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18.08.2008
Cuba (prima parte)
Negli occhi e sulla pelle i colori e gli odori di una “esperienza piena”. Non so bene cosa voglia dire “piena”, ma ogni altro aggettivo mi sembra incompleto e retorico. Sono in aereo; nell’aereo che da cayo largo mi riporterà in Italia. 10 giorni a Cuba. Giusi (la mia compagna di avventure in giro per il mondo, nonché la mia somigliantissima-ohè!- gemella) ed io. Il volo di andata?beh, entusiasmo per la nuova avventura, desiderio di vedere tutto, curiosità, voglia di spensieratezza, ma anche stanchezza(14 traslochi e relativi trasferimenti in giro per Italia ed Europa in un anno hanno sfibrato anche me!). Tanta. E poi…la paura, la paura di stare con me stessa troppo a lungo e riscoprire lati sopiti che da troppo tempo non si fanno sentire. Mah si, take it easy: buttiamo i dadi e vediamo cosa vien fuori! Arrivo in aeroporto di sabato sera: mille cubani in attesa di parenti in arrivo ci osservano delusi di non riconoscere al nostro apparire i volti di chi aspettano. Caldo, umidità e ODORE D’ESTATE tra le valigie, gli autobus, la gente disordinata. Si, l’odore dell’estate di Bisceglie: quando non si respira e si suda solo nel muovere le ciglia. 4000 Km di distanza, ma cosa c’è di strano? I Sud del mondo si somigliano! Eccoci, io e Giusi con Cristina e Christian (C&C), una coppia appena conosciuta, che in un bugigattolo di stanza a pian terreno di un palazzo fatiscente “stile Scampia” in una viuzza dell’Habana vecchia contrattiamo per una scatola (per essere sinceri 2!) di cohiba “gentilmente sottratti” ad una fabbrica cubana di tabacos. Se ci sai fare, puoi pagarli 1/6 di quantoi li pagheresti in un negozio governativo…ed io , viva la modestia!, in quanto a contrattazione sembro una massaia al mercato! Ma come ci siamo arrivate là?? Beh ovvio …seguendo Alessi: un marcantonio di cubano con i denti d’oro (sembra sia molto cool da quelle parti!) incontrato in calla Obispo. Lui ci porta nella nuova bodeguita e ci fa firmare sul muro, secondo tradizione, poi dice di conoscere uno che vende “roba buona” e non foglie di banano…m sembra di essere una tossicomane mentre lo seguo a distanza (per non far insospettire i soldati ad ogni angolo) e mentre varco la soglia della “tana” dello “spacciatore”piantonata dal “palo”di turno. Il balletto nazionale al Teatro dell’Habana. Ci siamo capitate più o meno per caso: mentre camminiamo con C&C verso il Capitolio, Raphael, uno che lavora al teatro, ex ballerino, attuale cocainomane e di una eleganza molto…come dire…femminile ic propone i biglietti: 20 cuc per turisti. Negoziati per la metà ed eccoci, Giusi ed io in platea di domenica pomeriggio a guardare il balletto nazionale da quasi perfette cubane, troppo bianchicce per essere credibili come autoctone! Leggiadria,grazia, originalità…bravo Raphael, buon consiglio!! In coco taxi (motoretta con 2 posti dietro coperta da una sorta di noce di cocco) alla conquista dell’Habana, con autista pazzo che strombazza a tutte le auto che osano sorpassarlo e, soprattutto, a tutte le prorompenti cubane che sculettano per la città…ci manca solo che impenni con quella discarica ambulante!mamma mia…diciamo che le marmitte catalitiche lì non sanno neppure cosa siano!!! (Continua...) Giulia
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