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Nick, Vins e Gio presentano un'energia alternativa, sostenibile e qualche volontario inciampo in sprazzi d'arte e poesia
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29.09.2008

I Dialoghi di Msn

Lei è una mia amica di lunga data con la quale costruiamo spesso su msn discorsi sull'infinita questione della relazione uomo/donna.

Quella che segue è una mail che mi ha mandato a conclusione di una discussione e mi è sembrata interessante da pubblicare.

L'anonimato e i nomi di invenzione sono una sua richiesta.Rispettata.

Gio

 

 

Non esistono regole nell’amore, tranne 2:

           fai quello che vuoi fare;

           non fare male a nessuno, se puoi.

Non è questione di innocenza, non ci vuole niente di più.

Come nella vita: per essere felici, fai quello che ti va di fare.

La felicità, dunque, in amore è quando quello che vuoi fare, coincide con quello che vuole fare l’altro. Una coincidenza di desideri.

Ma un conto è la felicità, in amore; un altro è l’amore.

L’amore in sé è una scintilla, una morsa nelle viscere, e si esprime nell’estendersi all’infinito, dentro l’altro, dentro a cercare i suoi desideri, e innamorarsene…

Io non sto provando questo genere di amore, per Filippo.

Cos’è, allora?

La negazione di me stessa. Dolore. In nome dell’amore.

Bella roba.

Si può fare molto di più, in questo mondo, e io sto qui a declamare invece di vivere e gioire.

Se ne fossi capace, non esiterei: sceglierei vivere.

Invece finora qualcosa di superiore ha deciso per me, qualcosa che non posso controllare.

Ma prima o poi smetto: inevitabile, prima o poi l’amore arriva, ma sul serio però. Non posso immaginare niente di diverso, per la mia vita.

E allora, abbandonerò questo sogno inespresso, anzi, peggio: lo dimenticherò, non lo sentirò più pulsare, una mia piccola creatura lasciata morire.

Me ne dimenticherò, quindi non mi farà male. Semplicemente addio.

Ebbene, QUANDO? Dipende tutto da me? Posso fare ragionevolmente qualcosa, a parte saperlo?

 

Mi do il voltastomaco, mi do fastidio, questo melense romanticismo fine solo a se stesso, niente di bello che ne venga fuori. Niente, rispetto a quello che potrebbe essere, diversamente.

 

Dispiace anche perché è uno spreco…ma che ce voi fa’? Siamo sempre alle prese con quelle cose che non si possono controllare.

“Volere è potere”. Ma va’!

 

Divento pazza. Oppure, per sempre negata, a declamare. Ma questo non lo posso proprio immaginare per la mia vita, che noia…

Ecco sì, mi sto annoiando, mi do noia. Considerando che il resto intorno mi fa più o meno lo stesso effetto…diciamo che non è particolarmente divertente la vita ora.


Ok, facciamo che dipende tutto da me.

Basta fare la sfigata, basta spendere energie nel vuoto, basta spalancare porte a vento freddo. Ora è tempo di volere, avere.

Tu non ce la fai a vedere quello che vedo io, perché non ci arrivi, perché sei diverso, perché no, chissene del perché, non c’è, non ci sei, non esistiamo, non esisteremo.

Fine dell’episodio, fine della saga.

scritto da pennellisolari alle ore 11:55 commenta    leggi commenti (32)

25.09.2008

La cultura nel fine settimana barese

Per chi vive nella provincia del Capoluogo di Regione Pugliese, ovvero BARI per i leccesi in ascolto, e volesse distruggersi di eventi culturali, vi propongo una serie di appuntamenti.

Il primo e più importante, visto il patrocinio della Presidenza della Repubblica, è con “I Dialoghi di Trani”: una serie di incontri con scrittori, registi, filosofi, scienziati nel fascinoso centro storico di Trani.

Tra i vari eventi del calendario ( http://www.idialoghiditrani.com/page.php?idMenu=3 ), vi segnalo:

 ·        Venerdì 26 settembre:

ore 21.15  Cortile centrale (Castello)
Barbari. Saggio sulla mutazione”
Incontro con Alessandro Baricco
presentano Maria Ida Gaeta e Oscar Iarussi
 

·        Sabato 27 settembre:

ore 20.30  Sala Federico II
L’illusione del bene”
Cristina Comencini

a colloquio con Costantino Foschini
 

ore 21.30 Sala Federico II
Nine poems and more
Reading di John Giorno
 

·        Domenica 28 settembre:

ore 21.00  Sala Federico II
Trame e poteri tra letteratura e attualità”
Incontro con Carlo Lucarelli
presenta Enrico Valenzi
 

Io andrò a tutti questi appuntamenti; chi volesse aggiungersi, possiamo organizzarci con le auto. 

Secondo appuntamento per il fine settimana è a Molfetta, Domenica 28, nello spazio autogestito “Le Macerie” ( http://www.myspace.com/lemacerie_baraccheribelli )con la “Fiera delle Autoproduzioni”, nella quale produttori di ortaggi, formaggi, olio, cd, felpe… insomma di tutto, vendono o barattano (a scelta) i propri prodotti. Il tutto condito da musica, teatro e spettacoli vari. 

Infine, per chi non ne avesse abbastanza, Venerdì 26 alle ore 19:00 presso la Sala convegni del Centro Capputccini si terrà l’incontro dal titolo: “Verso un’economia sostenibile: l’esperienza di Banca Etica nel Mezzogiorno”, nel quale verrà presentata la realtà dell’unico istituto di credito italiano il cui statuto è fondato esclusivamente su principi etici e le cui attività sono, tra le altre, microcredito, finanza sociale, agevolazioni per gli acquisti di tecnologie energetiche basate su fonti rinnovabili. 

Uomo avvisato, donna pure.
Fatevi sentire. 

Gio

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scritto da pennellisolari alle ore 09:53 commenta    leggi commenti (38)

23.09.2008

Una serata di gran Glass

E' noto che Milano sia una miniera di iniziative ed eventi, basta scavare per qualche metro senza pala o dinamite, ma con buona volontà, qualche sito giusto o le persone del 'giro' e sei stracolmo di possibilità più o meno culturali (vedi post del 5 Settembre). E' anche noto che la mia voglia di partecipare è altrettanto assetata quanto un dromedario senza scorta, una frenesia che mi inebria tanto da esserne abituato, un alcolista di frnte al suo primo eterno bicchiere nel solito bar. L'abitudine prende il sopravvento, l'abitudine, brutta bestia persino quando ci si abitua a cose belle...anche le emozioni possono relativizzarsi ad uno standard piuttosto alto. Per fortuna c'è un pizzico di creatività che mi salva.

Ne sono passati di biglietti tra queste mie dita, centinaia di timbrini siae mi hanno fatto conseguentemente diventare un fruitore professionista di cultura. Ma questa volta con i biglietti in mano il pre-evento si fa sentire come un tempo e nessuna traccia della 'sindrome dell'abitudine'.

Lo sguardo di chi mi guarda è tipico di chi pensa "Chi cazzo è questo ?!?"...e la reazione che hanno tutti quando dico che vado al concerto di Philip Glass. Non lo conosce nessuno, non è possibile. Arrivo a pensare che il teatro degli Arcimboldi sarà vuoto, che il solo mio applauso rimbomerà nella sera, magari Philip Glass ci resterà anche male....penserà "i soliti Italiani". La mia perversione mentale svanisce leggendo l'articolo sul Corriere: tutto esaurito, ed almeno non sono l'unico pazzo che ha speso dei soldi per un apparente sconosciuto. In realtà c'è persino chi ha preso il biglietto di uno sconosciuto e non è neanche venuto a Milano (biglietto prontamente ceduto per una serata in piacevole compagnia).

Sono seduto su una poltrona rossa con la mia giacca a quadri e gomitiere poggiata sulle gambe, avvolto dalle note....le parole di Leonard Cohen fanno solo da contorno.

Nick

scritto da pennellisolari alle ore 22:16 commenta    leggi commenti (24)

22.09.2008

Estate da amare, estate da odiare…

Ciao ragazzi, sono sempre Mino The Voice, che al suo secondo pezzo su Pennelli Solari si auto elegge Guest Star del sito Pennelli Solari.

Scorrendo l’attuale home page, ho letto due interpretazioni coinvolgenti e contrastanti della stagione estiva, e mi son chiesto come mia abitudine da che parte fossi, vista la mia innata propensione a schierarmi.

Premesso che io preferisco la primavera, più sensuale, più sussurrata con le sue temperature più miti, la campagna che si veste di fiori, le giornate che si allungano in attesa dell’estate che arriverà, un po’ come la festa leopardiana del sabato del villaggio.Innegabile che l’estate, quando arriva arriva e ti travolge quando ancora stai lavorando, e la bestemmi in aramaico quando l’abitacolo della tua macchina parcheggiata sotto il sole cocente segna 50° e il climatizzatore ti buca lo stomaco nella speranza di riportare la temperatura all’optimum per la specie Homo sapiens sapiens.

Ad un certo punto ti chiama la responsabile delle Risorse Umane e ti dice che hai delle ferie vecchie che devi prendere per forza ecc.ecc…. e vai!!! Quattro settimane dico quattro!!!

A quel punto sei di fronte a un bivio che di poetico ha molto poco: parto o non parto. Ma quali sono i fattori che fanno pendere la bilancia da un lato o dall’altro?

1)      propensione al viaggio del singolo

2)      propensione al viaggio della coppia (per chi è accoppiato)

3)      situazione finanziaria di lui

4)      situazione finanziaria di lei (o collimano o ci possono essere seri problemi nel momento in cui uno dei due decide di partire da solo per 4 settimane).

Scherzi a parte credo che ormai sia tutto parte di un grande copione in cui ognuno di noi recita la sua parte, in cui ci sentiamo completi e parte integrante del sistema solo quando all’ultima settimana di luglio, alla fatidica domanda “quando parti e dove vai” siamo in grado di dare una risposta strabiliante con una meta mozzafiato, salvo poi all’ultima di agosto, alla stessa persona che ci chiederà come è andata, sapremo descrivere una vacanza fuori dal normale.

Quando invece tutto ciò non si verifica, e ciò può essere per soldi come scherzavo prima, ma anche per problemi più seri, di famiglia o di salute, ci si sente esclusi da questo sistema “mangia-persone” che se ti escludi fa di tutto per farti sentire più escluso, e allora l’estate la vorresti odiare.

Lodevole l’iniziativa di Maurizio che quest’anno, come chi scrive, ha snobbato il ferragosto fuori (mi avevano proposto una Gallipoli iperaffollata a ferragosto a cifre che ti puoi permettere un resort ai tropici in altri periodi), ma forse noi possiamo permettercelo perché nel corso dell’anno facciamo sempre qualche viaggio in più della media, e possiamo permetterci il lusso di riscoprire Bisceglie d’estate, da vivere con i nostri amici di sempre, o con la tua donna o con chi vuoi, sperando sempre che il Signore ci dia la salute e i soldi.

 

Pragmaticamente vostro, Mino The Voice ®

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scritto da pennellisolari alle ore 10:36 commenta    leggi commenti (42)

19.09.2008

Ho provato ad essere breve ma c'è troppo da dire

Caro Vins,

Ho provato ad essere breve ma c'è troppo da dire.

Se non fosse che il mio nome comincia per O mi sentirei chiamato in causa dal tuo post. Eppure mi viene di sentirmi parte in causa perchè io il Risiko lo amo come gioco, lo amo per le strategie, ma non può essere la mia vita perchè si gioca tutti contro tutti e io invece, seppur sul campo ci sia da solo nella mia postazione, ho troppi feed back e amici con cui condividere il grande gioco della vita per pensare solo a me, e poi, cosa ancora più bella, NON HO NEMICI!!

Quando leggo di tirare i dadi e rischiare tutto mi ritornano in mente le gambe che tremano, la voce che s'impasta e la sudorazione anomala dei primi appuntamenti, del capire cosa dire quando il cervello decide di ingolfarsi e soprattutto di capire quando dare il primo bacio.

MI viene da sorridere perchè la risposta è nell'OBBIETTVO scritto in basso nella foto del tuo post: ANNIENTARE LA PAURA!!! ed in quei momenti c'è n'era tanta.

Con l'età si acquisisce più sicurezza ma i sentori si affievoliscono solamente. Scendere in campo a tirare i dadi anche quando un solo cararmato ha intorno 300 nemici mi carica come fossi uno spartano nel film 300. Io nel difficile dò il meglio di me, forse anche per questo ho smesso di fare il dipendente. Purtroppo devi trovare uno sfidante degno, capace di rischiare come stai facendo tu, di dire ok, lascio la via vecchia e mi butto nella nuova perchè tanto se la vecchia la conosco e non và così bene è inutile che continuo. Io a mio tempo credevo che le vie vecchie potessero cambiare e le cose migliorare e mi ostinavo. Oggi troppo spesso non comincio neanche a percorrere una strada se non risponde a determinati canoni. mA nessuno può insegnare a nessuno, così se capiterà tirerò i miei dadi e se di notte 2+2 dovesse fare 5 vorrà dire che ti avrò regalato quello che da tempo ti chiedo di regalarmi...

Non ho nemici perchè al massimo ho CONCORRENTI, ma ho il piacere è l'umiltà di ammirarne la maestria e la tecnica, perchè dalla sfida si imparano le cose più belle, quelle che fanno crescere. Peccato che poi mi vien voglia di tornar bambino ed allora torno a dire che me ne vado in Australia per un pò. Imparo il rispetto di quello che chiami nemico da 2 film (l'ultimo Samurai e Fearless) e da mio padre.

Comunque si tratta solo di un giro di tavolo o di riapparecchiare la tavola. A me i soliti cararmati rossi, così non li sporco del sangue del CONCORRENTE e così saprà che non ho bisogno di nascondermi per andarmi a prendere il suo territorio. Se è più bravo a lui la vittoria, ma se non lo è che si prepari alla disfatta.

Poi per quella che è la mia ideologia nel cannone del cararmato ci posso mettere solo fiori e poesie. Non quelle di Gio che non funzionano. Posso cospargerli di sogni e di tutte quelle milioni di cose, esperienze ed emozioni che riempiono la mia vita tanto che ha volte non mi riesce neanche di dormire per quante sono. Stà poi all'altro 2 coglierne o meno l'opportunità. Ripeto: Non si può dire a nessuno come vivere ma si può scegliere di credere ai colpi di fulmine e di vivere di una felicità delirante.

oiziruaM

PS: per chi se lo fosse perso:

scritto da pennellisolari alle ore 09:37 commenta    leggi commenti (48)

17.09.2008

Emme e i dadi del Risiko

Non è sepre facile, mentre giochi a Risiko, decidere se vale la pena continuare a tirare i dadi per conquistare un territorio o se forse ti sei già fatto abbastanza male da passare il turno e chi se ne frega se  avrai una carta rinforzi in meno.
Quello che tutti sanno è che il Risiko è un gioco di strategia. Quello che pochi considerano però è che, schemi d'attacco a parte, l'elemento fortuna è fondamentale. Fortuna significa che la tua e quella del tuo rivale che tira i dadi devono andare in due direzioni opposte. E su una cosa come questa la statistica può dare una mano ma il culo aiuta certamente di più.

Sabato sera, dopo una delle celebri cene a casa di Nick con fonduta frutta e cioccolata finale, per votazione unanime (si, insomma, il mio voto valeva almeno 4) il verdetto è stato: "non si esce più, partitona a Risiko". E' iniziato tutto con il mio "voglio le armate BLU e non ce n'è". E armate BLU sono state... Pesco la carta obiettivi e scopro nella più scontata delle coincidenze simboliche che la mia missione è: Sconfiggere le armate Blu. Certo, ce n'è sempre una alternativa in questi casi, ma è interessante se ci pensate. Avrei dovuto distruggere me stesso.

Che poi non è che non ci abbia provato in tutti i modi a farlo e anche con discreti risultati visto che sono stato il primo a sparire dal tabellone di gioco nonostante tutti i miei calcoli e la ditribuzione studiata dei cararmatini.

Fanculo Risiko e fanculo la strategia che m'ha tenuto sveglio fino alla completa e assoluta debacle dell'una e mezza di notte.

LA MORALE
Ora, è chiaro che questa storia non sia certo la cronaca del sabato più emozionante della mia vita però mi serve per ricordare a qualcuno, qualcuno che non nominerò perchè così tutti possiate sentirvi coinvolti, che: - se a un'ora inconcepibile della notte sei ancora in giro con la donna di cui ti sei perdutamente innamorato tira sti cazzi di dadi rossi d'attacco perchè, se fai ancora il cretino e passi il turno, finirai per autodistruggerti. Dì addio alle strategie. Tira i dadi. Magari ti va di culo - .


Vins


scritto da pennellisolari alle ore 11:15 commenta    leggi commenti (89)

15.09.2008

Caffè Del Mar, in vendita

Purtroppo, come spesso succede, ci sono luoghi speciali che non sono riconosciuti come tali dalla “massa”; un bar, però, ha bisogno di un certo numero di clientela per sostenersi, altrimenti dopo un po’ chiude.

In una piazzetta intra moenia di Bisceglie, a dieci passi dal porto, si trova uno di  questi  posti: il Caffè del Mar.

Sabato scorso ero seduto ad uno dei tavoli esterni e, mentre mangiavo un pezzo di focaccia “patate e pomodori” e sorseggiavo una localissima Peroni, Rosa (colei che gestisce il bar) mi deliziava con una bossa nova del poeta De Moraes.

E cosa potevo fare io, se non mandare un sms al mio cugino ibernato in quel di Mosca, Lello per i neofiti? E sfotterlo per esser li a gustarmi quella porzione di piacere, io e le accoglienti mura biscegliesi?

Bene, quest’angolo di bellezza cerca un nuovo padroncino, visto che Rosa è un po’ stanca di combattere contro i mulini a vento indigeni.

Chiunque fosse interessato a mostrarsi meno pavido dei soliti operatoni (NON è un refuso) del turismo biscegliese, riporto la breve nota da rubrica “AAA…”:

 

Il Caffè Del Mar a Bisceglie sul porto turistico è in vendita! Il locale è tutto a norma europea,ha un'attrezzatura efficiente. E' un locale molto caratteristico e particolare. Il costo dell'affitto è davvero bassissimo,irrisorio. Posti interni 22, posti esterni 70. Prezzo molto interessante,trattativa privata. contattare Mirò 329.1644416

 

Gio

scritto da pennellisolari alle ore 14:37 commenta    leggi commenti (21)

12.09.2008

I will...

Una sera dovresti andare al cinema, o forse restare a casa perchè sei stanco. O forse sentire se Maurizio è tornato dalla terra santa con un paio di miracoli come souvenir... Provi persino a capire perchè il tuo migliore amico continua a chiamarti al numero del vecchio ufficio anzichè cercarti al cellulare. Ma niente, ognuna di queste cose ti rifiuta.

Finisci nel solito palasharp, con la solita birra in mano come preludio di un panino con la salamella. Seduto su quelle sedie azzurre dove sei già stato scomodo tante altre volte. Sul palco Petra Magoni e Ferruccio Spinetti. La voce fuori ti urla pure dentro. Ti dice chiaramente una cosa: che sopravviverai. Sopravviverai alle pioggie che arrivano, agli scazzi con qualcuno che ti sta attorno, al lavoro che ti rincoglionisce e ti ammazza, alla Nintendo Wii e a un'idea che ancora non è giunta a essere chiara nella tua testa. Sopravviverai.

Vins

scritto da pennellisolari alle ore 10:48 commenta    leggi commenti (16)

10.09.2008

Un’estate sul campo circondato da amici

Bisceglie, 20 agosto 2008

  

Una finestra aperta, la stessa che da 31 anni guarda la pineta della villa al mare dove trascorro l’estate dallo stesso numero di stagioni, un lettore cd recuperato da mio fratello in chissà quale sottoscala, un cd nuovo che non può che farmi pensare anche a Vins e al blog, e una serie di pensieri ed emozioni tanto intense che non provavo dai tempi della laurea. La luce del comodino illumina la stanza di un “giallo accoglienza” e da quella finestra entrano fresco e silenzio, se non fosse per i grilli che si son dati il cambio con le cicale da un’oretta o poco più.

Avevo avuto qualche invito quest’estate. Diversi posti, differenti amici, diversificate esperienze possibili, innumerevoli nuove storie da poter raccontare o forse nessuna, ma eccetto qualche viaggio di lavoro e una Londra da mia cugina neomamma e un 3 giorni sardi per la gara nazionale di surf, avevo rimandato tutto. Anche la California era stata avvisata che avrebbe dovuto aspettarmi, troppo popolata da italiani e concittadini in questi mesi caldi. Doveva attendere anche perché un amico che aspettavo dal 2004 a ripopolare la mia estate, era tornato a suo modo all’età in cui l’avevo conosciuto, quando temerario e debole, sfoderava la sua spada e la sua audacia nelle notti d’estate per non mostrare il fianco debole e ferito. Gliela dovevo quella estate Bis che avevamo sognato negli ultimi anni. Una sorta di rivincita o di sogno di ripetere o recuperare estati di gioventù.

 

La California l’avremmo ricreata nella cosiddetta “California d’Europa”, nonché la Puglia, e io il colpo me lo sentivo quasi fossi un esperto giocatore di Baccarà, me lo sentivo che stava per arrivare e che buono o brutto che sarebbe stato, avremmo giocato la nostra partita uscendo a testa alta dal campo, lottando, come mi gridava Luca quando eravamo sfiniti ma inarrendevoli, con “Cuore e Coraggio”. Ed io non potevo deludere, e lui non avrebbe deluso, lo sapevo, anche se temevo l’età ci avesse cambiato. L’età non cambia chi ha voglia di continuare. Questo mi ha dimostrato in campo quell’amico, anzi me lo hanno dimostrato quegli amici che sono venuti con me sulle note di “Kid Rocks – All Summer Long” a giocarsela questa estate sulle spiagge, nei pub, tra le onde, sotto il sole che si guardava con la luna, con le scarpe aperte e una camicia nuova per farci sentire ancora pronti a quest’altra impresa. Tanto che oggi non so se fù più bella quell’estate del ‘04 o questa nuova fatta di batticuori e nuove scoperte. Io che allora mostrai il mio fianco debole e caddi in battaglia, battaglia d’amore impari ma combattuta, io che oggi con un battaglione di amici sto vivendo una delle estati più belle e intense che abbia vissuto. Può darsi ce ne saranno altre, diverse e più o meno spettacolari, può darsi che questa sia l’ultima a nostro modo per tutti, ma di certo abbiamo creduto di essere invincibili per l’ennesima volta, almeno insieme e l’abbiamo dimostrato a chi ci ha incontrato. Non importava quale fosse lo scenario, noi ci siamo stati sempre e da protagonisti. Pochi titolari, molti gregari, cuore nelle spalle e fiato nei polmoni, una birra in una mano e il cervello a liberare la fantasia. “Che la luna ci aiuti anche questa notte” sospiravamo e aspettavamo che si andasse a nascondere ogni notte prima di tornare a casa. Ho pensato che l’estate del 2004 non dovesse finire, mi ritrovo a continuarla nel 2008.

 

Ci sarà pure un modo di non amare l’estate? Ci sarà pure un modo per non legare così con le emozioni che in essa gli amici sanno regalare? E ci sarà soprattutto un modo per non legare tutte quelle emozioni a 2 occhi e tutto ciò che ne deriva. Comunque sia, Noi c’eravamo e se ci fosse qualcosa da scrivere a fuoco sulla pelle in questi giorni scriverei: “Grazie amici! Grazie a Voi!”

Che la magia continui a fare il suo lavoro, a noi l’audacia di continuare sulle nostre strade legati da sogni, battaglie, illusioni, emozioni, e quanto altro la vita ci possa ancora regalare. Noi non aspetteremo. Andremo a prenderlo! Qualsiasi cosa essa sia, qualsiasi cosa comporti. Qualsiasi sia il suo prezzo. Contateci pure! E dal 1992 che insieme a loro scorazzo, ed ogni anno un nuovo cavaliere arriva, qualcuno va via, qualcuno torna. Intanto i moschettieri ci sono sempre e oramai se ne aggiunge un quarto. Nel ’97 avevamo capitani. Nel 2004 avevamo pescatori, nel ’95 disseminammo stragi di gyn, ed ogni estate lasciammo un segno da raccontare, aneddoti e storielle che le nostre compagne continuano ad ascoltare stanche perché purtroppo ricordiamo solo le più eclatanti. Le altre le teniamo per noi e un po’ le nascondiamo. Che qualcuno non pensi sia per noi arrivato il tempo di ricordare. Abbiamo ancora da dare e ancora da scrivere e gesta da compiere, e nuovi amici non ci bastano mai. Che abbiano solo il cuore per venirci in campo a bagnarsi la maglietta di sudore e di tenere alta la testa per sapere sempre che succede intorno. Nessuno si senta escluso. Grazie ancora, a chi in quest’estate a giocato al mio fianco.

 

oiziruaM

 

 

scritto da pennellisolari alle ore 16:23 commenta    leggi commenti (16)

08.09.2008

Odio l'estate

Sei più idea che carne.

Sei un’immagine che si dissolve

come il sole al tramonto

si lascia inghiottire dal mare.

 

Non sei reale.

Non sei l’alcol versato sulla piaga

che brucia piuttosto che mondare.

Non sei vivida.

 

Come le attarantate invocano, pagane,

la liberazione del Santo

così attendo la fine della stagione,

anelando il respiro.

 

Gio

scritto da pennellisolari alle ore 10:53 commenta    leggi commenti (26)

05.09.2008

E-Venti a 40 Nodi

Rientrato a Milano con la valigia piena di idee per cercare di sfruttare la città fino in fondo; fino a consumare anche l'ultimo briciolo di energia residua pur di dissetare la quella voglia di scoprire cose nuove e partecipare a piccoli e grandi eventi, quel prurito intellettuale che più soddisfi e più si fa sentire.

 

Questo finesettimana sono stato a Ferrara per il Buskers Festiva (Festival degli artisti di strada). Un evento unico che consiglio a tutti. Un città che si riempie di fantasia e creatività con musicisti, clown, giocolieri....

Nick

 

 

Per i prossimi giorni voglio segnalarvi alcuni eventi degni di nota (soprattuto per che abita in Lombardia):

 

Festa della letteratura

3-7 Settembre - Mantova

Mantova si riempie per cinque giorni di incontri con autori, reading, spettacoli, concerti. Appuntamento da non perdere per chi ama la lettura e per chi è semplicemente curioso e sa di poter incontrare scrittori, musicisti, attori per le vie e le piazze della città.
www.festivaletteratura.it/2008/programma.php


Folk Festival

6 e 7 Settembre – Suisio (BG)

Festival di musica Folk in una vallata tra Milano e Bergamo. Sin dal pomeriggio è possibile imparare danze di tutta europa (danze del sud Italia, irlanesi, occitane, tedesche...) per poi mettere tutto in pratica nei concerti serali.

www.isolafolk.com/newsite/categoria.php

 

Festa Democratica di Milano

28 Agosto - 22 Settembre
Ha perso il nome ed un po di affluenza, ma per me rimane la Festa Dell’Unità. In quella di Milano c'è un bel programma, peccato che un bel po’ di concerti sono a pagamento. Tra i prossimi concerti segnalo il quello gratuito di Petra Magoni e Ferruccio Spinetti (Giovedi 11 Settembre)

pdmilano.org/home

 

Festa Del Cinema

15 e 16 Settembre - Milano

Nei cinema di Milano, film e avvenimenti a soli 2 Euro!

www.lombardiaspettacolo.com

 

Milano Film Festival

12-21 Settembre - Milano

Un bell’evento per chi ama musica e cnema.

www.milanofilmfestival.it/2008/programma.php

 

MITO

1-30 Settembre - Milano e Torino

Una maratona di musica (soprattutto classica) di alto livello tra Milano e Torino. Molti appuntamenti gratuiti; quelli a pagamento sono abbordabili.

Segnalo lo spettacolo di Philip Glass (Book of Longing) basato sull'opera poetica e su immagini di Leonard Cohen (15-25 Euro).

www.mitosettembremusica.it

 

Josef Koudelka. Invasione, Praga '68

Fino al 7 Settembre - Spazio Forma, Milano

Fotografie dell’invasione di Praga (tra cui molte inedite) realizzate dal grande fotografo Josef Koudelka nel 1968.

www.formafoto.it

 

scritto da pennellisolari alle ore 11:36 commenta    leggi commenti (9)

03.09.2008

Controesodo

Alla faccia del rientro morbido. Della ripresa per gradi. La scorsa settimana ho lavorato tante di quelle ore che se alla fine mi pagassero gli straordinari (e non me li pagano) potrei andarmene in ferie un'altra settimana già a partire da domani. Potenza di un lavoro che fai per passione. T'incula sempre. Questi sono i giorni in cui barcollo un pò perchè penso alle vacanze. Si, in realtà dovrei chiamarle ferie come fanno tutti i lavoratori ma un pò mi sta sul culo questo termine perchè mi sa tanto di ora d'aria, libertà vigilata o permesso premio perchè hai fatto il bravo. E invece dovrebbe essere una libertà meritata perchè la tua vita non è di nessun altro se non tua e forse sarebbe più giusto e naturale potersela respirare più spesso 24h al giorno invece di sudare per un anno per ritagliarsi una minuscola oasi di felicità.

In questo inizio settembre monta la nostalgia di quella libertà di qualche giorno fa. E la mancanza non riguarda neanche tanto il mare, nel senso che quella è d'obbligo e comunque si spalma a rate anche nel resto dell'anno perchè, come sa chi ci è cresciuto, il mare è un'idea, non è mai solo l'acqua in cui nuoti d'estate. E di un'idea avrai sempre nostalgia, perchè è perfetta e splendente tutto l'anno. La mancanza, quella più seria invece riguarda ciò che ho riscoperto durante i miei 20 giorni filati. Me.
Quello, spoglio di tutto, quello che a volte quasi dimentico. Con i miei tempi senza costrizioni, il mio sorriso senza doveri verso nessuno, i miei pasti senza occhio al partafoglio, il mio viso disteso in tutti gli specchi in cui mi guardo.

Poi ritorno. In un controesodo che sa tanto di giorno dell'interrogazione di matematica. E dall'istante in cui rimetto piede nella gabbia dei doveri mi attacco a tutto pur di dimenticare di essere stato, per qualche giorno, un uomo libero e senza nome. Mi attacco ai concerti della festa dell'Unita (che poi quest'anno qualcuno l'ha ribattezzata Festa Democratica). Ai fuoriporta del sabato e della domenica. Al torneo di Calcetto con la sua sfilza di pizzate al traino. Alle sere a teatro e al cinema. E ai minuti sulle scale d'avanti al Duomo aspettando qualcuno che vorrebbe tanto sentirsi dire: molla tutto e andiamo via. E a volte mi attacco e basta.

Come sempre vivrò tante cose che, immagino, renderanno più bella e ricca la mia esistenza ma so che si tratterà dell'altro modo, quello più faticoso, di cercare tutto quel bello che avevo già trovato nell'aprire gli occhi una mattina d'agosto  ritrovandomi a fare l'amore con il respiro stessa della mia vita. Ma forse è così che deve andare no?!


Vins

Per quelli che dopo ogni estate sono qui. Per Lello che forse già trema. Per Giò che macina più chilometri ora che è tornato a casa da Milano di quanto facesse prima in giro per il mondo. Per Nick e Saverio che ce l'hanno nel sangue. E per Maurizio che in questi giorni è in preda al delirio da vita e si chiede addirittura se partire sia una risposta o un'altra domanda dell'elenco. 

Per tutti quelli ancora pronti ad andare.

scritto da pennellisolari alle ore 09:55 commenta    leggi commenti (26)

01.09.2008

Come un quadro di Dalì

Il vento tiene in tensione fili d'erba in un parco, è una brezza che attraversa la città; porta l'eco di qualche isolato rumore risonante tra le mura fatiscenti a dissolversi in riva al mare dove l'acqua cristallina abbraccia la bianca sabbia delle spiagge ricca di occhi ammalianti. Cinque ragazzi sullo stesso prato seduti tra un albero secolare e la voglia di raccontarsi la vita. Alle spalle il richiamo di danze popolari che avanzano con l'impressione di voler scuotere l'antica terra per farne uscire tradizioni autenticamente meticce.

E' una delle immagini ricca di elementi che ho impresse di queste vacanze, un quadro di Dalì, un ricordo distorto dalla voracità del tempo d'estate, un pomeriggio trascorso in un parco di Cagliari ballando scalzi musica tradizonale.

Quest'anno ho scoperto la Sardegna, non tanto quella delle coste notoriamente incantevoli, ma quella delle tradizioni di una isolaneità orgogliosa, ricca di cultura e tradizioni (...anche culinarie).

Nick 

scritto da pennellisolari alle ore 09:24 commenta    leggi commenti (23)
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