musicista. Sono di spalle e tacciono. All’improvviso A dice: “ooouuu!”, e B: “ooouuu!”. A: “alloor?”, B: “Allor c’è cous?”. A: “Alloor c’è fa?”, B:”Alloor c’è fa cous?”. A: “Alloor sia venn?”, B: “Alloor sia venn cous?”…

Le luci crescono, e loro si girano e lo show ha inizio.

 

Vendesi Puglia è il tema di tutto e ci spiegano la bellezza dimenticata della nostra terra amata.

In un’ora parlano di viali che portano tra olivi secolari, dentro a campi di grano, di cicorie e rucola spontanee come la camomilla, timo e tante altre essenze per noi parte del paesaggio, per il resto del mondo acquistabile solamente, e in confezioni di plastica. Ci portano sulle chianche, dentro i trulli, di fronte alle casette dove le signore aspettano i mariti rientrare dal mare guardando la via che conduce al porto, ci parlano dei pugliesi, di come fanno le orecchiette, di come litigano con parole e sguardo, del “C’ s’ ti” e “ C’ sochh ie” e di come si finisca poi per fare pace ed abbracciarsi. Mi ritrovo fra le strade a sentire le voci di centri strorici vissuti dove i dialetti delle signore anziane si confondono, … MA ci stiamo vendendo tutto. Gli olivi, le chianche, le tradizioni, la pizzica la stiamo rendendo un prodotto da esportare, le case, i trulli e le cascine date in cambio di carta stampata a ricchi che vengono a cercare di vivere emozioni e storia che così perderemo, … e ognuno in sala ride a denti amari acquistando consapevolezza personale che stiamo rovinando casa nostra.

Io dentro sono quasi in lacrime, scoprendomi follemente innamorato di una terra in cui vivo ma che non colgo mai in tutto il suo splendore, pur vivendone le stagioni e le tradizioni nel mio quotidiano disquisire con agricoltori e popolani. Mi vien da tornarmene presto lì, in Puglia e non partire più. Vaffanculo all’Australia e a tutti sti viaggi, che a casa ho tanto da scoprire e recuperare: tradizioni, sorrisi, silenzi, odori, sapori, gesti che hanno secoli, detti che insegano a vivere più di ogni esperienza da girovago, arti manovali che rischiano di finire, pensieri che nessun ragazzino và più a chiedere ai nonni, …

 

E poi c’è da difendere tanto da tutto questo “VENDESI” e il sole che tramonta dietro una curva in mezzo agli olivi che scendono verso il mare. Il ritardo tranquillo di noi pugliesi, i 5 minuti più lunghi del mondo, la gestualità, i pranzi interminabili di gruppo e di famiglia, …

Che fortuna essere nato lì, in Puglia, dove tutto il nostro vivere inizia e finisce in un “Tutt’appust?” domandato quasi fosse risposta  “Tutt’appust!”

“Nan ema sc’ da nisciuna ven. Do ià che nemà sto. A cos.” La Puglia!


oiziruaM

 

Tuttoaposto?

Guardiamo il soffitto. Come un tempo. Come sempre in realtà. Solo che nessuno dice più così spesso all'altro che continua a farlo. La musica riempie la stanza che forse, tra polvere e idee è già troppo affollata di suo. A Maurizio piacciono i Weezer: "mettimeli sulla chiavetta". Io picchietto con le mie bacchette utilizzando il materasso come una batteria. Ed entrambi aspettiamo l'ispirazione. Aspettiamo. Verbo che coniughiamo in due maniere diverse io e lui. Comunque sia alle 20e20 arriva l'illuminazione. Teatro: "Orecchiette, what a wonderfoul place". E' dall'altra parte di Milano e inizia alle 21. Non ce la feremo mai. Corriamo. Corriamo ancora. Ci arrampichiamo su un ponte. Per fortuna gli attori sono più in ritardo di noi e con una sedia pieghevole aggiunta al volo rimediamo gli ultimi due posti.

Di qui in poi non so se siano state più le risate o i momenti di malinconia per una terra, la nostra, che perde spontaneità a vista d'occhio, che si vende al miglior offerente e in cui le vere storie da raccontare, quelle di botteghe di fabbro e attese d'avanti al mare non le sa più nessuno. Io vivo a Milano quasi tutto l'anno, Maurizio va via appena può: California, Israele, Cile, Australia. Per un'ora penso che stiamo sbagliando, che stiamo cercando troppo, troppo lontano da dove già qualcosa c'è e qualcuno ce la sta portando via, piano, piano che nemmeno chi è lì s'accorge di questo scippo, anzi, crede finalmente che il mondo si sia accorto di loro.

All'improvviso mi sento triste perchè Giò non è qui a vedere, a pensare, a capire, a fare il pieno per il discorso filosofico appeso in equilibrio tra il kebap completo in mano che rischia di esploderci addosso e le nostre convinzioni uguali e contrarie. Quel discorso io e Maurizio lo facciamo da soli, prima di tornare a casa, passata mezzanotte, a disterci su un letto. Li, dove la musica si riprende quello che ha lasciato nella stanza e gli occhi sono di nuovo puntati al soffitto. In attesa di un'altra domanda ma con in testa ulivi, un mastro ferraio e una signora che fila d'avanti al mere. E tutti attendono. Attendono...

Vins

 

scritto da pennellisolari alle ore 11:23 commenta    leggi commenti (31)

07.11.2008

Muto

Buongiorno popolo di pennelli! Oggi solo poche parole per segnalarvi un interessante video che mi ha fatto vedere giorni fa un mio amico pazzoide russo!

L'artista che ha montanto il video (italiano) penso che se non avesse disturbi mentali non l'avrebbe mai potuto realizzare! Il video è composto da disegni e scatti fotografici. Signori alzate un po le casse del pc, non fumate canne prima di vederlo, ecco a voi... MUTO

Dasvidaniaaaaaaaaa
Lello

scritto da pennellisolari alle ore 11:55 commenta    leggi commenti (7)

01.01.1970

scritto da alle ore 01:00

17.10.2008

La favola dell'albero libero

Ho il piacere di ospitare sulle pagine di questo blog un altro mio collega, sta volta siciliano. Di Catania, precisamente. Il suo nome è Corrado e la parola passa subito a lui.
Gio

La favola dell'albero libero

Un albero non piange mai, questa è la comune opinione della gente.
Quand’ero bambino ho conosciuto una pianticella che aveva messo radici nell’orto di mia zia, non ne ricordo il nome, ma ricordo bene che il giardiniere l’aveva legata ad una grossa canna.
«Così crescerai dritta» diceva
La pianticella cresceva molto più di quanto crescessi io, mi superò presto in altezza, come me era irrequieta e ad ogni folata di vento, fosse anche una lieve brezza marina, si dimenava fino a rompere il laccio che la legava alla canna.
Il buon giardiniere ogni volta che il laccio o la canna si spezzavano, con cura provvedeva alle riparazioni, fino a sostituire la canna con un grosso palo ed il laccio con strisce di camera d’aria, orgoglioso della sua pianta sempre più dritta e rigogliosa. Aveva un nome il giardiniere e ad ogni sua pianta ne aveva dato uno, così da sentirsi a suo agio nel curarle o nel dargli da bere; non sarebbe riuscito ad essere amorevole con le sue creature se non prima d’averle battezzate.
Il tempo nell’orto passava al ritmo delle stagioni e l’incontro giornaliero tra piante e giardiniere trasmetteva agli occasionali e fortunati “spettatori” un senso di calma e di tranquillità, sia durante gli inverni più rigidi, sia nel bel mezzo di una torrida estate, era un incontro colmo di sentimenti, speciale e semplice, come tutto ciò che il giardiniere soleva fare, dalla pasta alla carrettiera al piccolo ed affettuoso buffetto dato ogni mattina sul nasino della figlia, a tradimento, dopo averle indicato un’inesistente macchia sul pigiama, all’altezza del petto.
Una notte il palo si ruppe e la piccola pianta, già divenuta piccolo albero si sentì libera, e tuttavia consapevole che il giorno seguente il suo compagno giardiniere l’avrebbe rimessa a piombo con un palo nuovo; ma nessun palo ci sarebbe stato a tenere l’albero dritto. Il giorno dopo, proprio nel momento di maggiore bisogno, proprio nell’attimo cruciale del definitivo indurimento del tronco, il giardiniere non si presentò, come accade ed accadrà a tutti di non essere più presenti all’appello, anche se trattasi di riunione importante.
L’alberello, incredulo della libertà acquisita, iniziò a farsi trasportare dai venti, un giorno piegato verso sud, un altro verso est, curioso sfiorava nei suoi volteggi ogni cosa gli capitasse a portata di fronda. I venti variarono spesso nei primi anni della sua vita d’albero libero ed ebbe modo di sfiorare gelsomini profumati e rovi pungenti, a seconda da dove provenissero o fossero diretti i soffi, ma nei lunghi anni seguenti, a dispetto di un Eolo sbuffante e distratto, i vortici presero un’unica direzione piegando l’albero quasi a spezzarlo, facendo sì che la sua chioma, pendente dal grosso ed ormai curvo tronco, desse molta più ombra degli altri alberi cresciuti dritti e bene intorno ad esso.
Oggi quella dell’albero libero è l’ombra favorita da tutti i gitanti e gitani che sostano presso l’ex orto della mia zia, c’è chi addirittura si alza alle cinque di una domenica mattina per ingozzarsi di pasta al forno cotolette e parmigiana, sotto i rami dell’albero curvo.
Un giorno vidi una giovane donna ed un bambino vivace sostare sotto l’albero. Scorgendo negli occhi del pargolo la stessa luce degli occhi del vecchio compagno morto nell’87, l’albero avrebbe voluto dire qualcosa com’era solito fare ogni giorno con colui che si prendeva cura delle sue radici: una battuta, una lamentela od un semplice saluto, ma non ne ebbe la forza, era troppo emozionato.
Il piccolo sgranocchiava un cracker quando una goccia di rugiada, cadendo da una vecchia foglia, bagnò il suo improvvisato spuntino.
«Mamma l’albero piange» disse meravigliato e gaio per aver capito che di pianto si trattava e non di semplice acqua o altro eventuale liquido.
«E’ l’albero del nonno» rispose la donna.
...Con sentimento Underground.

Corrado: http://misterunderground.splinder.com/

scritto da pennellisolari alle ore 16:42 commenta    leggi commenti (9)

13.10.2008

Raccontami...(30/09/2008)

Un piccolo pensiero da una nostra storica lettrice e commentatrice.Un paio di settimane fa’ si è paventato l’abuso del suo pseudonimo con la neofita La Lu, ma lei è e rimane Lui.

Gio

...Se hai le mani davanti agli occhi cosa potrai mai vedere??
E...se provassi ad ascoltare...raccontami di quei colori che non li ho visti mai, raccontami del rosso, del bianco, del blu del mare e del cielo, raccontami di quelle parole che sono solo parole..e che non userò...
Rosso pulsa, rosso desiderio che invadendo conquista, rosso piacere che costringe, rosso sussurro.
Turchese le risa di quell'estate...ma ricordi?...al mare, tra gioia e mani e parole, diverse...allegre parole.
il bianco dei lieti pensieri in un tempo a metà che va e corre e prevede e contiene passato, presente  e futuro..il bianco è l'acqua....
il giallo del sole inatteso e sperato, il giallo dell'ansia di un tramonto che va e di un'alba che viene.
Il verde di un perdono, per un male acuto nelle membra e nel cuore, e il verde che spera che dimentica e sorride...e arriva il blu come la notte che vive e tu alla ricerca di quel sonno dei giusti che non trovi.
Il nero è assenza, è silenzio e contrario di presenza e tu che non ci sei e sottrae la forza ai vivi e ai capaci.il grigio dell'ignoto, della folla senza volto e ne voce e senza meta.
L'arancio l'odore della pelle, il celeste la mia pelle li sotto le tue dita..
il viola il colore della follia che cerca che sorprende e sospende te senza fianto e ne sguardo e poi prende ogni granello di pensiero e memoria ...e tu non ci sei non sei...tu ignara lasci che la follia faccia e che vada...non controlli e ne vorresti.
IL ROSA IL COLORE DEL MIO SORRISO, QUANDO POI HO APERTO GLI OCCHI..."

lui

scritto da pennellisolari alle ore 11:16 commenta    leggi commenti (24)

08.10.2008

Cari amici, vi scrivo

Lui è uno dei tanti lettori che rimangono nell’anonimato; è un mio collega, quindi bisogna avere compassione, visto che è costretto a sopportarmi per circa nove ore al giorno. Non ho ancora imparato a conoscerlo a fondo, e sinceramente non ci tengo.

Giovani lettori istrioni, vi presento Carlo, detto Narlo.

Gio

Cari amici, 

sono un collega di Giovanni o meglio il collega di Giovanni, dico il collega perché ho passato più tempo con lui che con mia madre, mia sorella, mio padre e la mia ragazza messi assieme, quindi non dico che l’ho conosciuto ma ho imparato a conviverci, vista la sua natura un po’ Naif, e colgo l’occasione per descrivere questi 5 mesi che abbiamo passato assieme.

E’ d’obbligo un preambolo, sono tornato da Milano a Dicembre del 2008 dove avevo lavorato come stagista in Pirelli e ho iniziato un nuovo stage nella Madre Puglia in Aprile scorso. Motivo del mio ritorno?E’ una storia molto lunga, in soldoni non me la sono passata tanto bene, e come recita una canzone di Franco Califfano :”Diventai grande in un tempo piccolo”, la vita mi ha portato a fare delle scelte forzate  e assolutamente non convenienti.

Ho iniziato il 21 Aprile in Gas Natural ed ho conosciuto Giovanni già dopo un mese che lavoravo.

Ci siamo incontrati la prima volta durante la presentazione dell’azienda. Singolare ho pensato…un ragazzo arguto e nel contempo loquace, o almeno finto loquace visto che le parole indice di interessamento al lavoro si sarebbero rivelate le poche serie che io avrei sentito uscire dalla sua bocca.

Dopo giorni di studio vicendevole ho scoperto pian piano che avevamo in comune dei trascorsi a Milano, i suoi sicuramente più lunghi, ma avevamo vissuto nella famosa via Padova;  la cosa che subito, però mi  è saltata all’occhio, è che avevo di fronte uno schizzato, un ragazzo che poteva avere avuto qualche trauma infantile, qualche violenza, e non sapevo che poi si sarebbe rivelato anche peggio.

Per acquisire un po’ di confidenza mi sono permesso un giorno (che io ancora maledico) di scherzare con lui. Apriti cielo!!!!!!!

Abbiamo iniziato un conflitto infinito di intolleranza , offese totalmente gratuite, scherzi da terza elementare, giochi di un livello così basso che tornavo a casa ed ero contento di fare un discorso serio con mia madre.

La situazione non è cambiata da allora anzi è peggiorata, perché dove non arrivano le parole ci sono le mani; schiaffetti, pizzichi, ogni sorta di invadenza fisica tra cui l’accostarsi alla tua sedia,al momento del passaggio non evitando di toccarla ma smuovendola con vemenza.

A completare questo quadro idilliaco, c’è, e c’è stata la sua musica che alternava a seconda del suo insano e bastardo umore, tanto da costringermi ad overdosi di pizzica e musica locale, che se per caso stai un po’ giù quel giorno e vorresti stare un po’ per i c…. tuoi !!!devi spintaneamente  conformarti a  questo clima festaiolo di sagre, alberi della cuccagna e tarantelle sfrenate.

Brutto è anche quando Giovanni ha  qualche tarlo in testa, in quel caso la tristezza e l’angoscia la fa da padrona nell’ufficio, con musiche che al confronto la rolla funebre potrebbe essere il Tipitero.

Ragazzi gli effetti psichici non sò quali saranno, ma vi assicuro che ogni giorno fino agli inizi di Luglio sono stato tanto male fino a che ho trovato la soluzione a tutto e non mi spiego perché non l’ho trovata prima.

L’IPod !!!!!!!!!!!!!!!!Sembra strano ma un gingillo piccolino così , mi ha permesso di sopravvivere, di rigenerarmi, di isolarmi totalmente, di rifocillare il mio ego.

Ora però non voglio esagerare , perciò vi dico anche che è un ragazzo che mi ha insegnato molto.

Il suo essere fuori dagli schemi della normalità, il suo essere poetico e sognatore in un mondo di assoluto pragmatismo, i suoi silenzi e le sue critiche,  le sue difese assolutamente lecite in questo mondo…ed altro ancora…ora vi devo lasciare perché Giovanni mi ha detto di non fare una pappardella troppo lunga (invadenza verbale) e colgo l’occasione per complimentarmi per il vostro Diario Collettivo OnLine.

 

Carlo

scritto da pennellisolari alle ore 09:30 commenta    leggi commenti (69)

06.10.2008

MOSCA CHIAMA PENNELLI… (la poesia che non c’è…)

Lo so Giò, è inutile che ti incazzi, non scrivo da moltissimo tempo ed hai pienamente ragione, ma come ti ho  detto, in questo momento mi  manca un po di poesia! Anche se spesso ciò che scrivo è molto ironico e divertente, finanche per questi racconti bisogna avere un po di poesia per amalgamare il post!    Sarà questa mosca così materialista che mi comincia a frenare… Eppure,  Avrei da raccontare! tipo avrei da riportare dei mitici tassisti abbusivi  di Mosca! unici ed inimitabili, gli unici tassisti al mondo (credo) a cui bisogna dirgli la strada per arrivare a destinazione!  ma non semplici informazioni  per arrivarci! TUTTOOOOOOOOOOOO non posso che fare come sempre degli esempi!  2 di notte, a circa una decina di kilometri da casa! fermo un tassista e come sempre contratto il prezzo prima! conferma la mia offerta e mi chiede se sapessi la strada… già lì comincio ad arricciare il nasino e a darmi un po fastidio la situation!  a metà corsa a velocità alta (con un lada, macchina tipo le vecchie fiat del 60/70) passiamo sotto un ponte su una strada che passa in maniera esattamente perpendicolare alla giusta da prendere! ovvia la mia reazione stizzita di far notare in modo non gentile al burino che stavamo andando da tutt’altra parte e che quella giusta ce l’eravamo lasciata alle spalle (sul ponte ) 5 secondi prima! il nervosismo acuto scaturisce dal fatto che per girare e tornare in dietro a Mosca non è affatto facile! bisogna farsi minimo quei 5 Km prima di trovare un inversione; ok trovata, inversione si torna in dietro! ancora 5 Km! 100Km/h ; 4 Km allo svincolo per la strada giusta 110Km/h ; 2 Km allo svincolo 120Km/h; 1 Km allo svincolo e poi finalmente a casa…  mha  110Km/h ; io:- “scusa, scusa, rallentaaaaaaaaaaaaaaaaa  DOVE CAZZO VAAAAAAAAAAIIIIIIIIIIIII???????????”   svincolo (e ponte ) passati e superati nuovamente alla velocità di 70Km/h ma solo per  la brusca frenata che ha fatto quando gli ho gridato nell’orecchio! praticamente  stessa  storia di prima solo che i 5 km ora erano dalla parte opposta del ponte! com’e’ finita? dal nervoso l’ho fatto accostare dopo 30 minuti di girovagare, sono sceso dalla macchina senza dargli un Rublo e via a fermare un altro tassista, x fortuna dopo mi è andata bene! dopo 10 min ero a casa!

Sto fatto di tassisti a mosca ce l’avevo sul gagarozzo da un sacco di tempo bè ora se venite a mosca….!

Che altro raccontarti…? magari del mio primo show o (mini show) in una fiera di bellezza presentando le mie tecniche di taglio e la filosofia coppola! a te magari può sembrare quasi normale e scontata una cosa del genere! ma per me che fino ad un a un anno fa investivo un ruolo di tutto rispetto di colorista/semistilista  in un salone a bari, ed ora mi ritrovo a essere art-director di 2 saloni e   avere la responsabilità di allestire uno show, diciamo che non è affatto una cosa che mi lascia indifferente! ovviamente il segreto di questa mia audacia nell’affrontare un palco non è stata tanto la mia discreta bravura nel mio lavoro, quanto nell’indossare il microfono ad archetto che 5 minuti prima il tecnico suoni ha detto che DOVEVO indossare! Ecco a sto punto tu e chi mi conosce  bene, sai benissimo che  per per far gasare un po Lello, c’è solo bisogno di quelle 2 cose che in quel momento lui aveva! un palchetto e un microfono ad archetto che spara la voce oltre ed  oltre! Avevo tutto, a fanculo i tagli e le acconciature…. ora mi metto a fare qualche imitazione, non so! qui a mosca il tagadà lo conoscono??  Se dico “ DAI SIGNORINA APPOGGIA LA TESTA ALLO SCHIENALE CHE SI CAMBIA”  mi capiranno???“ giuro per un attimo ci ho pensato! “ vabbe cmq, alla fine ho fatto i miei tagli e presentato le mie idee il tutto contornato da mie battutine e spiegazioni magistrali tipo quelli che ogni anno vendono un arnese nuovo alla festa dei santi che tutti rimangono sbalorditi e affascinati, esattamente così! alla fine mi sono beccato applausi e una signora ha anche insistito per farsi una foto e darmi un bacio a fine show!  bella esperienza! ti riporto un video qui sotto!

Bè Giò ce l’ho fatta! finalmente ho trovato un po di poesia per scriverti qualcosa! anche se non la scorgerai all’interno delle mie parole, ti assicuro che c’è!  

Dasvidaniaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!

Lello

scritto da pennellisolari alle ore 09:35 commenta    leggi commenti (22)

03.10.2008

Ecologia della Coppia

L'ho conosciuta anni fà ad un corso, uno dei tanti che faccio per migliorarmi che poi funzionano solo agli altri.

L'ho vista, l'ho studiata e abbiamo parlato un pò mentre lei disegnava fumetti relativi a quello di cui discutevamo con gli occhi vispi di voglia di vivere. Lei parlava, io pensavo: "cacchio Ari è proprio forte! Che bella energia!".
Dipinge, balla, sogna. E' con piacere che la introduco nel blog dove ci legge ma non ci commenta.
Signori:  Arianna, anche se  solo per presentarci uno dei suoi corsi.

oiziuraM 

Amici, venite e trascinate chi vi piace (scriveteci vi facciamo trovare i  ridotti a 5€)Esperimento sicuramente interessante e parecchio divertente.
Una serata che non è teatro, non è cabaret e trascende la conferenza in un´esperienza fortemente partecipata in forma scenica.
Cerchiamo sostenitori e appassionati con la voglia di star bene e di capire,
una sera INSIEME a noi.
Posso chiedervi di farlo sapere in giro? Vi ringraziamo. Silvio&Ari.
Dall´autore di "Che Stronzo!" (Il libro verità sul fidanzato italiano!) ed. Comix
 Debutto in 3 serate
Ottobre: mercoledì 8 / giovedì 9 / venerdì 10
 Teatro PIME (MI)

Via Mosè Bianchi, 94 (via Monte Rosa)
(350 mt.da MM Lotto / 150 mt. Linea 90 P.le Zavattari)

scritto da pennellisolari alle ore 09:38 commenta    leggi commenti (7)

01.10.2008

COSì....

Capita, a volte, che dal nulla spuntino nuovi visitatori visitanti dei Pennelli. E capita che, per ragioni di meccanica quantistica, questi visitatori abbiano parenti a Bisceglie che nulla hanno a che fare con i due terzi dei Pennelli. Prova è il fatto che “Paolino il dilaniato” non l’abbia mai sentito nominare nei discorsi interminabili di mio nonno. E allora lascio parlare l’autrice del post, imparentata con i Zingarelli (non quelli del dizionario), che in un primo momento si era confusa con Lui, un’altra lettrice del blog. In realtà sono le due uniche ragazze in Italia ad avere quel nome. Auspicando che non si trasformi in una meteora pennellosa,    Ladies&GentRmen – questa poi ve la spiego, o voi poveri non-baresi – ecco a voi La Lu.
Gio
 

Capita, a volte, di vedersi diversi. Di scoprire il proprio sguardo riflesso nella vetrina di un negozio di cd, e di chiedersi quando. Capita, a volte, di sperare in qualcosa e sentire un forte brulichio nello stomaco. Capita di guardarsi attorno, un'anziana coppia che passeggia, una ragazza che scende da un'auto, e di domandarsi: e io? Capita di rivivere nella propria mente ricordi come se stessero riaccadendo ora, sotto i nostri occhi, e lasciare che questi ricordi riportino al corpo sensazioni trascorse, quelle che portano con sé un tedioso fastidio al basso ventre e alle mani. Capita in questi istanti di chiedersi perché. Capita di voler abbassare lentamente le palpebre, unire le mani sopra al petto, e restare così per ore. Capita di voler prendere un treno, di voler partire per un viaggio. Capita, a volte, di smarrire il senso. Il senso del ieri, il senso della consuetudine, ... il senso del tempo. Capita così anche di perdere un treno, di sperare in un abbraccio. Le domande allora paiono sparire, perdere densità, dissolversi, per poi ricostituirsi in altra forma, quella di una risposta, e di un'unica risposta. Capita, così, di trovarsi incomprensibilmente, irresistibilmente, naturalmente inabissati in quella che adesso è la novità. Inabissati anche, paradossalmente, nell'assoluta quiete. Sapendo, appunto, che non c'è quiete più deliziosa di quella che cela mille e un turbamenti. Capita di volerci restare imprigionati in quegli attimi ove le frasi sono prive di un futuro anteriore, attimi che hanno un sapore di fresco, di dolciastro, di qualcosa che ha l'aroma del muschio bianco. Capita anche di dover tornare sui propri passi, e mai più volersi allontanare dalla propria strada per un breve e folle viaggio. Infine, capita di dover tornare a respirare una volta ancora quelle false certezze innalzate sugli esili accenti delle "o" dei farò, dei sarò, dei dovrò. E tornando su quei passi, capita di non sentircisi più al proprio agio, di scoprirsi degli estranei a se stessi. Capita allora di sentirsi come un'anguilla in un secchiello, di delirare il desiderio di venirne fuori, provando le contorsioni più violente, i gesti più disperati, ma sempre invano. Capita, allora, di vedersi diversi. Di scoprire il proprio sguardo riflesso nella vetrina di un negozio di cd, e di chiedersi quando.
Capita, così.

La Lu

( Per allietare le vostre menti vi allego qui d seguito un filmato composto da delle immagini di Enki Bilal, fumettista e regista da me adorato)


scritto da pennellisolari alle ore 09:12 commenta    leggi commenti (22)

29.09.2008

I Dialoghi di Msn

Lei è una mia amica di lunga data con la quale costruiamo spesso su msn discorsi sull'infinita questione della relazione uomo/donna.

Quella che segue è una mail che mi ha mandato a conclusione di una discussione e mi è sembrata interessante da pubblicare.

L'anonimato e i nomi di invenzione sono una sua richiesta.Rispettata.

Gio

 

 

Non esistono regole nell’amore, tranne 2:

           fai quello che vuoi fare;

           non fare male a nessuno, se puoi.

Non è questione di innocenza, non ci vuole niente di più.

Come nella vita: per essere felici, fai quello che ti va di fare.

La felicità, dunque, in amore è quando quello che vuoi fare, coincide con quello che vuole fare l’altro. Una coincidenza di desideri.

Ma un conto è la felicità, in amore; un altro è l’amore.

L’amore in sé è una scintilla, una morsa nelle viscere, e si esprime nell’estendersi all’infinito, dentro l’altro, dentro a cercare i suoi desideri, e innamorarsene…

Io non sto provando questo genere di amore, per Filippo.

Cos’è, allora?

La negazione di me stessa. Dolore. In nome dell’amore.

Bella roba.

Si può fare molto di più, in questo mondo, e io sto qui a declamare invece di vivere e gioire.

Se ne fossi capace, non esiterei: sceglierei vivere.

Invece finora qualcosa di superiore ha deciso per me, qualcosa che non posso controllare.

Ma prima o poi smetto: inevitabile, prima o poi l’amore arriva, ma sul serio però. Non posso immaginare niente di diverso, per la mia vita.

E allora, abbandonerò questo sogno inespresso, anzi, peggio: lo dimenticherò, non lo sentirò più pulsare, una mia piccola creatura lasciata morire.

Me ne dimenticherò, quindi non mi farà male. Semplicemente addio.

Ebbene, QUANDO? Dipende tutto da me? Posso fare ragionevolmente qualcosa, a parte saperlo?

 

Mi do il voltastomaco, mi do fastidio, questo melense romanticismo fine solo a se stesso, niente di bello che ne venga fuori. Niente, rispetto a quello che potrebbe essere, diversamente.

 

Dispiace anche perché è uno spreco…ma che ce voi fa’? Siamo sempre alle prese con quelle cose che non si possono controllare.

“Volere è potere”. Ma va’!

 

Divento pazza. Oppure, per sempre negata, a declamare. Ma questo non lo posso proprio immaginare per la mia vita, che noia…

Ecco sì, mi sto annoiando, mi do noia. Considerando che il resto intorno mi fa più o meno lo stesso effetto…diciamo che non è particolarmente divertente la vita ora.


Ok, facciamo che dipende tutto da me.

Basta fare la sfigata, basta spendere energie nel vuoto, basta spalancare porte a vento freddo. Ora è tempo di volere, avere.

Tu non ce la fai a vedere quello che vedo io, perché non ci arrivi, perché sei diverso, perché no, chissene del perché, non c’è, non ci sei, non esistiamo, non esisteremo.

Fine dell’episodio, fine della saga.

scritto da pennellisolari alle ore 11:55 commenta    leggi commenti (32)

22.09.2008

Estate da amare, estate da odiare…

Ciao ragazzi, sono sempre Mino The Voice, che al suo secondo pezzo su Pennelli Solari si auto elegge Guest Star del sito Pennelli Solari.

Scorrendo l’attuale home page, ho letto due interpretazioni coinvolgenti e contrastanti della stagione estiva, e mi son chiesto come mia abitudine da che parte fossi, vista la mia innata propensione a schierarmi.

Premesso che io preferisco la primavera, più sensuale, più sussurrata con le sue temperature più miti, la campagna che si veste di fiori, le giornate che si allungano in attesa dell’estate che arriverà, un po’ come la festa leopardiana del sabato del villaggio.Innegabile che l’estate, quando arriva arriva e ti travolge quando ancora stai lavorando, e la bestemmi in aramaico quando l’abitacolo della tua macchina parcheggiata sotto il sole cocente segna 50° e il climatizzatore ti buca lo stomaco nella speranza di riportare la temperatura all’optimum per la specie Homo sapiens sapiens.

Ad un certo punto ti chiama la responsabile delle Risorse Umane e ti dice che hai delle ferie vecchie che devi prendere per forza ecc.ecc…. e vai!!! Quattro settimane dico quattro!!!

A quel punto sei di fronte a un bivio che di poetico ha molto poco: parto o non parto. Ma quali sono i fattori che fanno pendere la bilancia da un lato o dall’altro?

1)      propensione al viaggio del singolo

2)      propensione al viaggio della coppia (per chi è accoppiato)

3)      situazione finanziaria di lui

4)      situazione finanziaria di lei (o collimano o ci possono essere seri problemi nel momento in cui uno dei due decide di partire da solo per 4 settimane).

Scherzi a parte credo che ormai sia tutto parte di un grande copione in cui ognuno di noi recita la sua parte, in cui ci sentiamo completi e parte integrante del sistema solo quando all’ultima settimana di luglio, alla fatidica domanda “quando parti e dove vai” siamo in grado di dare una risposta strabiliante con una meta mozzafiato, salvo poi all’ultima di agosto, alla stessa persona che ci chiederà come è andata, sapremo descrivere una vacanza fuori dal normale.

Quando invece tutto ciò non si verifica, e ciò può essere per soldi come scherzavo prima, ma anche per problemi più seri, di famiglia o di salute, ci si sente esclusi da questo sistema “mangia-persone” che se ti escludi fa di tutto per farti sentire più escluso, e allora l’estate la vorresti odiare.

Lodevole l’iniziativa di Maurizio che quest’anno, come chi scrive, ha snobbato il ferragosto fuori (mi avevano proposto una Gallipoli iperaffollata a ferragosto a cifre che ti puoi permettere un resort ai tropici in altri periodi), ma forse noi possiamo permettercelo perché nel corso dell’anno facciamo sempre qualche viaggio in più della media, e possiamo permetterci il lusso di riscoprire Bisceglie d’estate, da vivere con i nostri amici di sempre, o con la tua donna o con chi vuoi, sperando sempre che il Signore ci dia la salute e i soldi.

 

Pragmaticamente vostro, Mino The Voice ®

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scritto da pennellisolari alle ore 10:36 commenta    leggi commenti (42)

27.08.2008

Una Bara di Lamiere

 

Mi scuso per la crudezza nel titolo ma ci sono cose che lette sui giornali hanno un impatto, ma quanto succede alla tua famiglia la storia cambia. 5 agosto 2008: è la solita giornata; attivo la mia postazione in ufficio, accendo il cellulare: due chiamate da entrambi i cellulari dei miei, è successo qualcosa.

 

 

La voce rotta dal pianto di mio padre mi dice che Sandruccio, mio cugino, ha avuto un incidente ed è morto. Non si scherza su una cosa del genere, ma come……Sandro è uno prudente, mai visto correre, mai visto ubriaco, DEVE essere uno scherzo.

 

 

Io sono uno sciocco perché provo a cercare un senso ad una vita che si spezza a 30 anni e una famiglia che riceve la punizione più amara e dura possibile. Non c’è un senso. Perché se vedi gli occhi gonfi dei sui amici al funerale, se vedi la fila di gente che viene a dare le condoglianze, capisci che aveva un sacco di persone intorno che gli voleva bene, che era un bravo ragazzo, che la sua famiglia è fatta da persone buone. So solo che, se esistono gli angeli, mio cugino è diventato un angelo e non può essere altrimenti.

 

 

Quando leggi sui giornali delle stragi del sabato sera, degli incidenti in cui persone la vita dei ragazzi, ammetto che io per primo le ho sempre viste come cose lontane e qualche volta mi è capitato di pensare: “che coglioni, chissà quanto correvano, chissà che si erano fatti”. Quando poi entri in chiesa e nella bara c’è una persona con cui sei cresciuto, inizi a vedere le cose da un’altra angolazione. Che magari quei ragazzi hanno pagato una distrazione in un tratto di strada in cui la visibilità non è oggettivamente buona o che ad ucciderli può essere stato un guasto meccanico e non la loro incoscienza….come è successo non ha più importanza, comunque quelle immagini così lontane sono davanti a te in tutta la loro crudezza.

 

 

Chi mi conosce, riderà della cosa perché sono la persona meno indicata a dirvi di andare piano, di essere prudenti, di non bere quando dovete guidare, però fatelo perché non voglio più vedere un amico o un parente una bara di lamiere.

 

 

Vadro

 

 

 

scritto da pennellisolari alle ore 09:34 commenta    leggi commenti (8)

01.01.1970

scritto da alle ore 01:00

22.08.2008

Cuba (seconda parte)

La cena in una casa particolare (abitazioni di privati che aprono le loro cucine agli stranieri): chi dimentica i volti perplessi di giusi, cristina e christian all’arrivo??Dicevano solo : “che facciamo, ci fermiamo?”, ma la domanda reale era “secondo voi, cenando qui, la diarrea ci perseguiterà per tutta la vacanza??”.

Per non parlare del rientro in taxi(ovviamente non di quelli ufficiali):l’autista ci chiede:”volete un po’ di musica?” e noi, ingenue, “si si, dai”…scatta la tecno cubana sparata a palla (mario merola impallidirebbe a confronto) da un impianto stereo che neanche nella migliore disco di Varadero hanno e la macchina a riserva fissa …per forza: non ha bisogno di carburante perché cammina a propulsione sonora!

La gita all’isola delle iguane (iech!) ed alle piscine naturali. Inutile descrivere lo spettacolo. Le parole non renderebbero l’incanto della sabbia che emerge dall’acqua cristallina e che sembra svanire in un soffio. qui la Natura sfiora la perfezione.

Mamma mia, però, quel sole scotta alla grande: guai a chi si addormenta anche solo stando sotto l’ombrellone!!…fantastica la scena di me e Giusi, che vicino alle donne in topless, ci stiamo sotto l’ombrellone indossando copricostume, pareo fin giù ai piedi e bandana in testa…risultato: una mummia! Pauraaaaaaaaa!

Passeggiare al tramonto sulla battigia . Le onde che seducono e abbandonano ripetutamente la sabbia disegnando sul suo corpo melodie sempre nuove e raccontandole di velieri, uomini e culture lontane, di soli diversi. Silenzio. Un libro. Se qualcuno me lo chiedesse, beh per me questo è il lusso.

Il pomeriggio al bar seduta con le gambe raccolte al petto, mentre mangiucchio un cocco con Daury (200 parole al minuto sia in spagnolo che in italiano. Questo mi batte in quanto a logorroicità!!), 27 anni, che mi dice orgoglioso di sentirsi libero…libero da un modello economico-ideologico di stampo coloniale mentre io cerco di spiegargli che per me Libertà significa non solo essere “libero da”, ma anche essere “libero di”  e ….che lotterei con tutte le mie forze se qualcuno, svegliandosi la mattina, mi privasse di una delle due.

Seduta in aereo, mi porto via queste istantanee, ricordo di un paese lontano. Un posto sospeso tra il tutto ed il nulla. Il paese della povertà e della dignità, della lotta e della stasi, in cui sembra che tutto si sia fermato agli anni cinquanta. Un paese in cui la  natura emerge per mostrare la sua magnificente dittatura su tutto e mostra la piccolezza del tentativo di dominio e di controllo dell’uomo sugli uomini.

Eccomi qui, rientrando in aereo, pronta a capire dove le offerte voli mi porteranno: Cina a settembre, e per il 2 giugno?…le mete papabili sono tante, ma…brussels mi galvanizza: ce la farà la nostra eroina a resistere al richiamo della capitale europea???Non è tanto la città in sé che mi manca, quanto ciò che essa è per me con la sua interculturalità, la sua capacità di farmi sentire a mio agio, il profumo di gauffre in metrò, il mercatino delle pulci al Gran Sablon…essere lì è un po’ come essere in tutto il mondo contemporaneamente…dai…che ne dici, ci troviamo lì per il 2 giugno????ryan air 73euro a/r (assicurazione e bagaglio esclusi, ma tanto non li compro mai!!!)…

 

Giulia

scritto da pennellisolari alle ore 09:10 commenta    leggi commenti (0)

03.08.2008

Notte di note

Una città, Putignano. Una piazzetta nel borgo antico su cui si affaccia, stretta da antichi palazzi, una chiesa  Sedie che si dan la mano in file ordinate. Un palco. Luci blu, verdi e rosse. Una voce.Il filo conduttore di questo elenco puntato è l’anima che, partendo dal mediterraneo, attraversa l’oceano e giunge nelle terre latino americane: è storia fatta di musiche popolari affascinanti ed eleganti come solo le cose vere sanno essere.

Chiudo gli occhi e in un attimo ritrovo le note di Lisboa: vi ritrovo le sue stradine, i suoi odori, i suoi personaggi deandreiani.Assaporo le sensazioni che dal palco scendono…e quanto più forte si avvicinano più forte chiudo gli occhi e più forte stringo le mani.Teresa Salgueiro presenta ogni brano con leggerezza, cura e passione, gli ingredienti giusti per prenderti per mano e condurti nel viaggio musicale che ha pensato insieme ai suoi musicisti.Ancora note…le riconosco…è Caruso di Lucio Dalla…questa volta la mia mano stringe ancora più forte. E’ come se la mia mente fosse un proiettore… il palco il telo bianco su cui riflettere, la bocca di Teresa il tramite per far rimbalzare le parole di Caruso.
La magia si sta compiendo.

E poi ancora note, brani classici della bossa nova e della musica popolare brasiliana. La mia mano adesso balla insieme alla sua. Richiudo gli occhi e penso che non esiste nessun altro posto al mondo dove vorrei stare in quel momento.

Antonio

occhi chiusi

scritto da pennellisolari alle ore 17:09 commenta    leggi commenti (8)

31.07.2008

Realizzazione di un sogno in una notte di mezza estate

Premetto: non ho grande cultura musicale, o almeno non paragonabile a quella del 90% dei frequentatori del blog. Ad aprile smanettando su Ticketone i miei occhi si illuminano: i REM vengono a Milano il 26 luglio. Mi sembra quasi strano che un sogno da adolescente si possa avverare così facilmente: basta cliccare su “acquista” e fare il conto alla rovescia dei giorni.

 

La mia passione per il gruppo di Athens non ha radici esclusivamente musicali: sono uomo di numeri e credo nei numeri anche in senso fatalista.

Estate 1996, stavo finendo di ascolta “Automatic for the people” e leggo sul giornale che il giorno del mio 18esimo compleanno avrebbero suonato in Italia, a Catania. Ai miei occhi era un segno del destino che non poteva essere ignorato.

 

Ma veniamo ad oggi, o meglio a sabato scorso: serata calda, incosciente dimenticanza dell’autan, tanta gente ma niente caos. Prendiamo posto in posizione decente; l’attesa viene ridotta dalla lettura del giornalino con le interviste. Partono le note; per la fisica, il suono è un'oscillazione (un movimento “sensibile” nello spazio) compiuta dalle particelle (atomi e molecole) in un mezzo; ma quelle oscillazioni trasportavano emozioni: “What’s the frequency, Kenneth” “Wake-up bomb”, “Leaving New york”, “Electrolyte” a 100 metri da me; tutto il loro repertorio (e non solo Accelerate) con arrangiamenti rockeggianti, non sembrava reale.

Un ragazzo emiliano strillava accanto a me facendo vedere di sapere i testi, due file più giù padre e figlia sono in piedi ad applaudire.

 

Avrei preferito che non facessero “Losing my religion” (troppo commerciale, non basta a riassumerli) ma a sentire la folla che accompagnava le note e la voce di Stipe sembrava una canzone nuova.

 

Tornando a casa pensavo che, per quanto può sembrare stupido, potevo togliere una riga alla lista delle cose da fare prima di morire.

 

Vadro

 

 

 

scritto da pennellisolari alle ore 14:42 commenta    leggi commenti (16)

01.01.1970

scritto da alle ore 01:00

30.06.2008

Amo gli odori...

"Mi verso una tazza di tè e do uno sguardo ai giornali alla ricerca di volti familiari. Le valigie sono appena disfatte e mi sento un po' disorientato perché, cosa del tutto eccezionale, sono a casa."

Un nuovo giorno. Di Michael Gorbaciov

…non potevo far a meno di copiare questa frase che casualmente ho letto  e aggiungerla in  questo mio post, dove racconto della mia settimana passata in Italia anzi a Bisceglie! e poi per di + l'autore è anche "giusto un pochino Russo"!
che figaaaaaaaataaaa! che figaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaataaaa! cosa? allora vuol dire che non sei venuto/a… ovviamente mi riferisco alla mega festa che abbiamo organizzato io e mio cugino. Ops Ops scusate mi correggo subito prima che qualcuno si offenda ancora! che abbiamo organizzato io, Giovanni, MAURIZIO, Checco, e altri che hanno contribuito tipo Giovanni2 (Giovannino per i più stretti)!

Le regole le stesse dell'anno scorso, "vieni e porta da bere!" l'unica festa dove le cose da bere aumentano in maniera proporzionale alle persone che ci vengono! ma poi ad un tratto questa regola matematica viene di colpo annientata facendo posto alla sua opposta! incredibile vedere galleggiare nell'acqua del ghiaccio ormai sciolto, la mia bottiglia di cachaça (che si legge Caciassa, liquore brasiliano orrendo se bevuto liscio) che a casa non si era cagata a spruzzo per 2 anni nessuno  e invece quella sera sta bottiglia era lì, vuota umida, triste forse traumatizzata, che mi guardava dal basso verso l'alto con questo movimento ondulatorio del galleggio,  nella piscinetta dei bambini che mi diceva:  MA CHE CAZZO DI MALE TI HO FATTO PER ESSERE TRATTATA COSì STASERA?  Domenico mi ha riferito che qualcuno si sia rivolto a lui offrendogli giusto un sorso di questo straordinario alcolico ,che sto tizio aveva trovato e si stava bevendo con tanto gusto!

…e poi quel maledetto microfono! cazzo quando è presente (e la festa è pure un pò opera tua) è finita! mentre le dicevo non è che mi rendevo tanto conto delle cazzate che sparavo, poi il giorno dopo riflettendoci su….!  certo però che non solo io! anche minoSinatra e compagnia bella ne sparavano di MINCHIATE EEEE!!??
CMQ  alla fine: festa riuscita alla grande! GRAZIE A TUTTI I PRSNTI!!! le foto presto saranno visibili sul mio "spazio foto " cliccando sul link alla sinistra della pagina! p.s. Sperando che Maurizio decida di passarle!

La cosa a cui tengo scrivere oggi, è la straordinaria percezione che l'uomo ha nell'archiviare da qualche parte della mente ogni singolo ODORE percepito dalla nascita, per poi tirar fuori  il ricordo associato, non appena lo si percepisce  nuovamente anche dopo un pò di tempo!  Non ero mai stato 2 Mesi e mezzo lontano dal Bisceglie, eppure una volta sceso dal'aereo A Bari, Già percepivo un'aria e dei profumi familiari! da lì si parte con il tour degli odori percepiti nei 5 gg trascorsi:

· statale 16; tipico odore tra giovinazzo e molfetta di frasche (legne, ndr) bruciate! sicuro c'è un contadino mezzo piromane che da quando è in pensione non fa altro che bruciare frasche!  PIACEVOLE

· uscita Bisceglie sud; prima lo odiavo ma ora non posso fare a meno di dilatare i polmoni e respirare il classico aroma si S.Francesco! (odore di fogna, ndr) praticamente quell'odore è stato sottofondo sublime a tutta la mia infanzia! Scuola Monterisi, i.T.C., la corsa tipica con quelli del judo (seconda spiaggia, B-marmi, I.T.C.)  E tanti altri posti in quella zona! PENETRANTE

· curva della piazza del pesce!! che odore???   Ovviamente dello Sfizietto! (famosa pizzeria di Bisceglie, ndr) SOMMO

· Zona anfiteatro, olezzo di Misto iodio Biscegliese con Natura Biscegliese! ORIGINALE

· casa della nonna! ciò che vien fuori dalla sala da pranzo (fiori freschi e divano di pelle d'annata) dalla stanza da letto (candidezza di lenzuola con armadio ad ante intarsiate e specchi incastonati; tutto sempre d'annata) e dalla cucina (una fusione di effluvi di minestre varie,ceci, carciofi fritti, fave e cicorie…) tutti questi odori concentrati nel corridoio, plasmano un'inebriante essenza irriproducibile! il classico: ODORE DELLA CASA DELLA NONNA!  SPECIALE

…tanti altri ci sarebbero! ma nn posso elencarli tutti! posso solo aggiungere di essermi accorto che  AMO GLI ODORI!  adoro la loro capacità di essere precursori dei tuoi ricordi! e la loro capacità di farti sentire a casa quando torni a Casa…

DASVIDANIAAAAAAAAAAAAAAA e vi prego..... COMMENTATE TUTTIIIII!!!

Lello

Ed ecco a voi un riassunto della festa "Gio&Lello" del 1 Giugno.
Gio

scritto da pennellisolari alle ore 11:18 commenta    leggi commenti (6)

25.06.2008

Nucleare o Rinnovabili…è sempre energia!

E a grande richiesta (non l'ho neanche letto prima di pubblicarlo)...
gio

I sintomi c’erano tutti… nel senso che i rumori di qualche anno fa (in Italia in particolare) non erano solo “chiacchiere da salotto politico”, ma piuttosto un modo per fare germogliare l’idea in tutte le teste che del nucleare non se ne potrà proprio fare a meno.

Non se ne potrà fare a meno perché il petrolio sta finendo;
Non se ne potrà fare a meno perché il fabbisogno energetico mondiale aumenta;
Non se ne potrà fare a meno perché è l’unico modo per liberarci dalla CO2;
Non se ne potrà fare a meno perché a nulla o poco possono le fonti energetiche rinnovabili;
Non se ne potrà fare a meno perché è economico.

Ora: che il petrolio stia finendo, che la fame di energia sia in aumento e che l’emissione dei gas serra siano un problema globale con il quale dovremmo primo o poi fare i conti (definitivamente!), siamo veramente tutti d’accordo!
Ci sarebbe da obiettare sul fatto che le energie rinnovabili (solari, biomasse, eoliche, idriche, geotermiche) di tutto il mondo, siano inutili o contribuiscano poco/per nulla e soprattutto sulla economicità del nucleare di terza generazione (quello su cui ENEL ha pronti i piano “una regione, una centrale nucleare”). Ancora nulla si può dire sulla economicità o efficacia del nucleare di IV generazione; se ne saprà di più almeno dopo il 2020.

Non elenchiamo invece i problemi ambientali (ed economici) ancora legati alla gestione (in sicurezza) delle scorie. Concediamo un vantaggio al nucleare: diamole per risolte!!!
Domanda: allora perché ENEL ed EDISON (tanto per citarne qualcuna) investono e vogliono investire anche in Italia nel nucleare di terza generazione?
Risposta: Perché non possono convertirsi al sistema a generazione distribuita (per intenderci quella delle fonti rinnovabili), in quanto:

1) Non è e non sarà mai nella loro natura (data la storia dell’industria);
2) Non è nel loro interesse creare utenti “attivi” in grado di essere indipendenti energeticamente.

Sarebbe come puntarsi la pistola alla tempia e premere il grilletto!!!
Inoltre, sempre per una questione di portafoglio, con le tecnologie basate sulle fonti rinnovabili si diventerebbe autoproduttori di energia, per cui il prezzo dell’energia lo stabiliremmo noi: il sole, il vento, la terra, non hanno mai spedito bollette a nessuno …almeno finora!

Mario

Le immagini che seguono, gentilmente inviate da Agatella, sono riferite al post di Mario "RIFIUTIamoci o Differenziamoci": http://pennellisolari.blog.excite.it/permalink/508115
Gio

Buona notte all'Italia:

 

Perugia ricarica la natura:

 

Tv spazzatura:

scritto da pennellisolari alle ore 14:42 commenta    leggi commenti (22)

17.06.2008

Pausa...con stupore

Con un piatto del giorno prima riscaldato al microonde ed un caffè della macchinetta bevuto sul terrazzino del primo piano, le mie pause lavorative sono condite da piacevoli chiacchierate. Si parla di tutto, ma il lavoro è quasi tabù, ci accomuna la voglia di cultura, uno squardo attento nei confronti della vita e poca banalità (di cui spesso siamo circondati). E' un'amica e mi capisce, mi regala un libro quando sono triste, scrive piccoli romanzi e belle poesie. Ci tenevo a postare qualcosa di suo, magari prossimamente Nancy pubblicherà qualcos'altro sul nostro blog.

Nick



Stupore

Se arrivo io lo sento il chiacchiericcio
delle cicale non ammaestrate.
Travolgo le cose, non recupero i cocci,
mi siedo al mio tavolo e ordino un piatto di sogni.

Nancy

 

 

scritto da pennellisolari alle ore 13:37 commenta    leggi commenti (14)

16.06.2008

Eccomi qui (seconda parte)

(...continua da http://pennellisolari.blog.excite.it/permalink/508212 )

Adoro l’abitudine dei miei amici milanesi (quasi tutti stranieri per la verità) e brusselloises di vedersi alle 8.30 di sera per cenare insieme (appuntamento via casale –vicino al naviglio grande- o alla Bourse/saint gery a seconda della città.
Se poi ci si incontra in casa, l’appuntamento di anticipa alle 7.30 perché lo stomaco non reclami troppo a lungo e…se alle 7.29 non è “ancora” arrivato nessuno c’è Juan che parte con un “oh ragazi, io me facio un po’ de mate così me pasa la fame!”e si comincia il giro con la bombiscia…altro che le serate passate ad aspettare amici biscegliesi che non arrivano o, peggio ancora, le attese fuori dalla pizzeria perché NON SI Può USCIRE PRIMA DELLE 10.30 IL SABATO SERA!!piuttosto diventano delle statue di ghiaccio, ma anticipare no!

E che dire di chi passa nottate intere davanti al Copa (pub fighettino dove escono tutti non perché sia bello o ci si diverta, ma perché è un  MUST) a far finta di divertirsi con un cocktail in mano  e parlare amabilmente con persone che non sopporta???
Alzo lo sguardo, Pescara: una pineta che protende verso il mare, sabbia dorata…un puntino umano si gode questo spettacolo, cavolo, vorrei essere io!
Quando è stato?eh si, un anno fa; assurdo, è già passato un anno dalla gita in Liguria: si decide la sera prima della partenza, appena dopo aver finito alcuni esami del master. Paola, Agnes, Roby, Ele, Juan ed io in partenza, con le facce da zoombies, alle 8.30 di sabato mattina. I primi di aprile, ma tempo fantastico.

Si parte così, 2 macchine dirette verso la liguria: 5 terre troppo costose, andiamo dalla parte opposta!ottimo criterio di scelta, no?hotel 1 stella a conduzione familiare con colazione ( della serie mangia mezzo mondo tanto è buono ed è tutto pagato!), spiaggia e “caccia ai e relativo commento sui“bei tipini”vaganti (identificati con l’elegante epiteto di “pezzacchi di fighi”) da parte di noi pulzelle e Juan, l’ombre de dos metros” che sopporta, unico uomo, le espressioni più volgari…chi immaginerebbe mai di  sentire una mezza svedese e mezza ungherese gridare davanti ad un motociclista macio:”ehi ragà, faccio la bava!”????
La volgarità risulta più tollerabile se pronunciata da uno straniero…se detta da agnes, the most free-hot minded girl i’ve ever seen, diventa ridicola!!(una commissione di inchiesta ad hoc sta ancora indagando sul come e dove possa aver imparato questa espressione!).Aperitivo in camera, con the crispy-crunchy potatos balls (viva Freud!)e birra, cena in taverna, poi concerto irlandese in piazza…in giro e…balera!ebbene si,…balera.

Che ci fanno dei 25enni a ballare liscio e latino americano di sabato sera? Beh si divertono da morire!E dopo in giro fino alle 4 a passeggiare sul molo, parlare con degli skippers polacchi (???), io mandata, come al solito, in spedizione da Juan in un bar già chiuso con le saracinesche a metà per farmi riempire il termos di acqua calda per il mate…eh sì, ormai questo è un compito che spetta solo a me perché io faccio il “faccino” tenero a cui nessuno può dire di no…ed infatti eccoci lì seduti a terra, sul molo, a bere mate e mangiare una crep mentre qualcuno già (capirai, sono le 5) sonnecchia.
Rialzo lo sguardo…oh ma sono quasi a Bologna, devo scendere, ho il cambio per Padova. Devo sbrigarmi, ma prima c’è da tirar giù le valigie…cavolo sono pesantissime (abitudine delle mamme e dei figli terroni di riempirle di cose da mangiare che basterebbero per un esercito!)…quasi quasi mi faccio aiutare da qualcuno…beh intanto faccio il “faccino”…

Giulia

 

scritto da pennellisolari alle ore 09:05 commenta    leggi commenti (2)

12.06.2008

Eccomi qui (prima parte)

Ed ecco a voi un'altra amica dei Pennelli, tale Giulia.
Le piace girare il mondo, conoscere gente sempre nuova ed avere l'epicentro in quel piccolo universo chiamato Bisceglie.
Gio

Eccomi qui..in treno alla volta di Padova: rientro alla mia “temporanea base”(mi piace non sentire mai nessuna residenza come definitiva! La possibilità del cambio aiuta a non cristallizzarsi ed a guardare i posti con occhio diverso..) dopo essere scesa a Bisceglie per il voto.
Il mio solito tour de force: partenza da Padova venerdì sera alle 22.36 (per fortuna ci sono le cuccette!), cambio a Barletta intorno alle sei (…a quell’ora chi guarda l’orario preciso??), arrivo a Bisceglie per le 8 meno venti. Sosta al bar x prendere i cornetti nutella-crema (della serie facciamoci male! Ma, cavolo, sono i più buoni di tutta la città, ne vale la pena!!) da portare a casa sì da rendere più dolce il mio rientro e tentare di alleviare le solite liti tra le donne della famiglia (quando ci ritroviamo, facciamo scintille!!) e dare inizio ad un sabato impegnativo…
Rientro domenica o con partenza ore 9.38…
Eccomi qui, seduta in treno, scrivacchio un po’, come al solito, ma oggi ho qualche difficoltà: quanto cavolo è bello il mare che si vede dal finestrino??
Lo vedo, lo seguo mentre il treno scorre via, lui, con le sue onde immobili, il suo colore eterno, la sua attenta compagnia…

Tre mesi dopo essermi trasferita a Milano, tra marzo ed aprile 2007, mi sono sorpresa a dire per telefono a mio padre…”non vedo l’ora di tornare giù” -risulta davvero un ossimoro detto da me che sono arrivata a piangere per telefono con mia madre quando a 18 anni volevo rimanere solo qualche settimana in più a Malta per l’internship (la tecnica del pietismo non ha funzionato purtroppo quella volta!), che a Brussels ho fatto il diavolo a 4 per trovare un serio motivo che giustificasse la mia permanenza lì oltre il tempo stabilito e che ogni volta che devo lasciare qualche posto nouvo mi dico…”beh qui si, qui ci vivrei un annetto ancora!”
...dicevo…ho detto a mio padre mentre parlavo a telefono con lui:“non vedo l’ora di scendere” …a quella frase anche mio papà ha trattenuto il respiro…non gli sembrava vero…dopo qualche secondo di silenzio aggiungo “sai ho troppa voglia di vedere il mare e respirarne l’odore….”

Eh sì, la famiglia, quella sento che c’è sempre: dovunque io sia, loro mi sono vicini (fin troppo: quando sei nel bel mezzo di una serata con gli amici e ti arriva l’sms di tua sorella con il “ti sei ritirata?” O l’”avvisa quando torni a casa”, senti che puoi essere ovunque, ma loro ti seguono nel bene e nel male!!)...ma il mare no, quello ti entra nel cuore e se nei tuoi giri ti allontani da lui, beh lui ti richiama, almeno per me è così: mi richiama. Ecco, forse è questa l’eredità genetica del sud che mi porto dietro…insieme alla metereopatia!
Fisicamente parlando, non sono la tipica mediterranea: delle curve che rendono le donne del mezzogiorno tanto apprezzate, figuriamoci…neanche l’ombra, i capelli castani e cortissimi, poi, non mi danno certo una mano a rientrare nell’archetipo “donna del meridione”…

Psicologicamente…beh qui la questione è aperta: non posso pensare di vivere la mia vita in un sol posto, qualunque esso sia, il matrimonio è una cosa che non mi riguarda proprio, ma, se dovessi avere una famiglia, vorrei almeno tre figli, odio i pranzi della domenica ed il “benedetto ragù”, ma organizzo cene pugliesi in giro per il mondo, esportando calzoni, focacce, cialdella e preparo riso patate e cozze con la stessa dimestichezza con cui mi dedico al sushi(sembro Zio Marrabbio di Kiss me Licia!!…ma senza ciuffo però!)e ai maki (con declinazioni mediterranee: il mio maki riso, mozzarella, pomodoro, origano ed il mitico olio d’oliva…non sarà proprio jappo, ma è meno sacrilego di quello californiano con la maionese!).

…Adoro il 24 dicembre e la processione familiare: eh sì, proprio quella in cui il più piccolo dei bimbi- cioè la mia gemella di 26 anni! ( io sono riuscita ad esimermi da questo ruolo con artifici e raggiri) - porta Gesù Bambino per tutta la casa fino alla grotta del Presepe mentre tutti gli altri gracchiano un “tu scendi dalle stelle” che ha del disumano e che, grazie a mio cugino ed a me, ogni tanto ha dei risvolti pop, rap, rock…
ma rinuncio volentieri al luculliano pranzo familiare del 25 dicembre o del primo dell’anno per combinare qualche disastro mentre cerco di servire il pasto alla mensa dei poveri.
Odio le visite di cortesia dalle zie, ma ho (miseramente!) provato a farmi insegnare da loro il lavoro a maglia…non è colpa , però, se “gli occhi delle mie insegnanti si incrociano perché sono mancina!!”

…e, soprattutto, non sopporto il “con calma” quando si deve prendere una decisione o fare qualcosa!! se qualcuno, poi, ritarda oltre i miei limiti massimi di tolleranza (15 min non un secondo in più), divento pericolosa!

scritto da pennellisolari alle ore 09:36 commenta    leggi commenti (27)

05.06.2008

RIFIUTIamoci o Differenziamoci

Mario è un ingegnere come me, e come me vuole entrare a far parte di questo nuovo mondo fatto di pennelli.
Da tecnico, solleva uno dei tormentoni più in voga in questo periodo: quello dei rifiuti. Ma questo è, spero, solo il primo dei suoi post in materia ambientale; anzi, nel suo serbatoio ha già pronto un altra bomba recente: quella nucleare.
Gio

Mentre tutti tuonano contro il disastro campano, mentre tutti si disgustavano davanti agli "spot" pre-elettorali che hanno avuto come protagonisti i sacchetti ed i cassonetti devastati e devastanti di Napoli (quasi fossero una notizia dell'ultima ora), la raccolta differenziata stenta a decollare.

Ogni mattina griffati ed imbellettati Signore e Signori, badanti e tate indaffarate, mamme affannate con zaini e merende, escono dai portoni italiani con il loro sacchetto stracolmo e "percolante", trasferendo alla collettività il proprio problema della pattumiera!
Di qui molte domande:

- Perché il problema del mio vicino devo gestirlo e pagare io?
- Perché lui non capisce che la sua libertà di buttare nel cassonetto quello che vuole,
finisce dove comincia la mia libertà di rivendicare un ambiente decente?
- Perché tutti protestiamo se aumenta la tassa/tariffa sui rifiuti?
- Perché tutti festeggiamo ora che scompare l'ICI, ma pretendiamo servizi e decoro?
- Perché siamo diventati così volgari?

CREDO che - purtroppo - la risposta sia una sola: abbiamo dimenticato cosa significhi vivere nel rispetto dell'altro. E questo a tutti i livelli!
Semplice considerazione da uno che ha a che fare con i rifiuti e cerca di risolvere i problema, che ad oggi non è ancora una risorsa.

ing.Mario

scritto da pennellisolari alle ore 19:03 commenta    leggi commenti (21)

03.06.2008

duntiempoperdido

Non ho visto nessuno andare in contro a un calcio in faccia. Eppure con lo stesso timore misto a paura e sentimento forte di chi va in contro a un calcio in faccia ho preso l’ennesimo volo ryan. Tutto in una settimana. La nostalgia di un intero anno, l’attesa di due anni per un ritorno, la tua vita che inesorabilmente e fortunatamente ancora oggi, e credo per sempre, porterà con se i segni di quell’esperienza. Una sola parola: Granada. Granada come sinonimo di strade piccole e profumate, sinonimo di piazzette da lasciarti senza fiato, sinonimo di sorprendenti miradores, sinonimo di intrecci di culture differenti, sinonimo di genti dai mille colori, sinonimo di feste e discoteche al lunedì, sinonimo di botellones, sinonimo di amori e passioni, sinonimo di tutto quello che si può pensare e diventa realtà… sinonimo della sensazione che la tua vita è nelle tue sole mani…sinonimo di erasmus. E chi lo conosce lo sa. Il cineasta dei miei sogni in questi due anni di astinenza granadina ha organizzato per me non so neanche più quanti ritorni…. Tanto da aver ‘’caricato’’ quel check-in da orio al serio con almeno altri 20 kg in più…. chili invisibili e incontenibili per qualsiasi tipo di valigia o bagaglio a mano. Solo il cuore ha saputo portarli con se.E poi ti accorgi in un solo momento che non sei mai andato via, che un pezzo di te è ancora la.. e non sottoforma di melanconica nostalgia bensì come vita, vita pura, quella che incontri x le strade che già conosci, quella che puoi sentire, quella che, in qualsiasi momento, troverai ad ogni ritorno.Continui a ripeterti che sei a Granada, ad ogni passo, ad ogni cosa che vedi e che già sapevi di incontrare, continui a ripeterti che non sei davanti al pc con delle foto…continui a ripeterti tutto questo fino a quando la città non ti riconosce e ti riassorbe..ed allora non puoi fare altro che lasciarti andare. Lasciarsi a Granada.Penso che il senso di un anno erasmus sia anche questo: saper consegnare un pezzo del proprio cuore ad una città e poterlo ritrovare ogni volta che si vuole..senza essere mai capaci di ‘’strapparlo’’ e riprenderselo… perché le storie che hai intrecciato con la città non lo permetterebbero mai.Dedicato a chi ha vissuto un’esperienza del genere.

antonio

 

scritto da pennellisolari alle ore 10:19 commenta    leggi commenti (7)

29.05.2008

Un biscegliese a Mosca… (seconda parte)

(...continua da http://pennellisolari.blog.excite.it/permalink/507988 )

…: “kagh di là?” mi fa ad un certo punto una ragazza che mi passa davanti, ed io con il sorrisino sforzatissimo le rispondo con un azzardatissimo: “hello!”…. via! Fuori una! Dopo pochissimo mi giro, incrocio gli occhi di un’altra dipendente e ancora…: ”kagh di là?”, cazzo allora ho sentito bene, mi stanno chiedendo dove cago? Se cago di là? Mà… sarà una specie di in bocca al lupo o tipo in culo alla  balena, ed io ancora sorrido  e vai con un altro spietato: “ hello!”  Solo alla terza volta che mi chiedevano dove cagassi ho scoperto tramite l’interprete che “KAGH DI LA’”corrisponde in italiano a: COME VA?

 ……… ma come deve andare??? Voglio  vedere voi nel giro di 12 ore stravolgere la vostra vita ed avere a che fare con gente che non capisce la tua lingua, tu non capisci la loro,  ambiente nuovo,  clima nuovo, delle bionde con occhi azzurri che ti chiedono dove caghi, se di qui o di là…..voglio proprio vedere…
…conosco  i miei 2 colleghi italiani, 2 pazzi scatenati, da loro spulcio qualche informazione che mi possa servire nell’immediato, passano un  paio d’ore, intanto vedo arrivare in salone donne di un lusso incredibilmente avvenenti, ed io sono il loro stilista di lusso quindi… una goccia di sudore percorre la mia schiena a quest’ultimo pensiero, ancora di + pensando che razza di capelli portano mio cugino Giovanni e quel campione di Maurizio ed io sono il loro parrucchiere! A un certo punto Simone (uno dei due stilisti italiani) si avvicina al mio orecchio, (siamo vicini alla cassA) e mi dice: ”Lello guarda un po’ quella là in cassa… ha in mano 32.000 dollari in contanti x e sta pagando il conto che si aggira sui 1.000 e 2.000 dollari”. INUTILE METTERE ANCORA LA MIA FOTO perché MI SCOCCIO A FARE INSERISCI, FOTO, ECC….. 

... Finalmente tocca a me, mi chiedono di fare una piega a una cliente! Ok Lello sta calmo! È solo una piega! Ne hai fatte tante fino ad ora no?… lei è una ragazza sulla trentina, capello lunghetto!! Mi chiede di farle una piega mossa! No problem! Azzardo una domanda: ” che dice? Tagliamo un pochettino??” l’interprete traduce la mia domanda, riceve la risposta e me la comunica un istante dopo: “in russia c’è tradizione che dice che quando donna in attesa, non può tagliare capelli…!”……….pausa…………“auguuuuuuuuuuuuuuuuuriiiiiii alloraaaaaaaa…” e lei: “spasiba” (grazie).! Parto con la piega… Phoon taaaack, spazzola media taaaaack, un bel ciuffone alla madonna…taaaaaaaaaack e bebilys grande alla fine taaaaaaaack… percepisco che è contenta, le metto la lacca atteggiandomi da artista, dovreste vedermi! Si guarda allo specchio! Si! Si!è proprio contenta! Gentilmente la saluto e lei…mi da la mano e mi lascia sul palmo 1500 rublo! ( 44,26 €) DI MANCIA! NIENTE MALE NO?

Nulla a confronto del mio primo centone il giorno dopo, 100 dollari di mancia per una piega e la mia consulenza per quanto riguarda il colore da fare. OOOOOO ma non credete che sia così sempre, capita che per un po di gg di seguito non becchi nulla o meglio becchi pochissimo! quei casi ci sono ma non con una frequenza elevatissima! e poi qui la vita è carissima! ho dovuto prelevare dal conto italiano ieri sera…. praticamente fino ad ora ci sto rimettendo! basta andare una sera a cena con gli amici (non in ristoranti prestigiosi) e si spende minimo e dico minimo 50 o 60 euro.
Insomma la Russia e i “nuovi russi”, una regione destinata ancora di + a crescere e con lei il numero dei magnati e con loro il numero delle mogli dei magnati e con loro il numero delle pieghe alle mogli dei magnati e con loro le mance delle pieghe alle mogli dei magnati. è tutto un jioka juè….

Vi ho annoiato abbastanza? bene! questo è solo l’assaggio della mia avventura… ringrazio i PENNELLISOLARI per la pubblicazione di questo mio primo post e invito tutti i miei amici e tutti i curiosi delle vite altrui (in questo caso della mia), a visitare (tra qlc gg) il mio blog, dove ci sarà questo post in versione integrale (perché probabilmente i PENNELLISOLARI taglieranno un po’di cosine) e tutti gli altri che nei giorni seguenti scriverò raccontando ciò che di bello e curioso mi succede! commentate numerosi!

DASVIDANIAAAAAAAAAAAAAA

Lello

scritto da pennellisolari alle ore 08:54 commenta    leggi commenti (11)

01.01.1970

scritto da alle ore 01:00

22.05.2008

Un biscegliese a Mosca… (prima parte)

Ed ecco tornata una meteora dei Pennelli, uno che ha scritto già in passato un post a quattro mani con oiziuraM (che da questa settimana ha un SUO tag su questo blog). Perché scrive ancora? Perché ha molto da raccontare...ha il mio stesso gene, quindi è malato di sperimentazione, conoscenza e viaggi. E proprio il viaggio è una costante della mia famiglia: se non viaggiamo in posti remoti non riusciamo a capire il tesoro che custodiamo dentro e che deriva dalle nostre radici. Ladies&Gentlemen, Mr.Lello
Gio

Per chi non mi conoscesse già, mi chiamo  Lello, vivo a Bisceglie da 24 anni cioè da sempre! Amico dei pennelli nonché cugino di Giò! (quindi raccomandato per questo blog).  Parrucchiere da circa 5 anni; un bel giorno ho deciso di tentare in un posto di lavoro come Stilista in uno dei 4 saloni  ALDO COPPOLA  a Mosca……   SONO QUI….

… da qui comincio la mia “fredda” avventura lavorativa in quest’affascinante Città… , da questo blog che spero “ospiti” con piacere questo mio primo post!
Prima di raccontarvi cosa mi è accaduto dal mio arrivo in aeroporto  al momento in cui ho aperto il PC per scrivere il post , vorrei assolutamente  raccontarvi, delle numerose emozioni che mi sono ritrovato ad affrontare nel momento del fatidico saluto! In un solo giorno avrò salutato una trentina di persone a me care e le cose che mi hanno  lasciato senza fiato sono quei gesti che mai avrei immaginato di ricevere, non perché dubitassi  dell’affetto che nutrissero per me, ma perchè sono stati veramente speciali.  Ho ricevuto portafortuna, oggetti sacri, sciarpe di fede bianconera, e sciarpe FATTE A MANO PER ME… fototessere, cd, lettere… insomma tutto ciò che possa servire a non dimenticare!  
Sarà che non sono abituato, sarà che mi emoziono facilmente, sarà quel che sarà ma devo ammettere che ho lasciato  nella mia terra un bel po’ di liquido acquoso prodotto dalle ghiandole lacrimali, e ho portato con me invece quel mollettone virtuale che si mette a pinza tra l’esofago e lo stomaco e che si allarga o si restringe a seconda di ciò che ti capita durante la giornata.

Malpensa, ore 9:35, (partenza aerea ore 12:05), i miei zii milanesi mi lasciano davanti la zona check-in per mosca, si perché  mosca è dichiarata zona terrorismo quindi loro due non possono entrare nemmeno lì, e allora ennesimo momento saluto! Scopro di avere un biglietto classe economy, fin qui tutto ok, peccato che in classe   economy  accettino bagagli fino a 20 kg ed io invece ne ho con me circa IL DOPPIO (escluso i bagagli a mano), niente paura, 180 euro e tutto è risolto! Immaginate la mia faccia quando quella stronza
mi ha comunicato il prezzo per l’eccesso kili!  Ecco questo è un esempio!  

Ammutolito e perso…  (penso che questa faccia la utilizzerò senz’altro per altre occasioni! )
Lascio 20° a Milano un sole che spacca, Si parte………………………Mosca! Si apre il portellone dell’aereo, ho la camicia sbottonata “all’italiana”, il pelo che traspare, una bufera di neve m’investe e mi devasta!

……….. benvenuto in  Russia.

Ritiro i miei bagagli, attorno a me non riconosco italiani, comincio a focalizzare che cazzo ho fatto… o a cosa sto andando in contro… o almeno immagino! Mi guardo attorno in cerca di un cartello in mano ad un russo con scritto il mio nome ma nulla, i nomi che vedo non corrispondono, a un tratto una ragazza mi si avvicina e con una vocina delicata e un alito pestilenziale mi rivolge la parola: “Leljo?”. Ci penso…. Non rispondo subito…ma poco dopo..:”si, si sono io”, “aaaaaaa bene bene, ora noi andare, fuori asphetaaare autista, pjorta te casa, poi domani lui venire a prjendere te da casa e portare in lavjoro ……..OK????”……….. ed io: “si si…va bene!!”

Quattordicesimo piano di un mini grattacielo di 24 piani in via gherascima curina, 18! appartamento N°99. Una volta dentro comincio a ballare,tutto molto nuovo, la esploro in ogni angolo,  dopo mezzorami accorgo di non essermi levato nemmeno il cappotto…
Ingresso con disimpegno: a sinistra IL bagno (buona  doccia con vasca, ma manca il bidè) affianco c’è la cucina, (c’è tutto ciò che serve compreso l’elettrodomestico PROIBITO, mio sogno da sempre… IL MICROONDEEEEEEE… ALEEEEEEE)… E poi c’è la stanza da letto…(grande;  divano subito a destra di fronte ad un televisore 21” con satellitare, ((vedo tutti i canali del mondo, compresi quelli ARABI HOT… tranquilli nulla di kè, solo foto)) e poi il lettone a una pizza e mezzo affianco a una vetrata che prende tutta la parete da cui si scorge una visuale alquanto suggestiva:  una torre identica a quella in cui vivo io…  so già cosa immaginate, ma sti russi la sanno lunga… dietro a quella torre ce n’è ancora un’altra uguale…  trin tower!!!
Mattina: alle 10 scendo di casa, l’autista è lì che mi aspetta,  entro in macchina, lui mi sussurra qualcosa forse un saluto, io gli rispondo: Salve!....e poi….20 MINUTI DI SILENZIO………………………………......ARRIVATI!
ALDO COPPOLA: una mini preghiera nella mia mente appena prima di entrare!  Sono dentro...  tanti nuovi volti mi osservano ed io osservo loro, i miei buongiorno si sprecano come d'altronde i miei (tanto famosi nel mio mestiere) falsi sorrisi! : ”buongiorno buongiorno“ e loro: “privyet privyet” ed io : “…………..” !!! ci sono, la mia tanto attesa esperienza sta avendo inizio, la traduttrice si fa avanti, si presenta  ed io mi sento + sollevato, mi fa vedere la struttura, + di 600 metri quadri di centro benessere extra lusso, sono davvero meravigliato da tutto, mi conferma che il mio orario di lavoro ogni giorno sarà dalle 11 alle 9; si lo so sono tante, per fortuna non si prospetta un lavoro sfrenato…

(continua...)

scritto da pennellisolari alle ore 10:12 commenta    leggi commenti (37)

16.05.2008

obiettivo su Venosa

E' salito un altro amico su questa specie di scialuppa di salvataggio che non si sa se va semplicemente alla deriva o se invece ci porterà davvero in salvo da qualche parte. Si chiama Francesco e ha una passione per la fotografia. Non cito la sua regione di provenienza altrimenti sembra che lo si faccia apposta. Il fatto è che non è colpa nostra se certe terre partoriscono "artisti dell'esistenza" come se piovesse. Benvenuto Fra.. 
 
Vins
______________________________________________________________

La Basilicata è terra di un antico popolo italico. E' una regione che vive di sapori antichi e tradizioni secolari ed è, allo stesso tempo, attenta allo sviluppo e all'innovazione.  Uno dei punti di riferimento di questa regione è il territorio del vulture. Tra queste colline di estrema bellezza e dove la natura è ancora incontaminata vi sono diversi paesi. Il più importante è Venosa, paese che ha dato i natali ad Orazio poeta Latino. Io e il mio amico Valerio (detto lo Zingaro) decidiamo che Venosa sarà la nostra prossima meta per una sessione fotografica seria. Minuti di tutto punto e soprattuto della curiosità giusta, ci avviamo in notte inoltrata verso le sinuose e verdi lande di Venosa. Alle 5 del mattino colazione a Spinazzola qualche scatto per prendere la mano e via di nuovo verso il paese scelto. Arriviamo, il tempo non è dei migliori. Ci sentiamo subiti proiettati in mondo nuovo, come se il tempo fosse andato indietro.

Il paese mostra la sua forte caratteristica rurale e agricola. 
Quando arriviamo è  troppo presto e non c'è molta gente e decidiamo di girare
il centro storico. Portoni, balconi, qualche trattore, panni stesi, torchi tra le viuzze....salta subito all'occhio l'impronta rurale del paese.  Si sente l'odore delle tradizioni e di una cultura fatta di amore per la terra, la loro terra. Dopo diversi scatti, mi accorgo con piacere di una cosa simpatica.
Molti portoni, muri del centro storico...sono scritti, graffitati!
Alle volte le scritte sono semplici, alle volte colorate,alle volte allegoriche, parlano di amicizia, parlano di amore un altro amore.....non più quello della terra, ma quello tra uomo e donna!
Allora inebriato dalla musica che sempre  mi accompagna sorrido e scatto.

Il centro storico diventa testimonianza del vecchio e del nuovo allo stesso tempo.
Quelle scritte sui muri sono una presenza, la presenza del nuovo, dei giovani, dei ragazzi e ragazze con le loro aspirazioni, con i loro sogni con la loro irrequietezza e la loro voglia di vivere. Il contrasto è forte.  Il tempo scorre e pian piano  il paese si popola. La gente incomincia a diffondere vita tra le strade. Stranamente da altri paesi la gente non ci guarda con sospetto anzi...chiacchiera si fa fotografare e dice   "...c'è la televisione....di che giornale siete?" .
Le persone per la totalità anziani ci racconta di riti strani, di elezioni politiche, di religione, della loro terra della loro città, dei loro giovani, dei loro ragazzi! Sono molto affezionati alla loro Venosa a loro essere Lucani! Ma allo stesso tempo sanno benissimo che per i loro ragazzi non c'è molto lì. Infatti nessuno si lamenta delle scritte, anzi quasi ne sono contenti a dimostrazione che oltre a mani dure e consumate dal tempo e dalla terra, ci sono mani che aspirano, che hanno la voglia di costruire il proprio futuro.  Ma man che il tempo scorre cerco con l'occhio dove sono i giovani, i ragazzi, gli adolescenti...quelli delle scritte, quelli dei graffiti! Ma ahimè ne trovo pochi! 

Nonostante tutto sorrido, perchè penso che ci sono da qualche parte e che quelle scritte sui muri ne sono la testimonianza.
Carico di emozioni filtrate attraverso l'obiettivo della mia macchina fotografica ritorno nel mio territorio la Puglia....con la voglia di tornare li a Venosa e dintorni...per andare a parlare con qualche altro anziano e soprattutto per andare a leggere qualche nuovo murales.....

Ciao Venosa a presto.

Frà

 

scritto da pennellisolari alle ore 11:42 commenta    leggi commenti (17)

30.04.2008

Notti scritte

Le notti scritte.
Come le ore, 
dall'inizio sapute.
Hanno tempo preciso, contato.
Angoli e gocce,
misure dosate.
Tasti di pianoforti sospesi,
in balia del silenzio.
Stanotte è la notte.
Equilibri d'uno schianto.
Sapori d'acido in gola.
In bianco vestiti gli occhi
a provare, a provarsi a disperare.
Così nessuno ha trovato nessuno.
Nell'eterno spazio vuoto
d'una storia che non si racconta 
le parole sparse, a granelli superstiti.
Al sicuro sotto il delirio
di una scelta impensabile.
Le notti scritte.
Sono ore d'addio
all'anima profumata di nuovo,
strappo incosciente
con poca coscienza rimasta.
Tempo sfatto, stremato,
versato nel principio
d'ogni tempo a venire,
sacrificio del
proprio tirar dritto.
Le ore, sanguinanti, le ore,
a passare la notte. Le notti.
sommerse nell'unica parola
che pare al posto sbagliato:
dormire.

Marlow

certi sogni

scritto da pennellisolari alle ore 03:33 commenta    leggi commenti (3)

01.01.1970

scritto da alle ore 01:00

02.04.2008

Enrico Rava

Lui ama il jazz, sa di jazz, sente e guarda il jazz e a volte al Jazz sa pure come bisogna presentarsi vestiti. Un uomo Jazz a tutto tondo....ecco il primo post di Alessandro detto "il Manza" su pennellisolari. Benvenuto.

Vins
______________________________________________________ 

Avremmo potuto sapere molte cose su Enrico Rava, trombettista triestino classe 1939, uomo dal portamento goffo e la parlata sbiascicata, divoratore di libri (ha letto sei volte la Recherche di Proust – per questo lo ammiro in maniera inversamente proporzionale a quanto ammiri lo stesso Proust) ma capace di scivolare al primo congiuntivo che lo incalza (o che lo incalzi?). Lui, tra i più grandi jazzisti dello stivale, così stupendamente umano mentre urta col suo strumento il microfono e quasi scivola nel ritrarsi in fondo al palcoscenico, così assurdo quando nemmeno troppo velatamente si lamenta per il calore che dai riflettori l’opprime. Affascinante? Accattivante? Mah… Particolare, diciamo. 

Ad ogni modo tutto ciò non ha importanza. Ce ne andremo via dal Teatro Ringhiera – Milano, zona 5 – con molta buona musica in tasca, qualche aneddoto surreale da raccontare (questa volta non a Vins, ahi lui, era presente!), come di quando un Rava ragazzo ospitava un noto jazzman americano (di cui non ricordo il nome) a casa dei suoi e questo lo ricambiava lasciando in bagno laccio, limone, e qualche piccola traccia ematica, per la gioia di papà Rava.

Enrico fa le valigie. Ciao Torino, hello New York. Eccolo adesso davanti a me, e i  miei occhi sarebbero tutti per quest’uomo ch’è già quasi storia, se non fosse accompagnato all’hammond da una figura, come dire, piuttosto curiosa. Il ragazzo, che per comodità chiamerò Mortadella Boy, dapprima denota una certo misto di tensione e timidezza per dover accompagnare un tizio che non ricorda nemmeno il suo nome e che pare non aver concordato più di tanto una scaletta dell’esibizione. Ma dopo poco subentra quella che Rava stesso descrive come una sorta di telepatia, un flusso energetico che unisce i musicisti e che fa sì che questi si sostengano reciprocamente nel racconto delle loro note, per confluire in un potente discorso musicale che ti entra dritto in testa. Ecco allora che Mortadella Boy dà il meglio di sé. Lo vediamo tutti mentre si lascia andare in sorrisi beoti e teneri, che quasi non ci crede che sta suonando con Lui, quasi non riesce a realizzare che quelle dita così leggere e decise sono proprio sue. Avevano qualcosa da dire. L’abbiamo sentito tutti.

Il nostro applauso va dunque a entrambi. Fosse solo perché ci hanno ricordato, come peraltro chi ama il jazz e la musica sa bene, che questo è il jazz. Questa è la musica. L’armonia di un momento nell’incontro di diverse individualità.

IL MANZA

 tromba

scritto da pennellisolari alle ore 09:47 commenta    leggi commenti (28)

31.03.2008

PNL a Bisceglie

oiziuraM lo conoscete già, non ho bisogno di presentarlo.
Massimo, invece, è un nuovo amico (spero) di questo blog. E' di Bisceglie, ha un figlio e una moglie meravigliosi, vive nella casa dei miei sogni. Basta questo per introdurre il poliedrico personaggio, che costruisce la sua vita intorno a impegno in ambito ambientale, osteopatia&omeopatia, gestione di un cinema, creatore di comodo.it
Con un curriculum del genere, come poteva sfuggire dalla vortice virtuoso dei Pennelli?
Gio

Spesso mi capita di pensare e ripensare, entrare in un pensiero e non uscirne più o semplicemente non trovarne la via d'uscita. mi capita anche con gli atteggiamenti, dico che non lo devo più fare ed invece sono decenni che ripeto le stesse modalità d'uso della mia vita e quando questo non conduce a buon esito nei miei rapporti mi chiedo ancora dove sbaglio o cosa non sia andato. potrei consolarmi con le solite scuse: ho fatto il possibile, gli altri non mi capiscono, domani andrà meglio, ...

Ma la soluzione non è nel quanto si fà ma nel come lo si fà e tutto parte dal pensiero che abbiamo dentro, dagli schemi mantali che parenti, delusioni, amici, nel loro ingenuo fare ci hanno trasmesso.

Così anni fà conoscemmo la PNL che, per quanto restii ad avvicinarci, ci rapì fino a portarci ad una conoscenza più consapevole di noi, soprattutto di quegli stati d'animo o atteggiamenti che vorremmo migliorare o che non sappiamo di avere ma rovinano i nostri momenti ed incontri quotidiani. Insomma con la PNL, scetticismo a parte, imaparammo a conoscere noi stessi e prendemmo in mano la nostra vita fino a condurla nel nostro vero voler ESSERE e poi provare è sempre cosa buona.

Il prossimo week end a Bisceglie ci sarà questo evento esclusivo a livello nazionale per il Sud Italia e sarebbe un peccato non provare a migliorarsi. (visitate il link)
Veniteci a trovare e scoprirete perchè... http://www.abbraccioallavita.it/pnl_campi_applicazione.php

 

MAurizio e MAssimo

scritto da pennellisolari alle ore 12:23 commenta    leggi commenti (1)

20.03.2008

Senza titoli

- ha perso qualcosa.
- tutti abbiamo perso qualcosa! 

Tanino sta guardando due ragazze straniere che si fanno il bagno mentre l’amico Giuseppe Russomanno sta catalogando gli innumerevoli risvolti politico e sociali della ‘tre giorni’ di Catania in chiave no - global. 

Ecco, un po’ come Tanino mi sento io ultimamente (e scusatemi se è poco che ve lo scrivo con un leggero accento siciliano). Da un paio di settimane mi ronzano in testa queste due battute che vengono fuori da un neanche tanto vecchio film di Virzì (my name is tanino). Il mondo corre e corre, gli amici ci parlano, la tv ed i giornali ci sputano in faccia gioie e dolori sapientemente shakerati a tette ed orsetti bianchi negli zoo, ed io guardo cose che sembrano interessare soltanto me. Cerco e guardo solo la mia di strada. 

Al mattino le energie, la forza, e i buoni propositi la fanno da padrona... poi è chiaro, chi è di queste zone può ben capirmi, il sole ed il cielo del sud così intensi sono i principali indiziati di questo buon umore mattutino. Poi le cose cambiano. E capita allora nei sogni che il cineasta del subconscio ti organizzi incredibili ritorni in luoghi a te cari con l’aggravante di una sceneggiatura stravolta. Il risultato è sempre lo stesso, e ti chiedi: ma qual è il posto giusto x me? Perché, in ogni modo, sento che c’è qualcosa che mi manca? Cosa sarà adatto a me? 

Ed allora l’arancione dei monaci tibetani, il falso delle parole dei politici, la globalizzazione che non ha più un colore diventano solo uno sfondo. Mi fermo e penso che dovrei dedicarmi di più a queste cose, che anche questi sono problemi miei. Ma non ce la faccio. Penso che c’è tempo. Adesso urge capire dove e come andare.  

Il film di Virzì mi fa davvero tanto sorridere: il sogno americano di cercarsi altrove di Tanino nasconde in se stesso la risposta alla sua vita. Ed allora mi chiedo… esiste davvero un posto che ci fornirà queste risposte?? Io penso di si. 

Antonio

antonio e tanino

scritto da pennellisolari alle ore 13:01 commenta    leggi commenti (7)

18.03.2008

Man Under the Sea

"I was hiding underneath the sea, I was looking down for me, to be a better man, to be a better man. Just me, the fish and the sea...the music was much low down the sea..."
http://uk.youtube.com/watch?v=PNhnuuNOoGg

Lui, Patrick Watson, la canzone, un sussuro. Nei concerti la esegue senza microfono, chiedendo al pubblico un po' di tacita collaborazione (chiede proprio di stare tutti in silenzio!). Inusuale richiesta, ambiziosa ma riuscitissima, atmosfera intima e delicata... la gente ascolta e naviga, tra pesci colorati, coralli altissimi e tartarughe fluttuanti (almeno dal mio mare ho tolto immondizia e mucillagine...). Lui si ricava cosi' un po' d'intimita', un nascondiglio lontano dal rullo continuo della vita - un posto vivo ma nel silenzio, dove cercare e stare con se stesso.

Patrick (con la sua band) e' una forza sorprendente, imprevedibile, l'allegria ed i sorrisi leggeri del pubblico nel video sono prova di quanto riesca  a trascinare e coinvolgere (andate al minuto 2.50 del video se proprio non avete tempo di vederlo tutto...).  Qualcuno dei pennelli - lo so per certo! - l'ha gia' avuto nelle orecchie per un po' e l'ha propinato ad avventori ed avventrici di via Valtellina, forse inconsapevolmente: Patrick  e' infatti co-autore, piano e voce di "To build a home" di The Cinematic Orchestra - quell'invisibile fil rouge... Bellissimo il video su youtube! 
http://uk.youtube.com/watch?v=UM7EPnhHtu0
L'album "Close to Paradise" e' il secondo di questo artista canadese che al piano e per i testi ricorda Chris Martin (secondo me ne condivide la piacevole e struggente maliconia). Ha il dono dell'armonia, che fa bene all'anima. Il suo primo album e' "Just another Ordinary Day", uscito nel 2003 - appena acquisito da me... magari in un prossimo post...
Oltre a "Man under the sea", in questi giorni nelle mie cuffie suonano "Great Escape" (futuro candidato a sigla per la gita in Patagonia di Vins e Maurizio), "The Storm" e "Luscious Life".

 
Great Escape

Bad day, looking for a way
Oh, looking for the great escape
Gets in his car and drives away
Far from all the things that we are
Puts on a smile and breaths it in and breaths it out
He says bye-bye, bye to all of the noise
Oh he says bye-bye bye to all of the noise

Hey child, things are looking down,
That's OK you don't need to win anyways
Don't be afraid just eat up all the gray
and it will fade away
Don't let yourself fall down

Bad day,
looking for the great escape
He says "bad day", looking for the great escape
On a bad day, looking for the great escape
Great escape


(traduco a malincuore, che' come traduttore sono alquanto malvagio)
"brutta giornata, cercando un modo, si, cercando una via per la grande fuga / entra in macchina e guida via, lontano da tutte le cose che siamo, mette su un sorriso e respira, dice addio a tutto il rumore, si, dice addio a tutto il rumore /
ehi rgazzo, le cose sembrano messe male, e' ok, non puoi vincere sempre, non aver paura, mangiati il grigiore e vedrai che sparira' / non lasciare che ti porti giu' / brutta giornata, cercando la grande fuga, lui dice "brutta giornata", cercando la grande fuga, e si, brutta giornata, cercando la grande fuga"
Se volete curiosare un po' www.patrickwatson.net.

ciao, Giallouk

 

scritto da pennellisolari alle ore 22:13 commenta    leggi commenti (9)

10.03.2008

Dialogando sulla ricerca

Come al solito presi dal lavoro e da tante cazzate rimandiamo le scelte che ci potrebbero portare a una miglior vita. Sinceramente ora il lavoro mi sta ridando soddisfazione e lasciar tutto mi dispiacerebbe. EPPURE OGNI TANTO LA CALIFORNIA SI RIAFFACCIA NEI MIEI SOGNI E SOPRATTUTTO NON Sò SE SONO MAI STATO PIU' FELICE DI QUEI GIORNI in cui riuscivo anche a sdraiarmi sulla tavola da surf e a fottermene pure delle onde che mi passavano sotto. L'Amico Vins a cui devo 22 euro e molte emozioni direbbe che in quel momento ero APPOSTOCOSì ma sinceramente appostcosì lo sono spesso negli ultimi anni.
Ieri sentivo che per innamorarsi bisogna essere alla ricerca del cambiamento perchè se si è trroopo felici e si sta già bene è più difficile. Pensavo, le solite teorie del Ca..o. Allora per cambiar vita bisogna per forza star male in un posto o in una condizione?
La casa dei Pennelli Solari suggeriva dal film SantaMaradona la domanda presa nel dialogo finale: "e se cè n'andassimo via?" - "dove?" - "Pensavo all'Australia." - "ma l'Australia non è meglio che qui!" ed allora Vins asseriva: "solo tu puoi sapere se scappi o se andando via aggiungi poesia ad una vita già colorata."
Oggi, a 2 mesi da San Diego e con lavoro che soddisfa penso a San Diego con appagamento. Mi preparo all'Australia e mi chiedo quando e dove la mia valigia toccherà quel posto che chiamerò "il posto che ho scelto come casa" anche se poi non lo sò se riuscirò mai a separarmi da queste radici.
E voi, dove sognate di vivere la vostra maturità?

oiziruaM

evoluzione di oiziruaM

scritto da pennellisolari alle ore 00:33 commenta    leggi commenti (18)

13.02.2008

Camicie su misura

Gli amici blogger di Vins tanto timidi non sono. E soprattutto adorano le
provocazioni, magari in semi-sospensione in un post che, dopotutto, li
riguarda.

Semplicemente c'è qualcosa da dire che non è stato detto.

I tramonti a Milano possono essere belli, se visti da un settimo piano in
un giorno sottovento, in cui capita che anche qui, in pieno centro, il
cielo indossi il suo abito migliore: un azzurro-celeste da cerimonia che
lascia senza fiato.

Ma qualcosa di diverso ce l'hanno, questi tramonti.
Sono acidi.
Perché se il colore può ingannare e lasciar pensare allo spettacolo della
natura più incantevole, da assaporare in un punto lontano, vicino al mare o
in cima ad un picco d'alta quota,
l'odore no... quello ti riporta subito alla realtà.

I tramonti hanno un odore. E a Milano sanno di acido e smog e fumo di
sigaretta.
L'arancione non è caldo e romantico, ma denso e pesante.

L'abito da cerimonia calza a pennello, ma è come se la camicia fosse
stretta sulle spalle e con le maniche troppo corte, una cravatta arancione
annodata stretta al collo.
Ti senti un po' a disagio, respiri a metà e i polmoni si strozzano con
l'ossigeno.

Allora ti alzi dalla tua sedia, prendi una sigaretta e ci vai a parlare,
con quel tramonto.
Dal balcone, al di là del vetro di una finestra, puoi farti ascoltare anche
da chi non lo fa - quasi - mai.

E' la tua sfida da vincere.

Il tempo di prendere sigaretta, sciarpa e accendino, percorrere pochi passi
ed uscire a sette piani da terra, fuori.

Ti fermi un istante: l'abito è sempre quello, ma la camicia è blu scuro,
sembra comoda, fatta su misura.

Ah, ecco.
La cravatta arancione acido ora è arrotolata e spunta appena dalla tasca.

(begliocchi mica l'ho capito se alla fine volevi firmarti..... io ce lo metto ugualmente, Vins)
Vale

 

scritto da pennellisolari alle ore 10:02 commenta    leggi commenti (15)

01.01.1970

scritto da alle ore 01:00

07.02.2008

Quello che direbbe Antonio ...

Questo è uno di quegli amici che ritrovi dopo un paio d'anni e capisci che è ancora sulla tua stessa barca di dubbi, certezze e umorismo e tiene sul comodino un libro identico al tuo. Signori una new-entry: ANTONIO.
Vins

 

QUELLO CHE DIREBBE ANTONIO SUGLI AVOCATI, SULLA PRECARIETA’ E SUL CONTROPIEDE, SE MAI QUALCUNO GLIELO CHIEDESSE

(COSA DECISAMENTE IMPROBABILE)

A me gli avvocati, diciamo così, per categoria, non piacciono.
Ecco, dopo aver perso una manciata di lettori, come si dice dalle mie parti: chi mi ama mi segua.Questa qui dovrebbe essere la recensione di un libro, dico dovrebbe perché a me la parola recensione fa pensare a qualcosa di istituzionale, di preciso e ben scandito.
Un compito in classe insomma.
Ed io non sono capace di re-cen-si-re un libro. Forse un integrale o una trasformata di Fourier si, ma un libro proprio no. No.E’ incredibile (lo diceva Proust da sempre...ma tu i postulati sensati non li capisci se non li ‘’tocchi’’ con mano) come un libro ci possa spalancare scenari e punti di vista su noi stessi. Leggiamo qualcosa di storicamente, geograficamente, sessualmente e qualsiasi altro venga in mente lontano da noi, eppure quel qualcosa ha l’effetto di accendere una lampada alogena su di noi. E ci riconosciamo.La cosa sconvolgente (per me, s’intende) è che tutto ciò possa capitare attraverso la storia di un avvocato, di un viveur della modernità: ovvero un ‘’colgado’’ (x dirla alla spagnola, eh), un figlio della precarietà nel senso più largo e profondo che vi possa venire in mente.
Precarietà familiare (separato cioè), affettiva (vedi prima), lavorativa (la concorrenza è tanta, troppa), sociale (vedi prima).
Una persona normale, in fondo, diremmo oggi.
Ecco allora l’idea del contropiede, ed è lo stesso Vincenzo (l’avvocato di prima, s’intende) a suggerirla: tirar fuori un briciolo di personalità e dirla, anche se lo sai che è una stronzata grandissima, la stronzata (appunto) che hai appena pensato. Sconvolgere il normale corso delle cose.
Come un lancio di 40-50 metri che il libero (che bello questo nome…peccato non esisti più) fa dal limite della propria area di rigore mentre è assediata, ed allora, il numero dieci della sua squadra stoppa e mette giù quel pallone e corre verso la porta avversaria. NONCENEFREGANIENTE se finalizza o no l’azione, lui corre, deve correre il nostro numero dieci, verso qualcosa, una opportunità, una possibilità.
Ah, quasi dimenticavo che non mi piacciono i post troppo lunghi sui blog.

(almeno il titolo ve lo dico: Non avevo capito niente, diego de silva)

Antonio

scritto da pennellisolari alle ore 09:25 commenta    leggi commenti (8)

01.01.1970

scritto da alle ore 01:00

05.02.2008

Il mondo sul porto (Caffe del Mar)

Un porto storico sorto intorno all’anno mille, laddove un agglomerato di case dell’epoca si affacciava sul mare fra due lame che portavano l’acqua fin nel mare, fa da vista ad un arco noto ai più come Porta di Mare. E’ qui che dopo avermi visto vagare per giorni mi ha portato Lello sabato pomeriggio. Mi ferma e mi dice: “Caro, ti porto in un posto dove potrai guarire!”

Il porto e lì, sempre splendente, oggi turistico ma sempre con quel suo fascino, dato anche dalle illuminazioni a luci gialle che sono opacizzate dall’umidità di questi posti. Passiamo sotto l’arco e capisco che mi sta portando in un localino caratteristico dove non ero mai riuscito a venire.

Entrando Lello mi dice: “qui ti sentirai a casa, forse non come San Diego, ma vedrai…”

Apre la porticina e lasciamo l’atmosfera umida e fredda di questo sabato pomeriggio per entrare in una stanza calda e profumata di dolci di quando ero piccino ela mamma mi preparava la torta per il compelanno. E Lello ad alta voce: “Rosa ti ho portato un nuovo Amico, uno dei nostri. Ha un male strano. Curalo.” Lei mi chiede che cosa ho e prima che io risponda mi chiede: “dove sei stato e dove vuoi andartene.” Nenache il tempo di spiegare che mi suggerisce una tisana chiamata Provvidenza. Le dico che qualche sera fa ho visto Chocolate (pensando anche a Gio) e eli mi dice che fa questo lavoro da 18 anni e che si è spostata molto e adattata tanto a tanti pasi. Ora è qui e io mi sento davvero a casa. Dall’Italia alla Francia all’Inghilterra mi regala anche dialoghi totalmente in inglese e sembra quasi che non ci siano conti da pagare o cose da ordinare in questo posto magico. La magia è lei e quello che fa uscire dai clienti. La domenica è ancora qui dalle 18 alle 24 da solo a godermi questa signora, Rosa, la sua calma e il suo calore umano che trasmette ai clienti come fosse una perfetta amica e mamma. Si parla di tutto con eli come quando sei solo e ti fai i discorsi da solo, ma questa volta sei rivolto ad un apersona speciale fuori da te. Dolci preparati davanti a te, odori di casa, meno di 20 posti a sedere, un bancone imbandito di tea, tisane, dolci e biscotti. Un locale dei balocchi per sognatori che amano raccontare e ascolare cosa succede nelle vite di altri ed infatti chiunque entra abbandona la maschera qui dentro e si mette a nudo. Tutti conoscono tutti anche se non si conoscevano e non ci sono diviosioni tra i tavoli. Tu entri e stai bene e così succede anche da Rosa ci trovi Barbara, una ragazza che sabato era una cliente e domenica era lì a dare una mano per il semplice piacere di dare. Cose che avevo visto solo nei film o che sognavo di trovare in un paesino freddo in scozia o lontano. Ed invece il mondo è sottocasa, al Caffè del Mar ed io e Lello abbiamo appuntamento qui con voi da qualunque parte del mondo arriviate per raccontarci le vostre storie.

 

oiziruaM e Lello (alias Lellignovsky)

 

 

 

 

scritto da pennellisolari alle ore 10:07 commenta    leggi commenti (6)

04.02.2008

cielo sopra Urbino

lei ha iniziato a viverla mentre io la lasciavo... Ci siamo passati in due maniere molto diverse in quella città ma, a quanto pare, qualcosa ce la siamo portata dietro entrambi. Lei è mia sorella e questo è il cielo che ha visto negli anni dell'Università...

Vins

 Betty

scritto da pennellisolari alle ore 09:28 commenta    leggi commenti (14)

01.01.1970

scritto da alle ore 01:00

21.01.2008

Ultima Onda (sandieghese)

Mi appoggio alla tavola da surf con le braccia tese posiazionandomi di lato. Lo sguardo è rilassato e diretto ad orizzonte. Il cielo è rosa-fuxia-viola e di colori che non hanno nome nel nostro dizionario. L’acqua è gelida ma fa sentire vivi. Le onde le vedo infrangersi sotto il Cristal Pier (il molo più famoso della città) e qualche “Dude” si gode gli ultimi momenti di un ennesima giornata che volge al termine, per me l’ultima di questa mia lunga avventura americana.

 

Riesco da me stesso per guardare questo spettacolo le ultime volte. Sento il mio corpo felice lo stesso, desideroso di prendere il più possibile da questi ultimi attimi. A meno di 10 metri i delfini continuano a giocare. Saranno più di 20 e anche loro sembrano sorridere come tutti gli americani incontrati in questi giorni. Un pellicano si poggia sulla mia tavola. Il suo becco è vuoto ma semba ugualmente appagato. Mi guarda e poi si gira per ammirare l’orizzonte. Spettacolo. Dal molo parte l’applauso al tramonto come tutti i pomeriggi. Mi volto per guardare la spiangia sabbiosa e lunga per l’ultima volta dall’acqua e sento una stretta al cuore. Una stretta di gioia per aver vissuto da cittadino quella città. Il mio amico vola via al passaggio di una foca. Guardando ad est vedo una piccola massa d’acqua crescere tanto da coprire parte del sole che sembra si stia immergendo in mare. Salgo sulla tavola sdraiandomi e comincio a remare. Potrebbe essere l’ultimo set di onde ed in acqua oggi siamo in pochi. Meglio. Posso godermi di più questo splendore. Remo verso il centro dell’oceano di cui mi sento parte ogni volta che metto piede in quest’acqua gelida con la tavola sotto il braccio. La mia anima sorride a pieno. Ci siamo. Giro la tavola e riprendo a nuotare più forte che posso. L’onda prima mi passa da sotto ma ho visto dietro una seconda magnifica. Accellero, l’onda mi tocca i piedi e mi solleva la punta posteriore. All’improvviso sento l’accellerazione data dall’acqua e mi dico: “Adesso!” in un un balzo sento di essere su e l’onda che inizia a fare schiuma sotto i miei piedi. È lunga è veloce. Una destra da paura ora che piegato sulle ginocchia la vedo gonfiarsi sul mia lato destro. Provo una manovra, mi sposto sul davanti camminando sulla tavola trasportata dal mare e butto il mio corpo indietro curvo con sedere in dentro quasi a chiudere la punta del mio surf con una parentesi tonda. Poi torno in dietro e mi sdraio di nuovo. L’onda è finita. Fantastica. L’esperenza americana anche. Uscire dall’acqua è altrettanto magico e per sognatori. Oramai è quasi notte e mi tocca ‘ultimma birra. La solita gente sorridente nel mio pub preferito sulla spiaggia. Guardiamo il mare e parliamo di tutto, anche se io fino a 5 minuti fa non conoscevo nessuno qui mi sento a casa.

 

La mia idea della California è che è come nei film: un sogno che vive 24 ore su 24, gente che corre che và in skate, sorrisi, hip hop, ipod, rollerblade, surf, apertura mentale a tutto, artisti di strada. Peace, no war, hippies, american university, beat generation, cultura fisica e benessere psicofisico, how’s going, birra sulla spiaggia ed happy hours, tramonti ed albe oceanici, sabbia, tanta, party americani, bellissime donne (qualcuna di silicone), voglia di comunicare, vivere, divertirsi, whatzzzup, lavorare anche, ma star bene. Anche i senzatetto sono sorridenti e comunicano. Gente acqua e sapone nonostante dicono siano molto materialisti. Per me niente più e niente meno degli italiani. Inventiva, originalità e spensieratezza. Insomma il gusto della vita è tutto qui, in questa fascia di mondo ad est degli stati uniti di cui non si sentono parte come i newyorkesi. Se qualcosa manca tornerò a recuperarla. Anche perché dovrei aver lasciato lì un pezzo di me.

 

 

  

 

 

 

oiziruaM

scritto da pennellisolari alle ore 11:31 commenta    leggi commenti (5)

16.01.2008

Dipinta dai Pennelli

Ed eccomi a Milano, aspettando l’arrivo di uno sconosciuto ritardatario. L’impatto ha il gusto di un forte abbraccio, di una fiducia necessaria, indispensabile per affrontare gli altri.

Continuo a dirmi d’esser stata un’incosciente, una folle.

Arrivo in via Valtellina, 50, entro in una casa vissuta,  imbibita dall’odore di ragù e dalla voce di Daniele Silvestri, e mi acquieto guardando Vins che armeggia ai fornelli. Sono imbarazzata, ma ormai sono lì e non si torna indietro. Mi dico che c’è l’ultimo ostacolo da superare che arriva con due torte e una sciarpa rossa. Corriamo a teatro mentre perdo la scarpa davanti a signori dell’alta borghesia milanese, ma io sono anche questa.

Fahrenheit è meraviglioso e mentre ingurgito 4 ore di emozioni, ho accanto Giò e Nick e mi sento protetta. M’illuminano sulle loro idee politico-religiose e a farci da sfondo c’è il Castello attorniato da quella nebbia che rende ribelli i miei capelli. Raggiungiamo casa dove c’è Vins con la maglia dei Coldplay e dalla sua stanza fuoriescono note a me troppo note, mi emoziono in silenzio. E adesso mi sento al sicuro. Ringrazio il buon Marsala e San cicchetto d’avermi svegliata un po’ e supero l’uscio del loro io che m’avevano dapprima spalancato. Vedo:

Nick: detto anche natoilquattroluglio. Quando sorride gli si formano delle irresistibili rughette, beve liquore siciliano e ha uno sguardo che rasserena, che mi mette a mio agio, è forse, proprio questo che mi permette di esprimere quella che sono, di scherzare anche chiamandolo con vezzeggiativi che non userei mai con uno sconosciuto. È così bello che su di lui ho formulato una teoria consolatoria: “se non puoi averlo, fai di tutto per farlo entrare nella tua vita, così alle amiche invidiose potrai dire: vedi quello è amico mio”.

Vins: detto anche luinontiama. Ha questo sguardo eloquente e un’ironia disarmante. Ha una stanza che parla di lui, del suo essere così sognatore coi piedi per terra. I suoi modi da provolone fanno sorridere lui per primo. Ed è lì con la sua, a quanto pare, immancabile canottiera pronto per condividere il famoso piumino amaranto e una puntata dei Griffin. Tutto come pianificato in questi mesi.

E poi c’è Giò: detto anche midevocomprarelaCquattro: Ha splendidi ricci e un anellino all’anulare. Possiede occhi generosi e interessanti. Ha una simpatia che ti tonifica gli addominali e la sua cultura mi fa sentire vuoto a perdere. Mi meraviglio del fatto che non mi guardi mai negli occhi, ma sul merito ho due ipotesi:

1. cela la sua timidezza sparando cazzate a raffica che palesano la mia naturale permalosità sicula;

2. un’amicizia virtuale porta a idealizzare una persona, e spesso capita che nella realtà l’idillio svanisca  e tutto si disintegri.

Sono tre persone difficili da dimenticare, ti acciuffano con la loro simpatia, ti riscaldano come una morbida sciarpa in un mattino invernale, ti dissetano come un sorso d’acqua fresca e ti rallegrano come un buon bicchiere di vino.

Ben lieta d’esser stata incosciente.

Grazie d’aver incrociato il mio cammino.

Vi bacio,

Agatella

P.S. Sapevate che il mio colore preferito è il rosso?

scritto da pennellisolari alle ore 09:36 commenta    leggi commenti (22)

14.01.2008

Chicche dal 2007 (o quasi) per il 2008

Lui è un grande, qualcuno l'ha conosciuto in una webzine che funzionava a meraviglia un paio di anni fa. Il suo nome di battaglia è Giallo. Il suo mondo è fatto di note. Ecco il suo primo post su pennellisolari. Speriamo vada avanti così perchè c'è sembre bisogno di qualcuno che ti dica: "ascolta questo". 
Pennellisolari
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Non e' una classifica, ne' tantomeno un bilancio (toh,ho gia sbadigliato)- giusto un po' di canzoni che hanno accompagnato il mio 2007.

Cold War Kids: Hang me up to dry. Tutto l'album- Robbers and Cowards- merita davvero. 4 ragazzi californiani, stile molto sperimentale e dei gran testi, sembra di leggere John Fante e la sua Los Angeles di polvere e vita vera di Bunker Hill. Decisamente per me la scoperta dell'anno. Se mettete le mani sull'album (o scaricate...), cercate anche We used to vacation, Hospital Beds e Saint John.

Damien Rice: Grey Room. Second album, non bello come il primo, ma pur sempre un gran disco. Grey Room racconta del suo rapporto con lo scrivere canzoni e vivere della sua ispirazione (Have I still got you to be my open door...I squeeze my grapes and I drink my wine...Oh coz nothing is lost, it's just frozen in frost).
Il suo concerto a Parigi e' stato semplicemente unico.

Magnolia Electric Co: Almost was good enough. La storia e' un po' complicata e non sono nemmeno sicuro di averla ancora capita del tutto. E' un gran bel pezzo di folk/blues americano, voce calda ed un po' roca, chitarre e bassi in evidenza e buoni riff di chitarra elettrica.

The Cinematic Orchestra: Breathe
. Ultima scoperta dell'anno- passatami da un collega a cui nemmeno sono piaciuti tanto. Fantastico brano di musica Electronica. sembra di camminare a piedi nudi su una spiaggia di velluto con il tramonto e la brezza leggera in faccia, due grandi occhi al fianco, senza parlare.

The Fratellis: Chelsea Dagger. 3 fratelloni scozzesi, molto whisky ed ancora piu'  ritmo. L'album- Costello Music- e' una buona oretta tutta da saltare.  Disco indie dell'anno secondo me. Dah Dada DaDa DaDaDah Dah.

Sax Mafia: Dolby. Vengono dalla grande madre russia e fanno musica con sax, trombe e clarinetti, ma anche con I tubi dell'acqua abilmente sforacchiati se si trovano. Un jazz decisamente fuori dalle convenzioni e, soprattutto, dalla perfezione tecnica (che personalmente detesto) di molti. Non so perche' ma la loro musica mi fa venir da ridere. Non so quanto sia facile reperire loro materiale, ma potete dare un'occhiata al sito
http://www.letov.ru/SAX-MAFIA-1.htm e guardare i video.

Marc Ronson: God put a smile upon your face. L'album "Version" e' una raccolta di cover fatte da questo DJ/remixer/chitarrista, che ha trasformato delle canzoni rock-pop in pezzi R&B con tanto di sax e trombette, coretti e percussioni. La canzone dei Coldplay, cosi' asciutta e diretta nella versione originale, rivive completamente e diventa quasi reggae e stranamente ritmata. 

Regina Spektor: Samson
. nella tradizione delle cantautrici d' oltre Atlantico (Joni Mitchell, Patti Smith) con un tocco russo che non guasta. Bellissima voce e grandi testi, incredibile dolcezza ma anche tanta simpatia e malizia. Le voglio bene, mi ha tenuto ottima compagnia passeggiando nelle gelide mattinate di Manahttan.

Isolation
Years: Three-Minute Convert
. Swedish pop con cori, archi e pianoforte. Scoperti per caso grazie a Last.Fm ma davvero interessanti.

Amy Winehouse: Rehab
.
Se l'amica Amy riuscisse a star fuori dai guai e dal bacardi potrebbe davvero essere una nuova Aretha Franklin o -a giudicare dai capelli- una nuova Tina Turner. E' cresciuta con il jazz americano degli anni 50 e 60 e la sua musica riflette quelle influenze con un tocco pop piu' moderno.

Buon ascolto!

g

PS: se avete tempo per giochicchiare un po' al pc, fate un giro su LAST.FM. personalmente lo trovo un gran modo di conoscere nuova musica e condividere opinioni con gli amici (ed anche sconosciuti). in piu', puo' facilmente diventare la propria stazione radio senza pubblicita' o chiacchiere da dj.

scritto da pennellisolari alle ore 09:37 commenta    leggi commenti (12)

10.01.2008

Il Matrimonio secondo Vadro

Le tre regole d’oro del matrimonio + caso aziendale:
la coppia Manunta -Verdesca
 
by Famiglia Vadro
 

Le tre regole in questione sono una lezione di vita ricevuta da papà Vadro a 15 giorni dal matrimonio. Il suo preside di allora volle erudirlo sulle responsabilità e sui doveri che il grande passo avrebbe comportato. Da allora la maledizione delle tre regole d’oro si abbatte su di me ogni qualvolta allo stesso tavolo seggano i miei genitori e dei miei amici. Ho sempre ritenuto la saggezza popolare infallibile e queste insegnamenti non fanno eccezione. Esempio calzante di queste pillole di buonsenso sono sicuramente Daniele e Manuela che incosciamente applicano le regole alla vita di ogni giorno.

 

1. regola. “Tie si lu masculu e tie ha purtare i causi”: Trad. “Tu sei l’uomo di casa e tu devi portare i pantaloni”. Prima che iniziate con i soliti luoghi comuni ed interpretazioni sessiste: i pantaloni nella culturale popolare di qualche tempo fa rappresentavano la distinzione tra i ruoli maschile e femminile. Una cultura evoluta come quella meridionale (^_^) voleva che l’uomo dovesse porsi come punto di riferimento per la famiglia. Adesso l’emancipazione femminile che logora la società con i suoi modelli, permette anche alla donna, tradizionalmente angelo del focolare, di essere punto fermo delle dinamiche familiari…..(ok, la smetto col maschilismo prima che mia madre mi stroppi…). Venendo al concreto, Daniele con la sua calma quasi irritante incarna perfettamente la fermezza dello scoglio su cui si infrangono le onde del destino: quindi diciamo che Daniele è il punto fermo nel senso che di lì non si muove (nessun “spostamento sensibile”, ndv) . Non c’è dubbio che sia la fiera rappresentante del Salento a ordire la trama del loro storia e della loro quotidianità.

 

 

2. regola “Tie si lu masculu e tie a mintire u chiai alla porta”: Trad. “tu sei l’uomo di casa e tu devi chiudere a chiave la porta”. Per chiunque stia pensando qualcosa del tipo “la figura della donna relegata a casa tra fornelli e lavoro a maglia”….niente di più sbagliato. Nella metafora salentina le chiavi simboleggiano le mura e conseguentemente l’intimità domestica di cui il capofamiglia si deve fare difensore e garante. In altre parole il maschietto di casa non può permettersi vita sregolata e piena di divertimenti lontano dalla famiglia ma al contrario ha la responsabilità di vigilarla e proteggerla. Monumento a questa regola sono nuovamente Danny e Manu: cosa chiedere di più ad un ragazzo la cui devozione nei confronti della sua bella è totale, la cui unica distrazione dalla vita di coppia è vedere “Lost” o “Dott. House” a casa con Vins? 

Un’interpretazione più profonda della regola vuole che la custodia della propria metà comprenda anche l’espletazione degli “obblighi coniugali”. Nella fattispecie non abbiamo dubbi che il tenero stantuffo di Sassari si sia sempre applicato con impegno ed abnegazione alla “felicità e soddisfazione” della sua musa. (Ndv: questa regola richiama da vicino 2 dei 10 comandamenti del perfetto picciotto di Provenzano recentemente apparsi sulla stampa…..giusto per …….avete capito, dai!)

 

 

3. regola “prima cu dici na parola, tocca minti un diaulu sutta i peti (niente battute)”: Trad. “prima di parlare medita attentamente”. La terza regola in particolare vale per entrambi i contraenti: la metafora è molto più evidente che negli altri casi; anche nelle situazioni più calde (Giò e Vins, non quelle che state pensando voi), sappiate mantenere il sangue freddo e dominare l’impulsività. Molti matrimoni presunti perfetti sono finiti anzitempo per una semplice parola di troppo. Daniele ha domato l’impulso e cullato la pacatezza fin dalla tenera età. Se escludiamo gli attriti che crea la sua interpretazione del CONIGLIO in pubblico, non devo cosa possa smuovere la solidità monolitica di questo rapporto.

 

 

Concludo questo piccolo contributo della famiglia Vadro al lavoro prezioso dei pennellisolari invitandovi tutti a visitare il salento (per chi non l’avesse già fatto) in cui la cultura e la tradizione assumono la forma delle signore anziane che ricamano sull’uscio, dei pezzetti di cavallo al sugo, dei ragazzi/e che ballano la pizzica nelle sagre, della cattedrale di Otranto e del palazzo vescovile a Lecce, del sole, del mare e del vento ………. Vi metterò a disposizione due guide (Tali Rosanna e Raffaele che hanno già in mano le pratiche per disconoscermi come figlio); è gradito un preavviso minimo di 30 minuti circa.

 

 

PS: Vins e Giò, voi è meglio che restiate nel vostro beneamato CAPOLUOGO DI REGIONE, Nick tu invece, chiaramente, sei il benvenuto.

 

 

Raffaele, Rosanna e Luigi


 

scritto da pennellisolari alle ore 12:19 commenta    leggi commenti (10)

08.01.2008

Una Domenica Americana

Ieri sera ho fatto tardi. Forse e' stato l'ultimo sabato San Dieghese
 del 2007 e quindi ho dovuto onorare la causa. 4 birre all'attivo e tante
 nuove amicizie. Nessun amore.
La sveglia con dei cazzotti sul vetro della mia stanza. Sono le 10 e un
 amico giapponese come da promessa mi ha trovato il biglietto per
 andare allo stadio a vedere un apartita di Football Americano.
San Diego Chargers vs Lions Detroit.

in Amrica tutto si svolge dalle 10 am alle 17 pm, dal lun alla domenica
 e prevedo che sara' cosi' anche oggi.

arrivati allo stadio scopriamo che gia' fuori c'e un aesta di paese,
 tutti con i loro macchinoni fanno grigliate e bevono.
Io compro un amagliettina dei S>D Chargers e la ragazza, dolcissima e
 carina mi dice che la maglietta che sto per comprare e per bambini. L
 rispondo che fa' nulla. Le mie spalle non hanno superato la dogana
 america,  e non sono enorme come gli americani inoltre non amo far arrivare
 le magliette a maniche corte fino ai polsi come usano loro. mi sorride
 me la vende comunque.
lo spettacolo e' indescrivibile, dalla birra ai popcorn a tutto. qui e'
 tutto gigante. Il freddo e' forte e vicino a degli amercani che mi
 scoprono italiano passo 3 ore e passa a parlare di un gioco che conosco
 pochissimo. Tra touch down e cheerleaders la mia domenica e' passata.
Oggi mi sono sentito davvero americano. Ho anche qualche kilo in piu' e
 gli amburgher sono il mio unico pasto inpemndentemente dall'ora. Omar
 simposon lo sto emulando al meglio.
Sono distrutto, Vado da alcune amiche a bere una tisana, rientro a casa
 per la domenica sportiva americana di Football, basketball e baseball
 e vado a nanna. in fondo per essere americani basta mangiare,
 inquinare, ingrassare e gridare "Hi, funking friend!"
I charghers hanno vinto e sono terzi. Questo almeno l'ho capito.

Hi,
oiziruaM

scritto da pennellisolari alle ore 21:05 commenta    leggi commenti (23)

05.01.2008

Che casino… (lettera di natale)

Ho ricevuto qualche mail di auguri a Natale, molti messaggi. Il solito insomma. Alcune parole scontate, altre meno. Le righe che seguono sono quelle che hanno colpito più forte. Un cazzotto allo stomaco. Sono parole di una persona, un mio amico, che non si può dire abbia trascorso questo Natale come tutti gli altri. Ha condiviso molti dei nostri tumulti interiori, dei nostri racconti e adesso voglio condividere il suo.

Un abbraccio uagliò.

 

Vins

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Che casino…

Faccio fatica a trovare una bussola della mia vita, e del mio essere “uomo pensante”..

È Natale.. un giorno importante credo, che si aspetta..

ho del tempo da dedicare a me, finalmente.. e mi rendo conto che nn so quanto questa possa essere una bella cosa.. sono in silenzio, al pc, senza itunes.. solo il rumore dei tasti pigiati..

Mi sembra di respirare, erano anni che nn riuscivo a poter decidere cosa fare.. se accendere la tv, se bere un succo di frutta, se farmi una sega, se scendere e camminare… Decido di scrivere.

 

Per un po’ di giorni non avrei la sveglia che suona al mattino: ho perso il lavoro. Chi deve valutare il mio operato non mi ritiene indispensabile. È vero. È giusto. È naturale..

La mia metà per un po’ nn ci sarà. Mi manca il suo sorriso.. ultimamente, da gioia per il mio cuore è divenuto morfina per la mia anima.  

 

Mi sento male. Ho bisogno di energia. Nuovi stimoli.

 

Negli ultimi mesi desideravo realmente fondare un fight club: credevo che tanti altri provassero le mie non-emozioni e avessero bisogno di sentirsi ancora vivi… chissà… non credo di aver mai picchiato nessuno.. dovrei imparare a farlo. 

Decido invece di scrivere una lettera a Gesu bambino, perché nella mia famiglia da piccolo non c’era babbo natale, nn c’è mai stato.. si pregava Gesu bambino..

 

Caro Gesu Bambino,

Fammi continuare a credere di essere unico: è ciò che mi sta tenendo vivo.

Fammi capire perché non dovrei vergognarmi delle persone con cui ho lavorato sino a poco fa.

Fammi capire dove possano essere sparite le anime degli uomini, guidati da non si sa quale guida.

Concedimi sempre la benzina per non mollare e cercare di rendere felice chi si accorge di me.

Fammi risplendere e permettimi di illuminare chi, con il cuore pulito, vive quella che crede essere una stagione nera della sua esistenza.

Fammi perdere ancora 10 kg e aiutami a mettere a posto il ginocchio.

Fammi respirare in fretta il mio attimo di pace.

Fammi continuare a credere in te, fammi continuare ad amarti.

Aiutami per farmi svegliare al mattino con la cattiveria che questo mondo ama.

 

La conoscenza è inversamente proporzionale alla felicità

A.A.

 

Buon Natale

scritto da pennellisolari alle ore 23:15 commenta    leggi commenti (9)

10.12.2007

Vedrò di impegnarmi a godermi il viaggio della Vita

Bisceglie, 22 novembre 2007

 

Stamattina parto per Roma (è notte e mancano solo poche ore). Auto, valigia e surf. Un documento e patente internazionale e qualche dollaro. Vado nell’America di Bush, nella zona che insieme a N.Y. più non lo vuole sto presidente mondiale armato. Vado al confine col Mexico dove l’immigrazione da tutte le nazioni è un problema serio e tutto è un mix. Dove sono nati gli Hippie, l’Hip Hop e dove il surf ha creato quello stile di vita che sento un po’ mio. Vado dove hanno eletto Swatzneger (come minchia si scrive) e poi se ne sono pentiti come ogni volta che hanno votato negli utlimi anni (era stato lostesso col precedente governatore). Vado dove gli skater skateravano liberi per la city e nel ’77 lanciarono un modello di vestire e di continuare la rivoluzione culturale che avrebbe dovuto darci il ’68. Vado al caldo e fra onde di tutto rispetto.

Mi guardo indietro e ringrazio per quanto avuto fin ad oggi e per quello che avrò. Soprattutto per avervi incontrato. Questo blog è anche parte dell’energia di questo personale viaggio che poi personale non è visto che ognuno a suo modo, ognuno incontrato nella vita, direttamente o tramite le storie di amici o tramite le righe dei blog e di ogni testo, contribuisce  a sterzare da un lato piuttosto che dall’altro la strada della mia vita.

Così mi ritrovo innamorato di ciò che ho ma troppo curioso di quanto ancora non conosco per fermarmi qui.

L’Italia è sconquassata da delitti e violenze mentre Berlusca, euro per euro fa cassa sulla buona fede di chi spera che ancora questa nazione si possa salvare, e si illude che quei voti siano per lui, invece Prodi continua a dire che và tutto bene, ma forse sta guardando la settima serie di Carabinieri in Tv col classico lieto fine.

Penso a quello che potrebbe succedere ad ognuno di Noi che leggiamo e scriviamo questo blog e mi rendo conto che se malauguratamente dovessimo da vittime o carnefici di qualche sfortunato evento verrebbero a leggere le nostre pagine e magari ci potrebbero accusare di follia, di squilibri, solo perché romanticamente crediamo ancora nella nostalgia, nella fantasia, nel romanticismo, nella semplicità. Penso al cinema da soli la domenica pomeriggio e ad uno psicanalista occhialuto e secchione che giudica la sanità mentale di un altro solo perché secondo i libri le persone sane sono con un etichetta che è quella che la società perfettista vorrebbe delineare.

Allora sono contento di poter essere ritenuto folle se la normalità è leggere il lunedì la Gazzetta dello sport quando ci sono mille altre notizie che dovrebbero essere gridate al mondo, come che in Sud Africa sono state coltivate 50 milioni di ettari di Soia per i Biodiesel e in Italia la soia non si sa nenache cos’è, che la Canapa di varietà diverse da quelle per consumo allucinogeno, può essere usata per pasta molto ricca di proteine, per vestiti, per costruire auto totalmente riciclabili, …

Teniamoci la nostra follia e veneriamo l’anormalità che ci rende vivi e impegnamoci ad apprezzare la vita finchè siamo vivi.

Dovesse finire oggi chiederei che il mio funerale fosse una festa. Non mi và di vedere la gente che mi vuole bene, piangere. Voglio vederli felici. Sarebbe il miglior regalo che mi possono fare ogni volta che ricorre il mio compleanno o il mio aniversario.

 

Nel 1969 Margaret Mead ha detto: “Non dubitate mai che un gruppo di cittadini premurosi e determinati possa cambiare il mondo. In realtà è sempre così che sono avvenuti i grandi cambiamenti”. 

 

Respiriamo tutto ciò che ci viene regalato, attimo per attimo.

 

 

oiziruaM

scritto da pennellisolari alle ore 11:22 commenta    leggi commenti (14)

04.12.2007

Sevilla Express - Il film

Grazie a Savegela

scritto da pennellisolari alle ore 10:09 commenta    leggi commenti (4)

28.11.2007

Malafede

Alcuni mesi fà, prima di addormentarmi, ho fatto un patto con dio.
Gli ho promesso di smettere di fumare . lui mi avrebbe reso più felice.

Alcuni mesi fà, prima di addormentarmi, ho rifatto un patto con dio.
Gli ho promesso di essere meno presuntuoso. lui mi avrebbe trovato il vero amore.

Alcuni mesi fà, prima di addormentarmi, gli ho detto che le mie richieste erano da considerarsi a bassa priorità. lui mi ha sorriso.
Appena sveglio, gli ho detto la verità: SCHERZAVO.

Alcuni mesi fà gli ho chiesto, perchè dobbiamo pagare gli errori dei nostri padri.
lui ha fatto spallucce.

Alcuni mesi fà ho insistito: perchè dobbiamo pagare gli errori dei nostri padri!?
lui ha tagliato corto, aveva una riunione di Paradiso.

Alcuni mesi fà volevo allentare la presa e ho pensato di chiedergli se anche loro lì avessero un database con i nomi di tutti. Ho pensato che potevo aiutarlo a fare le query, lui sicuro non era pratico.
Ho sbattuto il piede destro per terra e mi son detto “Basta a pensare ste minchiate”.

E più dici basta e più...”ah ah...dimmi una cosa..ma cristo si è mai perso in vita sua? Accendi la tv se sì.
...così torno a casa subito, e dico: ragazzi qua cristo non si è mai perso!! SMETTIAMOLA DI DIRE CAZZATE!”
“...E kennedy, ne vogliamo parlare?”

Alcuni mesi fà, ho fatto un patto con dio.
Gli ho promesso che non gli avrei chiesto più nulla.
Lui mi ha ridato la libertà.
 

Fine. 

Domenico

scritto da pennellisolari alle ore 15:30 commenta    leggi commenti (4)

26.11.2007

Girando il mondo gli do del tu

Bisceglie, 18 novembre 2007

 

 

Torno a casa,

è domenica. Ho tutto. Non mi manca niente. Errore: qualcosa manca sempre.  Non a me. Anche a me manca qualcosa. Che cosa?

Me lo chiedo. Lo so, ma non mi posso lamentare. Allora sono felice. Venerdì parto per l’altra parte del globo. Prometto a tutti regali e ricordi ma l’unico ricordo sarà quello che farò lì. Sarà la promessa o la possibilità di un sogno americano, IL Sogno americano: la California.

Chi me lo doveva dire. 2 mesi. Un altro mondo per un po’. Un salto nella giovinezza. Un ritorno al college come ai tempi dell’Università.

Sono emozionato. Temo di aspetttare molto da questa esperienza. Sono felice lo stesso. Sono euforico. Spero di avere la forza di prendere dalla vita cià che mi regalerà.

Leggerò. Sognerò. Farò surf. Un po’ tremo. Molto sogno. Amo. Amo tutto. Penso al mio lavoro: CHE INCOSCIENTE. Lascio tutto per quasi 2 mesi e vado a vivere. Cosa è più importante Vivere o Lavorare? Penso vivere, ma la coscienza mi pone il dubbio.

Me ne fotto. Venerdì parto e quel che deve succedere succeda.

L’amore????????? Di certo non lo lascio a casa. Se c’è lo porterò con me. E comunque ora non c’è se non dentro me. Oh, non mi dimenticate.

Se dovesse succedere che li mi cambia la vita vi aspetto in california.

Che roba. La california. Quella che non sopporta Bush e manifesta. Quella che ha inventato gli Hippie. Quella del surf. Quella dell’Hip Hop. Quella della multirazialità. Quella dei parchi naturali. Oh  la CALIFORNIA. Forse non capite. Anzi non capisco. Quasi non ci credo.

Ci dormirò su queste ore di viaggio.

Aspettatemi. Anzi nò. Andate avanti così potrete sempre raccontarvi e raccontarmi.

Io vado. Voi fate pure. Servitevi pure. È la vita che dispone.

Buon appetito.

 

oiziruaM

 

 

 

scritto da pennellisolari alle ore 10:25 commenta    leggi commenti (21)

24.11.2007

Nome di Città con la "PSgNiJ"

Forse per i Milanesi è normale uscire dalla città e trovarsi circondati da assurdi, incomprensibili paesini concentrici con dei nomi impronunciabili. Per noi che di milanese abbiamo solo il salame in frigo è un fenomeno più complesso da decifrare. Proviamo a darvi un'idea della curiosa fonologia prendendo in esame una zona a caso:  la Valleolona.

I comuni che ne fanno parte si chiamano: Lozza, Vedano Olona, Gornate Olona, Castiglione Olona, Castelseprio, Lonate Ceppino, Cairate, Gorla Maggiore, Gorla Minore, Fagnano Olona, Solbiate Olona, Marnate, Olgiate Olona, Castellanza.

I pennellisolari da oggi si impegnano a sviscerare la questione e a trovare risposta all'annosa domanda: "PERCHE'?" 

i comuni della valleolona

Pennellisolari

scritto da pennellisolari alle ore 16:52 commenta    leggi commenti (5)

23.11.2007

El Macinin de Sevilla

 by Pennellisolari Sevilla Sestet

scritto da pennellisolari alle ore 16:09 commenta    leggi commenti (7)

03.11.2007

qualcosa e' cambiato, qualcosa restera'

Mi trovo io, stavolta, con il compito di introdurre una persona che ormai, per molti, non ha bisogno di presentazioni. Gliela faccio lo stesso. Per me, che lo conosco da poco tempo, sarebbe comodo pensare a lui come a uno dei tanti la fuori, uno di quelli "comodi" che con la loro indolenza mentale alimentano la tua autostima. Invece questo qua si fa giusto un paio (di centinaia) di domande simili alle mie. Maurizio, l'uomo con il nome capovolto.

Vi

 

 

Bisceglie, 28 ottobre 2007

Il sole timido si nasconde dietro le nuvole, i raggi del sole se ne fregano e in parte passano lo stesso. Cerco un analogia nella vita, ne trovo molte a questo stringere la sabbia nel pugno  e vederla comunque uscire da tutte le parti riuscendo a trattenere solo i granelli più interni. Rivedo così le tappe di una vita e i ricordi che sono rimasti. Emozioni, colori, odori, e nel frattempo il tempo passa e non riesco ancora ad afferrarlo.

Cosa mi ha portato fin qui? Dove andrò al prossimo cambio di vento?

Riapro gli album delle foto, immagini di gente entrata dentro me e comunque andata via come se fosse facile accettare di non vedersi più, non raccontarsi, perdersi. Ognuno a modo suo ha lasciato un segno indelebile, anche il più straniero che mi ha detto quella frase di vita che neanche più ricorderà ma che in un angolo del mio frasario risuona di tanto in tanto e mi riporta a quel momento e a cosa ne ho imparato.

Che cosa rimane di questo andare? Mi chiedo. Non mi rispondo subito. Rimango in questo stato di torpore per un po’. Amo questo stadio malinconico-meditativo di tanto in tanto. Mi regala poesia. Mi regala realtà. Potrebbe sembrare mi allontani da essa ed invece me la restituisce frenando questa corsa irrazionale verso il nulla. Mi riporta al presente guardando opacamente cosa ha preceduto quest’istante, cosa seguirà per mia volontà.

Dove stò correndo se non rimane niente? Allora rallentare mi fa apprezzar di più quest’essere. Sedermi a una panchina tutto solo mentre piove e tutti corrono al riparo. Mi godo questa pioggia che male non può fare. Sorrido a queste nere nuvole. Fra poco sarà di nuovo sole. Mi godo allora quest’ultimo scrosciare su di me.

Che cosa rimane di questo andare? Rimangono le emozioni. Comprendo all’improvviso che la mia mente memorizza a lungo termine solo ciò che arriva dentro, portandolo con se nei passi che farò. Allora non è vero che devo non pensare. Ogni momento è base del futuro e da adesso che ho bisogno di cambiare per riuscire a realizzare il viaggio verso dove voglio andare. Qualcosa resterà! Sarà quel che l’impegno avrà donato. Impegno di ogni gesto che avrò sacrificato con gaudente aspirazione a divenir semplicità pur nella più piccola opinione. Qualcosa sta cambiando dentro me. Sarà l’età, la svolta, o chissà cosa, ma cerco di ogni istante la cosa più curiosa che è quella di apprezzarlo portando ad un Adesso fin’ora impercepito che nasconde un imprevedibile infinito.

Ritorno dentro al mondo. Esco dalla mia testa, dai pensieri, l’adesso non è ieri e non sarà domani. Mi godo a piene mani l’impeto del vedere, ascoltare, annusare, gustare, toccare. Riscopro i cinque sensi in questo andare e mi accorgo che nella fretta stavo dimenticando questo immenso percepire che la natura mi regala e che delusa si allontana dal nostro quotidiano.

Sorrido a questo sentimento tutto nuovo. Quello che rimane dentro è un sentimento buono che mi ridona la pace di quando ero bambino, il bagno alla domenica mattina, il silenzio nelle strade, la mamma che mi asciuga. Mi guardo nello specchio. Ho 20 anni di più rispetto a quel momento eppure son contento.

Mi affaccio al mio balcone, non sento più il rumore che affollava la mia testa. Il mio corpo è in piena festa. Di quelle di paese che si facevano ogni mese o al cambio di stagione. Indosso il mio maglione, non voglio avere un clone che scambino per me. Ma dove stiamo andando?

Mi fermerò un po’ di più in questo presente. Non voglio più lasciare andare avanti queste belle sensazioni. Godermi ogni momento che non ritornerà. Per questo sono quà. Per regalarlo a me, condividerlo con voi. Non saremo degli eroi ma almeno smetteremo di inseguir quel folle dio denaro che non regala mai quel che promette se non farci girare come marionette.

Vorrei impegnarmi ancora a rallentare il mondo, dico quello mio, di cui son centro e periferia di cui i confini son la vista mia.

Vorrei che fossimo di più a meditare, ripeto a meditare, seduti in riva al mare, su quanto è bello godersi le semplici emozioni; un bacio, una canzone, il sorriso di uno sconosciuto per la strada, il vento sulla pelle, il sole del mattino, la neve all’improvviso, e tutto quel che capita vagango.

Qualcosa è cambiato dentro me. Un senso di maturità mi avvolge, non dico pesantezza, piuttosto uno star bene che non lo so spiegare, un alone di allegrezza. Mi siedo. Apro le braccia. Alzo la testa. Inspiro. Qualcosa resterà!

 

oiziruaM

 

Maurizio a 6 anni

scritto da pennellisolari alle ore 18:59 commenta    leggi commenti (7)

18.10.2007

Il Venerdì del Villaggio

Con piacere pubblichiamo il post di un giovane promettente biscegliese: Domenico!
A lui l'onere di continuare il dibattito riassumibile con le parole di Capossela: Che cos'è l'Amor?
Gio
 
 

Sono in viaggio. Roma Mungivacca. Unica fermata intermedia: Bisceglie.
Alla fine costringermi a mettere lo zaino del pc (dove scarico di tutto: portafogli, aulin, carta, penna) nel sedile posteriore della macchina si è rivelata una botta di culo, e poi non sto così tanto scomodo. Almeno riesco ad appuntarmi le idee per scrivere sul blog di Giovanni.

Tutto al prezzo modico di 15.

E una idea intelligente quella del car-sharing se non fosse per il pallosissimo rito iniziale di conoscenze.
Ciao, allora fammi ricordare...tu sei...
(Luca Cordero di Montez...)
 
...Domenico!
..si! piacere..

(sorridi, sorridi! hihiih!)


...e la recita và avanti fino a quando mi costringono a dire che faccio e dove abito.
Zona EUR.
Sì sì, è una bella zona e ben fornita e poi cè molto verde...

(e dei grandissimi figli di mignotta che mi aprono la macchina una settimana sì e una nò)

Poi tutto diventa più caldo e meno scontato, e i cellulari cominciano a squillare continuamente con le mamme dallaltro lato della cornetta che chiedono se sia il caso di mettere di già la focaccia nel forno.

E sorrido e penso che questo sarà un bel week-end. Speriamo che Piero passi lultimo esame e tutti siamo più sereni e uniti (sì, così ci ubriachiamo).

Signori, cè gente che fà sù e giù. in questo caso ROMA-mungivacca-ROMA tutte le sante settimane.
Ho fatto due calcoli veloci. Se lo si fà per 2 anni di fila come Alessandra allincirca vengono 80.000km.
1MESE in viaggio.
Poi scegli: o ti trovi un lavoro giù, o divorzi...
Potrebbe andarti meglio se diventi scemo e ti licenziano.

Perchè parlo di questo? Perché? Per capire cosa è lamore, mi dico. E per ricordarmi della sua sostanza:
Lamore sono tutti i 120 cavalli di questa macchina.
Lamore è un Turbo Benzina.
Lamore è lincoscenza di correre sopra i limiti.
Lamore è guardare ogni venerdì alle 17 il traffico del G.R.A e pensare che è sempre peggio.
Lamore è fare una pisciatina veloce allautogrill e volare via.
Lamore è la causa del mio continuo umore sinusoidale.

Mi guardano strano, è la prima volta che vedono qualcuno che scrive in macchina. Io in compenso ho da vomitare per via dellappennino.
Alzo la testa e rivedo tutti i passeggeri che malinconici guardano fuori dal
finestrino e si chiedono Perchè?.
Abbasso la testa e sogno cose mai esistite, e dico: Perchè no?

 

scritto da pennellisolari alle ore 11:16 commenta    leggi commenti (3)

16.10.2007

Visibility

Giusto per avere un'idea delle feste dei Pennelli...
Ah, qui trovate le altre foto dei Pennelli: http://www.flickr.com/photos/14680963@N02/ oppure su http://picasaweb.google.com/pennellisolari
 
 
 

scritto da pennellisolari alle ore 11:38 commenta    leggi commenti (9)

09.10.2007

D come Domodossola

Continua il percorso iniziato con "A come Amore".
Sono contento che quel post abbia sollevato così tante coscienze.
Siete tutti invitati a spedirci i vostri post da pubblicare sul blog.
G
 
 

Cari ragazzi, chi scrive è Mino detto The Voice, quello al centro nella foto tra Maurizio e Giò, vestito da primitivo.

Il tema mi piace ed avevo promesso a Maurizio e Giò che prima o poi avrei scritto sul blog, quindi eccomi qua, da inerte navigante ad attivista pennello solare.

Spesso con lamicissimo Maurizio siamo entrati nellargomento, in più o meno lunghe trasferte in auto alla ricerca della gnocca perduta.

Più volte ci siamo chiesti a vicenda il numero di volte in cui ci siamo innamorati in una serata in discoteca, altrimenti anonima ed uguale a tante altre.

Ma il vero amore esiste per davvero?

Ebbene cari amici, modestissimo parere ma la mia risposta è si.

Daccordo con Fabio Volo: prima di cercare laltra metà in unaltra persona, devi cercarla in te stesso.

Quando e se riesci a fare questo, tutto ti sembra diverso

Ho cercato laltra metà in donne intelligenti, a volte bellissime,  a volte meno; a volte me lhanno data, a volte no (la media in questo caso è più alta).

Non tutte avevano qualcosa di speciale, ma alcune si cazzo se ce lavevano, però mancava sempre qualcosa.

Poi ho capito cosa mancava era laltra metà di me stesso.

E si, cari amici, perché quando sei preso da tante cose, come affermazione, carriera, soldi, successo, lavoro, e poi lavoro e poi ancora lavoro, quando autoalimenti il tuo ego solo nellaffermazione professionale e trascuri altri aspetti, trascuri anche la donna che ti muore dietro, che ti darebbe lanima

No, non esagero, tutti quanti abbiamo una donna vicino che ci ama così tanto, ma spesso non ce ne accorgiamo o peggio, bastardoni che non siamo altro, ne approfittiamo solo per qualche chiavatina servita come una scala reale in un pokerino sotto le feste, magari arrogandoci anche il diritto di trattarla male, sicuramente peggio della strafiga che se la tira esageratamente solo perché al Copa Pan (noto locale di intrattenimento della Bisceglie "bene", ndr) tutti le sbavano dietro, ma tu ci stai uscendo insieme, e ti senti Marlon Brando solo per questo.

E poi vuoi mettere la libertà? Non ha prezzo e al solo pensiero di sentirci in gabbia ci vengono le convulsioni

E invece quando, come dice Maurizio, con la tua donna ti scambi affetto quasi fino a sembrare fratelli, quando non ti annoi più e la sera non la vorresti mai riaccompagnare a casa, beh allora la libertà assume connotazioni diverse e prende le sembianze del vero amore.

Ciao Ragazzi

Siete troppo forti

 

Mino The Voice

 

 

      

 

scritto da pennellisolari alle ore 11:40 commenta    leggi commenti (2)

05.10.2007

tanto cari ragazzi... che tanto...

Questa conversazione di seguito è estrapolata da uno scambio di mail che i Pennelli Solari hanno avuto ieri con una loro grande amica...
Per motivi di privacy e di sensibilità che sapete abbiamo molto accentuata rispetto alla media citeremo l'amica solo con la sua iniziale: "A".

Qualora volesse palesarsi con le sue generalità al completo può farlo con un commento al post.
Antefatto... Giò manda una mail in cui dice che la festa in programma a casa nostra è rimandata perchè molti amici stretti non riescono a venire.



Prima risposta della nostra amica A.
Da: A.
Inviato: giovedì 4 ottobre 2007 14.02

io ci sarò ... beh così ho + tempo x attaccare perline e stronzatine varie ai calzini :-)
ma vi vestirete da befani per mettere le cioccolate nelle calze .......?????


Da: Vincenzo Dell'Olio
Inviato: giovedì 4 ottobre 2007 15.00

A.... giò ha sbagliato. imperdonabile superficiale omette dei dettagli.
La festa è si il 13 ottobre... ma tu non puoi venire. Abbiamo cercato di inserirti ma proprio non ce la si fa.
C'è questo amico di un amico di un amico di un amico del nostro vecchio coinquino che ha vissuto solo una settimana a casa nostra a cui proprio non possiamo dire di no... E siccome eri in ballottaggio con lui...
Magari però ci sarà occasione per sfruttare le calze in un altro momento.


Dal: Giovanni Papagni

Data: 04/10/2007 15.05

peraltro è uno simpatico e sembra che abbia già mangiato, quindi non ci sono problemi ad invitarlo
(sorriso di daniele)


From: Nicola Cappiello
Date: Thu, 4 Oct 2007 15:18:51 +0200 (CEST)

...dimenticavo, c'è questo amico di un amico di un amico di un amico del nostro vecchio coinquino che ha vissuto solo una settimana a casa nostra a cui proprio non possiamo dire di no... che ha bisogno di calze strane per la festa.
A. potresti prestargli quelle che avresti messo tu?


Da: A.
Inviato: giovedì 4 ottobre 2007 15.31

no comment

Giò dimenticati il mio ragù
Nick e pensare ke che credevo tu fossi diverso
Vins ... tu ormai sei così vicino eppure così lontano

.... ma, domanda, questo amico di un amico di un amico di un amico del nostro vecchio coinquino che ha vissuto solo una settimana a casa vostra a cui proprio non potete dire di no ... poi se gli presto le calze, le lava prima di ridarmele???


Da: Giovanni Papagni
Inviato: giovedì 4 ottobre 2007 15.36


A., è stato vins ad incalzarci (e il verbo non è casuale) ad attaccarti. lo sai anche tu che è lui lo stronzo del gruppo. io e nick non ne saremmo mai capaci. dopo domani sei stata ufficialmente invitata a pranzo a casa nostra per rimediare, ok?
ah, ci prepari il ragu?


Da: Vincenzo Dell'Olio
Inviato: giovedì 4 ottobre 2007 15.45


si A., sei invitata a casa di giò. ma siccome è pure casa mia non puoi entrare.

p.s: il ragù puoi lasciarlo sulla porta ok?


Dal: Giovanni Papagni
Data: 04/10/2007 16.24

oh, mi fate morire dal ridere quando vi sfottete...senti, allora ce lo lasci vicino all'ascensore?


Da: Nicola Cappiello
Inviato: giovedì 4 ottobre 2007 16.32


se A. lo lascia a casa mia, potete venire a mangiare il ragu da me.

scritto da pennellisolari alle ore 10:45 commenta    leggi commenti (2)

02.10.2007

R come Replica

Il post che segue è da intendere come risposta a quello di Maurizio e Lello "A come Amore". Siamo Gio e Vins a rispondere ma siete tutti invitati a continuare questo flusso di idee.
 

Gio:

Mauri, cosa vuoi che ti risponda, sono così confuso

Sai, nel suo libro Linsostenibile leggerezza dellessere, Kundera divide gli uomini che hanno avuto diverse esperienze con le donne in due tipi: il primo è luomo che cerca nella donna il proprio ideale che, comè noto, è ciò che non è mai possibile trovare; laltro tipo di uomo è quello che non cerca ideali soggettivi nella donna e che, quindi, tutte lo soddisfano.

Io invece, mi auto-divido in due tipi di ricerca: in una cerco la donna da proteggere, da amare, da salvare. - lho sempre sentito forte questo sentimento di salvare colei che desideravo - . Laltra, invece, è la donna forte, autonoma, che mi attira per la sua indipendenza.

Quando poi avevo la ragazza perfetta, quella bella, intelligente, stimolante, magari anche propensa ad essere salvata, mi rompevo i coglioni e non ne riconoscevo la ricchezza. A quel punto, mi alzavo sorto una mattina e la sera stessa lavevo lasciata, sentendo dolore e vuoto dentro, ma intimamente in pace.coerente con questa mia inespressa voglia di rimanere solo.

E, inutile aggiungerlo, la condizione di solo mi portava poi ad essere malinconico; e la malinconia mi faceva provare un inconscio piacere.

Qualcuna mi ha detto, colpendomi nello stomaco, che fuggo ogni volta che potrei essere felice. Non sai quanto mi ha fatto male, sbattendomi una verità in faccia.

Puntualmente, poi, nella condizione di solo mi sentivo soffocare e ricominciava la ricerca.

 

Vins:

qualche anno fa, nemmeno poi tanti, forse sarei stato d'accordo con te Maurizio. [Con Lello poi.... Giò è laltra faccia della mia medaglia quindi]
Mi auto-scasso il cazzo anch'io su sta cosa e ho capito che, forse: "La storia che non ti innamori la spieghi solo se riesci a spiegare i tuoi occhi". Non intendo la parte estetica dei tuoi occhi caro Maurizio - che quella sappiamo tutti come funziona: la usi biecamente per ipnotizzare tutte quelle sgallettate che ti muoino dietro a un battere di ciglia (è proprio il caso di usare quest'espressione). Mi riferisco invece al tuo sguardo sul mondo. Insomma cosa vedi tu quando guardi le altre?
Cosa aspiri a scoprire?

Aspiri. Già questa parola mi ritorna tra i piedi, anzi, tra i denti, un pò troppo spesso ultimamente. Non perché mi faccio di coca eh. Aspiri come per dire Ambisci. 
Per me è l'aspirazione che ti, che ci.. fotte tutti noi seduti a rimuginare d'avanti a sto mare calmo d'autunno. Tutti siamo così impegnati a cercare quella che è la nostra idea di perfezione, di mondo perfetto, di amore perfetto che non riusciamo a cercare la perfezione che cè dentro di loro. Dentro queste povere vittime che ci lasciamo dietro le spalle.

Sappiamo già cosa vogliamo trovare in loro, sappiamo tutto. E quello è il guaio. La loro è una gara persa in partenza. Non potranno mai esaudirci. 
Con questo non intendo dire tieniti una qualsiasi. Forse 9 su 10 in effetti non c'entrano una mazza con te. Voglio dire hai mai pensato alla decima e a quanto davvero "seriamente" hai cercato di andarci a fondo? In lei.


  

Gio:

Vins, ti rispondo citando un altro, sta volta più popolare: Fabio Volo. E vero che sono partito molto prevenuto nel leggere il suo libro, ma poi ho appreso un punto di vista a mio parere geniale. Volo dice, infatti, che nella ricerca dellanima gemella veniamo sempre, prima o poi, delusi nelle aspettative. Questo non è dovuto al fatto che siano loro ad essere sbagliate, ma siamo noi a non essere ancora in pace con noi stessi. Non ci amiamo così tanto da poter essere in grado di donare il nostro amore ad unaltra persona.

Soluzione: prima impara ad amare alla follia te stesso e poi potrai trovare lamore della tua vita.

Potrebbe sembrare un precetto cinese, detto così, ma poi lautore elenca una serie di comportamenti che lui ha adottato e che alla fine lo hanno portato al Nirvana.

Probabilmente, quindi, è un amore folle di me stesso a mancarmi; ma non quellamore che si tramuta in egoismo, noquello di certo non mi manca. Ma quellamore che mi porterebbe a seguire i miei sogni più intimi, senza cedere ai compromessi

 

Vins:

scomodando o meno piccoli e grandi scrittori mi convinco sempre più che la maturità si raggiunga appena si smette di guardare queste benedette, meravigliose, assurde e imprescindibili creature che sono donne per prendere quello che vogliamo e si inizia invece a guardare noi stessi da fuori per accorgerci di quel che riceviamo da loro. Non so quando e come ci si riuscirà noi quattro ma confido in questo. Aspiro.

 

 

 

 

 

 

scritto da pennellisolari alle ore 16:37 commenta    leggi commenti (9)

28.09.2007

Un futuro senza atomiche

In attesa di creare un blog tematico su ambiente, stile di vita, pace uso indebitamente lo spazio dei pennellisolari per dare risalto a questa importante campagna.

Invito tutti a partecipare.

Gio     

 

UN FUTURO SENZA ATOMICHE

si comincia ...
da domenica 30 settembre 2007
con partenza da Ghedi, iniziano i 6 mesi di impegno per la raccolta di firme per la presentazione della legge di iniziativa popolare che ha come obiettivo un'Italia senza Nucleare.


... è importante la vostra presenza domenica a Ghedi ... passate parola!!!

 

che fare?

  1. partecipare: partecipare domenica a Ghedi all'iniziativa di promozione della campagna, saranno presenti, come primi firmatari, i sindaci di Ghedi e di Aviano e altri dei comuni limitrofi agli aeroporti (Aviano e Ghadi Torre) che vedono la presenza di armi nucleari Usa.
  2. informarsi: visito il sito www.unfuturosenzaatomiche.it per informarmi sulla proposta di legge e avere informazioni ulteriori sul tema
  3. informare: organizzo nel mio comune, parrocchia, territorio ... la raccolta di firme
  4. coinvolgere: propongo un incontro informativo sul tema, coinvolgendo il condominio, il quartiere, i genitori della scuola, le parrocchie, gli oratori, i compagni di lavoro, il mio gruppo di amici, il consiglio comunale ...
  5. raccogliere:  raccolgo le firme in appoggio alla legge (vedi sul sito il vademecum per la raccolta - leggilo bene per evitare di sprecare le firme raccolte)
  6. diffondere: mettere sui vostri siti o blog il link alla campagna, oppure nei bollettini comunali, scolastici, parrocchiali, di gruppo una informazione sul tema disarmo nucleare e campagna per un'Italia senza atomiche.

NB. chi volesse i moduli per la raccolta firme e vademecum può recuperarli domenica a Ghedi oppure rivolgersi direttamente a alqantara@tin.it (d fabio corazzina)  o  alla segreteria della campagna   (info@unfuturosenzatomiche.org)


d fabio corazzina
 334 3436522
 alqantara@tin.it

 

scritto da pennellisolari alle ore 12:00 commenta    leggi commenti (2)

26.09.2007

A come Amore

Sarebbe bello se molti degli inerti naviganti di questo blog, attratti dallargomento che Maurizio e Lello ci introducono, si esprimessero con le proprie idee.

Io prometto di scriverci il prossimo post.

Palla al centro

Gio

 

 

 

Maurizio:

che ci faccio a 30 anni a pensare ancora allamore, a cercare tra la gente una piacevole novità ancora inscoperta che mi porti col cuore lontano da qui in quel mondo che idealizzo da anni? Che faccio in riva al mare con Voi a parlar damore?

Sono anni che ci chiediamo da amici se esiste o non esiste. Io continuo a ripetere convinto vedrai che arriverà. Quando meno te lo aspetti arriverà! ci credo ancora quando alluscita delle scuole vedo le coppiette incontrarsi ed andar via felici sui motorini. Ci credo quando vedo amici fidanzati da anni cercarsi ancora come se i bassi delle relazioni lunghe non esistessero. Ci credo quando incrocio i vecchietti sposati da una vita che in tutto questo vivere insieme si sono sopportati per decenni. Ci credo ancora di più quando incontro quelle coppie che a furia di darsi affetto si assomigliano così tanto da sembrar fratelli. Ci credo quando vedo quelle coppie che sembran nate per stare insieme. Ci credo perché mi và di crederci, ma nella pratica mi scopro una frana. E si, perché altrimenti non starei qui a parlarne con Voi, a idealizzarlo ma lo toccherei con mano come rasentemente ho fatto quando mi son trovato travolto dalle emozioni.

Oh, allora? Esiste o non esiste? Forse dovremmo chiederlo a .

Lello:

Esiste e NON esiste!!ecco la mia risposta esiste secondo te, quando girovagando per le strade ci siamo ritrovati a NOTARE delle ragazze e subito a dire:Mi sono innamorato????? sì che esiste, esiste e comein quel momento però, perché sai benissimo che se quella stangona biondissima viene da te e ti dice sposami, tu le diresti Si senza pensarci 2 volte caro Maurizio! E secondo te esiste o non esiste insomma??????

Maurizio:

bella questa. Mi capita spesso, anche più di una volta a sera. Credo che direi di Si. Delle volte quel viso mi trasmette così tanto che mi sembra di promettermi o garantirmi un mio amore eterno. Perché forse e qui il problema, nellinnamorarmi ora e domani di nuovo. Che palle! Ma se poi ti và bene davvero con la tipa siamo sicuri che

Lello:

perché non mi dire che non lo sai??? Ti spiego: tutto nasce dalla mamma!! Tu mi chiederaiCazzo centra la mamma ora? Centra centra! Perché noi in questo strano oggetto che abbiamo dentro il cranio, in un angolo cè già la figura prestampata di come dovrà essere la nostra donna ideale! Come colei che per la prima volta ci ha messo le tette in bocca! E il bello è che lo sappiamo da quel momento, dalla prima volta che ci allatta! Non mi dire che nn hai mai visto un bambino mentre viene allattato come guarda sua madre! Io una volta mentre lo guardavo pensavo a tutto ciò che lui stesse pensando in quel momento e cioè: glu glu glu, mamma meeeee, come sei bella mammà, e comè buono sto latte che mi dai la voglio come a te da grande, si siiiiii , mi divertirò prima un pochettino, come ha fatto papà d'altronde (solo che io quando stavo ancora dentro Papino io avevo il numero della lotteria AG2876) e cara mamma lhai vinta tu la lotteria, ma questo è un altro discorso, dicevo che tutte le altre bonazze e strafighe che ci saranno saranno solo passatempo per il mio crescere, ma la mia sposa ti giuro e ti prometto che sarà  a tua immagine e somiglianza)).

Questo è il mio pensiero..

Maurizio:

potrei darti ragione, infatti quando mi sono fidanzato lo sapevo già da prima che non era un passatempo.

Oh Gio, tu guardi il mare, annuisci e non favelli. Che pensi?

Passami la birra.

Gio:

. (continua)

 

 

 

      

scritto da pennellisolari alle ore 11:49 commenta    leggi commenti (4)

10.09.2007

Cracking Art

Riceviamo e volentieri pubblichiamo linvito ad uninteressante mostra darte ospitata dalla Fondazione Mazzotta a Milano.

Accorrete numerosi, omnes gentes!

I PennelliSolari

 

 

La Fondazione Mazzotta dal 14 settembre al 21 ottobre 2007 ospita la prima importante rassegna antologica del Gruppo degli Artisti "Cracking Art", affermati in Italia e all'estero per la loro arte sorprendente, ironica, dissacrante, e al tempo stesso colorata e popolare, che subito si sintonizza con il sorriso del pubblico. Cracking Art è una forma d'Arte d'avanguardia fondata nel 1993 da Omar Ronda e da altri 6 artisti internazionali. E' nota per le installazioni che -realizzate in plastica riciclata e colorata a forma di animali da proteggere, in pericolo di estinzione (delfini, gabbiani, stelle marine, pinguini, tartarughe...) - vengono disseminate nelle città e in spazi pubblici, dalla Russia agli Stati Uniti, dalla Corea all'Italia.

Per vedere la mostra gratuitamente vi consiglio di recarvi sabato 22 e domenica 23 nelle concessionarie che partecipano al Porta Aperte FIAT, sponsor ufficiale della mostra, dove potrete avere un voucher omaggio per l'ingresso alla Mostra (fino ad esaurimento) oltre a divertenti gadget. Inoltre potrete ammirare la 500 Cracking Car che ha personalizzato gli artisti della Cracking Art.

Vi aspetto numerosi all'evento!!

 

Daniela Sette

scritto da pennellisolari alle ore 17:46 commenta    leggi commenti (0)

30.08.2007

Avete visto le ferie???

Lui è un personaggio noto ai più dimoranti nella ridente cittadina nord barese di Bisceglie (ahi, sospiro).

Molti i cuori infranti di giovani e inconsapevoli donzelle.

Molte le idee che fermentano nella cantina del suo cervello, alcune da me condivise altre apertamente osteggiate.

Lo scambio di emozioni con lui è sempre intenso; ci lega uno strano rapporto  di filiazione e paternità.

Maestro e discepolo, taumaturgo tradito mestamente e subito ritrovato.

E con orgoglio che do il benvenuto su questo strano contenitore virtuale allinviato speciale dal Sud: signore e signori, Maurizio Simone!

Gio

 

P.S: scegliete voi la sua foto che più vi aggrada

 

 

 

 

Bisceglie, 28 agosto 2007

 

 

AVETE VISTO LE FERIE   ?  ???     ?

 

Rientro a casa tutto sudato, sono le 3 del pomeriggio, qualche cliente non risponde al telefono e così gli appuntamenti previsti si sono ridotti e avrei già finito di lavorare per oggi. MAGARI.

Speravo di avere un po di tempo per dedicarmi al mio primo ingresso nel Blog come scrittore ed invece imprevisti vari lavorativi mi trattengono in ufficio mentre fuori dal balcone i 36 gradi gridano che lestate non è ancora finita e non lo farà per ora.

Leggo le mail degli amici e rispondo a conoscenti e clienti vari. Chi più chi meno hanno qualcosa da raccontare: vacanze, viaggi, avventure,    ed io?

Avevo sognato viaggi lontani e giornate intere a guardare il mare

Avevo promesso di andar oltre oceano a cercare qualche onda da prendere per poi raccontarla

Avevo anche cercato un brivido nello stuzzicare la donna di uno dei miei più cari lontani amici

Lestate è ancora qui a donare tutto il suo splendore a chi riesce per un motivo o per un altro a trattenersi tra il Pantano e la torre della guardia.

Si vabbè, ma le mie ferie????

Le mie ferie per ora me le faccio sul blog filosofeggiando, ed allora penso che lestate è magnifica e mi chiedo come mai regala tutta quellenergia che in altre stagioni non abbiamo. Rifletto sulla mia capacità di riuscire a dormire solo 5 ore a notte e comunque riuscire a far tardi, riuscire a lavorare, riuscire a bere birra con i soliti 2000 amici che fan parte del mio mondo,

Ma alla domanda come mai tutta questa energia ancora non trovo risposta. Eppure un idea io lavrei.: il SOLE! Anzi lENERGIA SOLARE. Ed insieme la volontà di dipingere le giornate coi colori della vita, quella piena di fiori, di affetti, di abbracci, di fuochi in riva al mare, di schitarrate tra amici, di onde e di costumi, di notti terminate a mezzogiorno, di giorni lunghi 36 ore, colori di abbronzature diverse, colori di labbra incontrate per un attimo, e tra tante altre cose i colori che abbiamo dentro al cuore e che mi porteranno a DIPINGERE con gratificante energia SOLARE questo nuovo anno con Voi.

Ed allora con piacere mi preparo ad essere linviato dalla terra del SOLE, dei COLORI  e dei SAPORI, ovvero lamata PUGLIA, del Blog che di poeticamente nostalgico ha molto fra le righe di chi vive la Milano bianco e nera. Così come se voi guardasse la Tv degli anni 60, noi dal sud cercheremo di farvi vivere una Tv che sia Tridimensionale e colorata e che trasmetta anche aromi, odori, sentimenti (ma per quello siete già bravissimi voi) che il girovagare in bianco e nero vi fa amare da lontano.

Che possa questa esperienza telematica diventare tattile e viva nel leggersi e scriversi su questo schermo.

Un nuovo amico

 

oiziruaM

 

 

        oppure          

 

 

scritto da pennellisolari alle ore 14:29 commenta    leggi commenti (9)

31.07.2007

TORNARE SOLO

"Ultimamente ragionavo con qualcuno su come la gente, tanta e a volte io pure, abbia talmente tanta voglia di innamorarsi da smettere di cercare i motivi reali perchè ciò succeda. Così si limita a costringere una storia a funzionare. S'incaponisce talmente tanto a cercare amore dall'altra persona da non accorgersi di non poterne trovare neppure a costo di insistere per una vita intera. Perchè? Perchè non è reale. L'altra persona. E' solo frutto di un desiderio stanco."

Questa è la frase che mi ha stuzzicato sul vivo... xche io sono uno di quelli che ha voglia di innamorarsi e bla bla bla... quello che ha scritto Vins.
Ecco tutto quello che succede:
- sono fidanzato
- non credo di essere innamorato
- lei è innamorata di me
- io non di lei
- io forse di un'altra... forse
- che è stata innamorata di come sono io e forse lo è ancora
- ma non lo è "di meeee"

tutto chiaro?
a me no.
se qualcuno ha capito, mi spieghi che succede.
Io so solo una cosa: ho voglia di lei, una voglia terribile di gettarle le braccia intorno.
ma non sto con lei e non voglio/riesco/posso vederla.
E parto per una vacanza... nella quale dovrò trovare il coraggio, la forza, di tornare solo.

E tutto ricomincia da zero.

Lo Zingaro Digitale

scritto da pennellisolari alle ore 11:17 commenta    leggi commenti (3)

27.07.2007

Innocua

Quello che segue è un commento a Post e ris-post che ho voluto trasformare in post, visto lo spessore, sia di lunghezza che di contenuto.

Lautrice è Marilena, nota a molti, sconosciuta ai più ( iramanel@msn.com )

 

Ma in che mondo vivete tutti quanti?!

La contemplazione lasciatela agli epicurei, se non potete renderla azione!!

Siamo nel 2007!! La nostra vita corre febbrile su rotaie infuocate e il vostro posto di passeggero é cosparso di schegge di vetro! Piuttosto che godere della libertá del vostro animo, vi costringete all'inferno!! E per di piú vi fermate a contemplare un'altro sole che scompare all'orizzonte e che porta via con sé un altro giorno in cui avreste dovuto scegliere! L'incertezza non é una scelta! É l'agio dei codardi!!

"C'é chi si mette in mare e sopporta i fastidi di un lunghissimo viaggio per il solo ed unico premio che puó derivargli dallo scoprire cose sconosciute e lontane: é questo che attira le folle agli spettacoli, che c'induce a spiare attraverso le fessure ció ch'é precluso al nostro sguardo, ad esplorare i piú profondi segreti, a consultare i libri antichi o ad apprendere i costumi di popoli stranieri. Questa curiositá ce l'ha data la natura, la quale, conscia della propria arte e del suo fascino, ci ha creati quali testimoni di un cosí stupendo spettacolo. Quale scopo, quale utilitá avrebbe avuto la sua opera se cose tanto grandi e meravigliose, cosí accuratamente rifinite, cosí eleganti e splendide di mille e piú bellezze le avesse sciorinate davanti ad un deserto? Ma non ci ha fatto soltanto testimoni e spettatori passivi (...) e a conferma di ció basta considerare il luogo che ci ha assegnato: ci ha posti proprio nel suo centro"! (tratto da Seneca)

Non posso credere che non abbiate forza per conquistare sempre nuove vette, che non abbiate coraggio per lanciarvi in questa folle giostra che é la vita; non posso credere che preferiate nascondere le vostre paure e fragilitá! Ma non capite??? La paura é una reazione positiva necessaria per la vita! Tutti gli uomini hanno paura; chi da ad intendere di non averne o vaneggia oppure nel suo intimo ha rimosso cosí tante cose da non riconoscere sufficientemente se stesso! Ca###, non possiamo restare a guardare!!

Siamo noi il nostro futuro e quello dei nostri figli! Volete che crescano nell'incomprensione, sentendosi soli a questo mondo, abbandonati, turbati sempre; volete che restino spettatori passivi ad uno spettacolo cosí speciale? Siate attori nelle vostre vite e in quelle degli altri; siatelo con tutto voi stessi. Le vostre fragilitá e paure sono gli unici veri sentimenti rimasti.. Da essi tutto comincia e prende forma.

"Mille miglia cominciano con un piccolo passo", ma non confondetevi: quel piccolo passo non misura il tempo per arrivare a voi stessi; quel PRIMO PICCOLO passo é una SCELTA!

PS: ogni giorno sono indecisa.. piú che di fronte ad un bivio, mi ritrovo sempre di fronte ad una radice di possibilitá.. sono tutte opportunitá, tutte un nuovo viaggio alla scoperta di noi e degli altri attorno a noi!! E poi, l'accanimento terapeutico riservatelo ad argomentazioni di morte! Non alla vita!!!

scritto da pennellisolari alle ore 17:44 commenta    leggi commenti (1)

26.07.2007

Post e ris-post

Pubblico queste righe su richiesta dell'autore che rimane incognito
 
 
Senza nessun dovere, nn prendendoci troppo sul serio ma in fondo sapendo che da qualche parte ci ritoviamo...
L'indecisone sn anch'io. Spaccata tra quello che sn e quello che vorrei-essere.

Sempre come su un treno, a volte stiamo bene solo nel tempo del viaggio. Arrivando per poi aver voglia di ripartire. Sempre così. Quasi che il limbo fosse uno stato di grazia.

L'unica conclusione che ho raggiunto è che a volte l'accanimento terapeutico nn serve. Ho imparato a lasciare andare, a far scomparire lentamente all'orizzonte....

E come te a nascondere le fragilità e gli occhi dietro capelli arruffati e musica che entra sotto pelle.

Grazie Gio'

scritto da pennellisolari alle ore 16:54 commenta    leggi commenti (0)

26.06.2007

Paziente esitanza


Saprei non essere così, come parete avversa,
se ci fosse qualcosa che assomigliasse
a un principio di calma e d'ordine.
Solo un bisbiglio accennato perchè
se esistessere anche solo un per sempre
non scriverei di nulla e pace a tutti.
Indossi l'apocalisse delle grandi occasioni,
e parli, e dici, e farfugli, e sminuisci.
Non è acqua di fonte quella che scorre
sono solo giorni arrangiati dal sole
che di chiaro non hanno neppure il cielo.
 
E' tutta vita questa, una lettera
spesa al meglio, l'armistizio che dura
appena un alito della mezzanotte.
Quando dici basta, non basta mai,
e quando di fartela bastare non ci pensi proprio
inizi a chieder fratellanza alla pazzia.
E' così che se ne esce. Così solo.
Senza cercare alcuna porta d'emergenza.
Solo guardando dritto il muro d'avanti
chiedendo, con fiducia, di esser sabbia
per affondarci i piedi al fresco dell'estate.
 
Marlow

scritto da pennellisolari alle ore 00:56 commenta    leggi commenti (0)

24.06.2007

Forrest Gump

Mi sembra di fare la prefazione a un libro.
Dopo aver letto quanto anche voi state per leggere ho detto a lui, il mio amico: "domani so già che qualcuno mi chiederà per quale motivo non mi sono firmato". E lui: "fai un'introduzione e chiarisci che non sei tu". Insomma queste righe non sono mie. Forse le condivido. Forse, non montarti la testa minchione. E in ogni caso non è che sia un bene per te.
 
Vins
 
Forrest Gump
 

Eccomi qui, al mio primo post da nomade.
Non mi firmo, ho deciso... così sono libero di scrivere quello che voglio di chi voglio.
Uso uno pseudonimo... vediamo...
Lo Zingaro Digitale! Mi sembra appropriato.
Ho deciso di fuggire dal mio blog, da quello che in passato rappresentava.
Un blog legato fondamentalmente a lacrime, a loro volta legate a gioie e dolori.
Un blog rappresentante una storia d'amore, un bel lavoro, qualche ansia della vita.
Insomma, un blog normale.
Fabio Volo dice che non siamo destinati a scegliere. Possiamo solo decidere i momenti della vita, ma non gli eventi.
Possiamo decidere di laurearci prima o dopo, di sposarci prima o dopo, di avere figli prima o dopo, di lavorare di più o di meno.
Non possiamo decidere molte cose tipo mollare DAVVERO tutto e scappare DAVVERO in Madagascar, aprire quel ciringuito in spiaggia di cui tutti parlano, ma che tutti sognano e basta.
Siamo il risultato della distorsione dei nostri sogni. Camminiamo in una direzione e ci accontentiamo di andare dove è più facile andare, purché sia più o meno di là...
Scegliamo ad un certo punto di trovare una ragazza che ci voglia bene, con la quale stiamo bene.
Abbandoniamo invece quella là... quella che abbiamo conosciuto, quella a cui abbiamo dimostrato di essere "il meglio", quella che ha constatato che è vero, ma che alla fine non ci ha voluti.
E navighiamo nella direzione del vento. Siamo bandiere, non marinai.
Abbiamo un lavoro interessante, ma non corriamo per emergere. Tiriamo il carretto di un altro che ci ha assunti e ben pagati. Ma il carretto non è il nostro.
Ci accontentiamo di una casa dignitosa, un'auto dignitosa, un lavoro dignitoso, un vestito dignitoso.
Tutto medio, tutto omologato... purché sia comunemente accettato.
E io sono uno di quelli, che soffre quando il Forrest Gump che ho dentro si sveglia e mi chiede di correre.

Lo Zingaro Digitale

 

scritto da pennellisolari alle ore 22:47 commenta    leggi commenti (5)

20.05.2007

stella amaranto

e tu ci sei, tu sola.
 
sera pigra e silenziosa,
con una tromba cubana a scandire,
un'aria fresca di prato a profumare.
 
E' il film di noi che ci chiamiamo
ancora da distanti di cercata sorte,
il coraggio può disperdersi ora,
 
resteremo vicino al letto, un giorno,
seduti in terra o in piedi, se vorrai che sia così,
resteremo a brancolare nel buio.
 
La giostra spara dentro la stanza
ciechi fulmini impazziti, sempre,
e noi a inseguirli senza conseguenza
 
sbattiamo sulle pareti di questa nave
ci massacriamo le braccia e bagnamo la faccia
dell'ultima domanda ingiusta.
 
Qulle isole a sud, nascoste,
qualcuno giura ci siano,
ma non importa, a noi servono solo da speranza.
 
Si è aperta una finestra brusca,
lampeggia d'arancione sullo sfondo mare,
sei tu che mi riporti indietro le parole che ho perso.
 
Come sempre.
 
 
Marlow

scritto da pennellisolari alle ore 23:08 commenta    leggi commenti (1)

18.05.2007

Il nome è solo una maschera

Ciao Ragazzi,
anzitutto ringrazio Gio, Nick e Vins per avermi dato l'opportunità di scrivere qualche riga sul loro blog.
Rispetto a loro mi rendo conto di mancare in estro narrativo nel raccontro di certi momenti di vita vissuta, se non altro perchè non sono così "scoppiato". Non ancora almeno.
 
Il motivo reale per cui ho chiesto di darmi spazio è per comunicare al mondo intero che sti tre stronzi mi hanno cambiato il nome. Si, avete capito bene, una sera di tanti concerti fa, al Leoncavallo. Da allora un pò per scherzo, un pò seriamente, chiunque mi chiama col nome sbagliato. Inizialmente era una cosa assurda sentirsi addossato un nome che non ti era appartenuto per quasi trent'anni e vedere annullato l'altro, quello vero. Ormai però, dopo due anni, dopo che anche mia mamma continua a chiamarmi con il nome differente, quello nuovo, sono FELICE. Mi sento come in un racconto di Pirandello dove la maschera e le convenzioni che mi sono portato dietro per anni sono cadute. Sono libero, finalmente.
 
Grazie Ragazzi
Vostro debitore
 
Beppe Sasso  
 
p.s. a chi so io: mo capisci questa!

scritto da pennellisolari alle ore 01:45 commenta    leggi commenti (0)

07.05.2007

La 'ndrangheta e la Locride

Pallettoni e intimidazioni contro chi lavora per il cambiamento
Cosa hanno in comune:
lo scippo di una delicata indagine, condotta da un magistrato a cui viene negata la possibilità di indagare sulla massoneria deviata e su un sistema politico/mafioso di gestione delle risorse pubbliche;
due devastanti attentati contro il Centro Polifunzionale Magna Grecia del Comune di Ardore, gestito da una impresa di giovani che cercava di creare opportunità di lavoro e di aggregazione nel territorio;
i ripetuti attentati presso il Centro Giovanile Salesiano di Locri, cuore della Pastorale Giovanile della Diocesi, per impedire ad una ditta di condurre importanti lavori di ristrutturazione;
la pesante lettera minatoria recapitata nei giorni scorsi alla senatrice Maria Grazia Laganà;
le insistenti voci di sfratto della Comunità di Liberazione di Gioiosa Jonica (tra i fondatori del Consorzio Goel) da una struttura pubblica ottenuta con regolare contratto di affitto e ristrutturata ripetutamente a proprie spese, proprio nel mentre la ditta che sta eseguendo uno dei tanti lavori di miglioria viene derubata;
un clamoroso furto in pieno centro ad un bravo commerciante di materiale edile a Gioiosa Jonica, Francesco Attachi, impegnato nel sociale, e ancora altri furti ed intimidazioni in tutta la zona;
l'ennesimo pesantissimo attentato intimidatorio alla cooperativa sociale Valle del Marro, che ha provocato sgomento e ingenti danni ad una importantissima esperienza del nostro territorio.

Tutto ciò cosa ha in comune?

  1. chi viene colpito è qualcuno che, in modo o nell'altro, pone forti istanze di giustizia e/o di cambiamento o, se non altro, di resistenza;
  2. sono tutte storie di vero e proprio assedio psicologico e materiale nei confronti delle vittime designate, quasi mai atti fini a se stessi;
  3. lo Stato Italiano continua ad essere incapace di prevenire, difendere e punire tali gesti;
  4. la maggior parte mass-media italiani continuano ad essere praticamente indifferenti e
    noncuranti di ciò che avviene in questo lembo di terra; nemmeno gli omicidi vengono ormai
    resi noti nei quotidiani e nelle tv nazionali.

Avantieri l'ennesima gravissima intimidazione che conferma drammaticamente questa tendenza.
Esiste a Gioiosa Jonica una storica associazione che lavora da anni per la prevenzione della devianza minorile e giovanile: si tratta dell'associazione Don Milani, il cui presidente, Francesco Rigitano, è responsabile del locale coordinamento di Libera della Locride e si è distinto in passato per rischiose ed efficaci prese di posizione contro la 'ndrangheta locale. Il Don Milani e la vicina Comunità di Liberazione, da anni si contrappongono alla 'ndrangheta a Gioiosa Jonica e nella Locride. Da un po' di tempo l'associazione Don Milani aveva anche costruito un campetto di calcio a beneficio di tutto il territorio. Il chiosco di quel campetto viene inizialmente derubato. A distanza di pochi giorni vengono ritrovate dentro il chiosco ben 6 cartucce caricate a pallettoni poste in bell'evidenza. Il messaggio intimidatorio è chiaro, diretto, pesante e preoccupante.

Adesso è veramente troppo!!

Lo Stato dica quali sono le sue reali intenzioni?
Vuole ancora governare la nostra regione o vuole lasciare i suoi cittadini in balia della 'ndrangheta e della massoneria deviata?
Credo che ormai non si possa più ignorare che quanto sta accadendo in Calabria rappresenta una grave emergenza democratica per tutto il paese.
Chiediamo dunque un immediato e duro intervento delle forze dell'ordine che affermi chiaramente chi è l'autorità costituita nella Locride e in Calabria. Temiamo imminenti tragici epiloghi. Se non si interverrà adeguatamente riterremo il Governo corresponsabile di quanto potrebbe ancora accadere!
Facciamo anche appello alla società civile di tutte le regioni in Italia, alle amministrazioni locali, alle imprese, alla gente comune, al fine di:
far sentire allo Stato centrale il peso di una situazione drammatica,
richiamare al suo dovere questo Governo che pare ormai non abbia più tra le proprie priorità la
distruzione della 'ndrangheta e dei poteri deviati.
A Francesco Rigitano, alla cooperativa sociale Valle del Marro, all'associazione Libera della Locride e della Calabria, all'associazione Don Milani, a tutte le vittime, manifestiamo la nostra più convinta vicinanza e solidarietà; continueremo certamente a sviluppare con loro una forte sinergia e collaborazione contro il comune nemico.

Catanzaro, 2 maggio 2007
associazione COMUNITÀ LIBERE * info@comunitalibere.org *

scritto da pennellisolari alle ore 18:01 commenta    leggi commenti (0)
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