Parole lette su un PC del sabato pomeriggio in una primavera piovosa milanese, assumono una conformazione diversa. Mi emozionano. Sembrano quasi non appartenere alla fragilità di un bicchiere di cristallo ed al tempo trascorso in 'abbandonato stand-by' in attesa che qualcuno o qualcosa riuscisse ad avviare un processo emozionale. Frasi mature e sentite, lette e rilette. Ma è impossibile per me non farmi coinvolgere, la freddezza non fa per me. Quando le cose mi coinvolgono divento una 'spugna di emozioni' e persino un paesaggio o lo sguardo di un bambino non mi lasciano indifferente. Il mio umore spesso si modella su un passato più o meno remoto di cui neanche io so capirne le provenienze. Le persone sensibili vivono la vita nelle emozioni (positive e negative). Ma a volte conviene essere impermeabili.
C'è chi dice che quando hai dei pensieri in testa e non riesci a sbarazzartene cerchi qualcuno che ti aiuti ad estirparli e che ti dica che il mondo è bello e che sono i tuoi occhiali sbagliati.
Racconti che mi prendono, mi incuriosiscono, mi fanno riflettere. La strada della vita è molto lunga, concreta, vicina al modo che viviamo. Bisogna avere la fortuna e l'intuito di salire sui treni giusti, cambiare mezzo se necessario, l'unica cosa sicura è che si arriverà a destinazione. Quale, però non è dato saperlo.
Vi segnalo questo evento per due motivi: uno perché l’idea è molto interessante e l’altro perché ci sarò anch’io.
Gio
Si terrà venerdì 27 marzo presso l’Hotel Salsello, il primo “Festival della Gioventù”, iniziativa d’interclub che vede coinvolti Rotary International e Rotaract Club Bisceglie.
A partire dalle ore 20, presentati dai presidenti Rotaract Massimo Cassanelli e Rotary Pasquale D’Addato, sfileranno in rassegna i giovani biscegliesi che sfidano gli stereotipi del “bullo” e “bamboccione”, dando il massimo ogni giorno.
A questi giovani “straordinari nell’ordinario” che ogni giorno si impegnano nel lavoro, nel volontariato, nella cultura, nell’arte… i due clubs “di servizio” offrono così un momento di visibilità e dovuta gloria.
L’iniziativa, il cui indubitabile secondo fine è quello di pungolare e motivare i giovani biscegliesi ad allargare il raggio delle proprie prospettive di vita future, avrà tanti protagonisti. Tra questi: la cantautrice biscegliese Erica Mou, impegnata nel tour di presentazione del suo primo cd “Bacio ancora le ferite”; i volontari della Biblioteca “Don Michele Cafagna”; la Squadra Junior della Federazione Cuochi della Provincia di Bari, con i giovani chef vincitori del Campionato Internazionale di Cucina di Marina di Massa; Giovanni Papagni e la sua Scuola di Pizzica e Danze Tradizionali; Don Giuseppe Cavaliere, giovane sacerdote responsabile cittadino della Pastorale Giovanile; il pianista Marco Maenza.
La crisi Italiana o Europea è diversa da quella americana, ma ne risentiamo fortemente anche noi. Ritengo sia imortante tenersi informati. Anche se è in inglese, vi cosiglio di vedere questo video. E' fatto molto bene.
E' il venerdì che scegli. E' sempre il giorno di tirare le somme quando una settimana di lavoro e ordinarietà varia sta finendo e davanti hai due giorni di fancazzismo da gestire (o non gestire). Si, è il venerdì che scegli. Avevo quel dolore al fianco ieri, durante il mio venerdì, un male che forse era il riassunto di una settimana che a lavoro mi ha letteralmente strizzato come una spugna o, visti i risultati, come uno straccio.
Vedo passare il Pò sotto i miei occhi. Oggi. La giornata è limpida.
E' il venerdì che scegli. Tornato a casa stavo prendendo in seria considerazione di non uscire. DI chiamare Sara e dirle, compra una pizza e vieni qui, sono troppo stanco. Ma è sempre quella la regola. E' il venerdì che scegli. "Ok, Vins, ci hai rotto il cazzo. Cos'è che scegli il venerdì?". No, non ve lo dico. Non ora. Beh, mi sono sdraiato sul letto per un'ora, ho respirato in maniera profonda per riempire i polmoni e ritornare a distendere nervi e meningi. Per ritornare a me, nel più breve tempo possibile, dimenticando che solo qualche giro d'orologio prima ero dietro una scrivania a doparmi i neuroni per pensare e spiegare in maniera convincente come far diventare famoso un prodotto. E' il venerdì che scegli. Allora ho chiamato Sara e le ho detto: "dammi un momento, arrivo e andiamo a mangiare giapponese". E così abbiamo fatto. Quando mi ha chiesto perchè fossi arrivato tardi e se non sarebbe stato meglio rimanersene a casa le ho detto che non mi andava di lasciar decidere a un dolore cosa avrei dovuto fare della mia serata, perchè domani, beh, domani sarebbe potuto essere un giorno diverso, avremmo potuto non aver più voglia, perchè domani sarebbe stato diverso, sarebbe passato un giorno ancora alla faccia del cogli l'attimo. E allora avevo deciso di stringere i denti e andar dietro a un desiderio, piccolo come quelli del venerdì sera, ma fondamentale per il morale più di qualunque psicofarmaco.
Stamattina, Sabato 21 Marzo, ho svegliato Sara con la canzone di Venditti - "Saaaara, svegliati è primavera" (banale ma era un anno che aspettavo questo momento - e fidatevi non è facile resistere per un anno dal cantargliela se state insieme a una che si chiama Sara). Le ho chiesto di andare. Lei ha detto: Genova.
Adesso vedo passare il Pò sotto i miei occhi. La giornata è limpida. Io scrivo ascoltando l'I-pod, Sara legge. Di tanto in tanto ci guardiamo sorridendo. Il sole arriva dritto in faccia scaldando il finestrone del treno. Sto bene. Ho scelto.
Le giornate hanno un sole nuovo nell'ultimo periodo, qualcosa che sembra far parte di un film scritto finalmente da me in cui il protagonista ha davvero ciò che ambiva da tanto. Anche le letture hanno inchiostro di colore diverso, seppur sempre nero. Di un amico il malore-amore steso su un blog che parla di impiegati e mare e altro dentro. La giornata dell'impiegato è stata ironizzata negli anni 80 da fantozzi nei film all'italiana, ma la vera ironia oggi verrebbe da farla sulla società che abbiamo costruito tra i commenti del post un'altro amico riflette sulla sintonia di pensieri che lo avvicinano a una persona a lui cara, appunto l'amico che commentava, definendolo come un clone mentale. ... e io mi ritrovo perduto negli anni a pensare che cloni mentali si potessero trovare solo in parte di un amico, perchè perfettamente cloni è impossibile esserlo. ... e io mi trovo a smentirmi di fronte a una persona conosciuta per caso che può capire quello che scrivo prima ancora che io lo possa digitare e quello che penso prima ancora che io lo dica. Allora ripenso a queste persone incontrate per starda e alla clonazione vietata come pericolo per la natura. LA clonazione di Antonello PApagni sarebbe plausibile e mi paralizza l'idea che qualcuno sia come me, perfettamente uguale, come in uno specchio ma sia fuori di me. QUalcosa di mio che però è indipendente. Come fosse un amore. Come se domattina il mio piede decidesse di andarsene da solo a spasso e mi lasciasse a lavorare senza lui. Come una donna che si ama tanto da sentirla tua ma in relatà è libera come nel testo Senza Parole di Vasco. MA lo stupore ha gli occhi e parole di un genio con meno di 10 anni. A scuola gli han chiesto di compilare la frase: GLI UOMINI COSTRUISCONO ................. , E ABBATTONO ..............! Ci ho pensato un pò prima di completare la frase con le parole X e Y. L'amico, a volte anche lui clone, che mi fà il giochetto mi spiega che quasi tutti scrivono CASE e ALBERI ovvero GLI UOOMINI COSTRUISCONO CASE ED ABBATTONO ALBERI. Ovvio penso. Un Bambino invece ha scritto: GLI UOMINI COSTRUISCONO ALBERI E ABBATTONO CASE! La maestra l'ha rimproverato, ha giudicato che il bambino non avesse capito nulla come al solito e come tutte le altre volte non aveva voluto sforzarsi di. E mi chiedo se è la professoressa che aveva già troppa asppettativa o il bambino che ha una così SANA mente da essere così sognatore da non esser compreso. Quel bambino lo dicono non certo il migliore della classe da un pò, ma secondo me è solo l'unico capace di seguire il suo schema, non quello della società imponente. Einstain, la J.K. Rowlin di Harry Potter, Beetoven, Leonardo Da Vinci, ... sono stati messi a tacere e accusati di stupidità perchè fuori dal Comune (Gio, fuori dal Comune). Poi nel tempo abbiamo capito la nostra chiusura mentale. Ma la storia non insegna l'umiltà, anzi la si dimentica ancora. io quel bimbo lo farei SIndaco della mia città. Mi ricorda una massima che dice: "Quando hai un idea se gli altri te la bocciano è quella giusta, perchè nessuno ci ha ancora pensato e sembra assurda, quindi realizzala!" Dovremmo pensare al contrario da come siamo abituati ma nonostante la mia firma anche io ho le mie difficoltà a pensare limpido e bello come quel bambino. Se ci riuscite ogni tanto cambierete il mondo, se no ciucciatevi il calzino. Questo è per quel clone di me, incontrato ieri, che si preoccupava dell'incompresione che i suoi sogni e il suo benessere riscontrano nelle persone care. Questo per dire alla maniera Evangelica: meglio pazzi algi occhi del mondo che a quello di Dio. questo per dire che non c'è sempre bisogno di spiegare a chi non capisce dove stai volando. questo per ringraziarti dei tuoi "10 anni" dentro.
oiziruaM
PS: A proposito della vita al contrario suggerisco il Libro "la neve se ne frega" - Ligabue
So solo che sono sempre di più i giorni in cui torno dal lavoro e, dopo mezza giornata di fronte allo schermo di un pc, mi ritrovo a casa nel soggiorno, con mia madre che stira e appanna tutte le finestre e io che muovo rapidamente le dita sui tasti del pc portatile di mia sorella.
Internet mi divora il tempo.
Sono sempre connesso su tutti i programmi possibili: skype, facebook e messenger. E capita che spesso non rispondo a chi mi contatta attraverso quei canali.
Solo per vedere se gli altri mi contattano. Solo per vedere se gli altri mi pensano. Solo per avere coscienza di non esser solo. E se qualcuno mi scrive……non me ne frega niente. Non rispondo.
Ma che vuol dire tutto ciò?
So che ieri sera sono andato a letto a mezzanotte e tre quarti, con un raffreddore che mi spezzava la colonna vertebrale e il muco che mi ostruiva polmoni e cervello.
Ma dovevo scriverla quella mail.
Una mail liberatoria.
Odio scrivere. Scrivo solo quando non ne posso più di tenermi il mondo dentro.
Quando ho accumulato così tanto che non posso trattenerlo più per me.
Come un occhio che non argina l’urlo di una lacrima silenziosa.
Anche se vuoi trattenerla, quella scende contro la tua volontà.
E ritornano tra le varie reti conoscenze antiche, persone conosciute in altri mondi, in altre vite.
Che ti dicono che sentono la tua mancanza.
E tu che gli rispondi in una lingua non tua “anche tu”. E sai che quel vuoto che stai cercando virtualmente di riempire, altro non è che un ostacolo al respiro.
Il vuoto dovrebbe essere leggero, e invece ti pesa fino a distruggerti.
Le dita ti bruciano dall’istinto di afferrare quel telefono pericolosamente vicino e di colmarlo. Il vuoto.
E il vuoto è quello che ti ritrovi sullo schermino illuminato di quello stesso cellulare, che al mattino ti accoglie con un jingle cretino, comunicandoti: “bentornato nel mondo reale, bambino”.
E tu pensi che sarebbe stato più comodo rimanere sotto il piumone che a malapena ti copre i piedi, ma perlomeno ti da certezze. Quello riesci a controllarlo.
Non so a quanti metri stiamo dalla primavera, oggi. Non tanti ancora, sembrerebbe. Ogni tanto un ormone impazzito s'arrampica sul bavero del giccone e mette la testa fuori. Scruta. Anche se per millesimi di secondo, s'abbronza, pure. Milano resta fredda, ma di un freddo che non punge più. E' illuminata dai riflessi di un sole che in qualche modo trova la maniera per entrare dalla finestra del mio ufficio al piano terra e piazzarsi sullo schermo del pc, in tarda mattinata, come a dire: "prenditi una pausa, va".
E prendiamocela questa pausa, che poi se ci penso oggi avrei potuto prendermi l'intera giornata di ferie, montare su un treno e andare lì, d'avanti al mare, dove pochi sanno, a mangiare un piatto di linguine al batti batti che porco giuda solo a pensarci mi si sputtana la salivazione e rischio l'annegamento.
E invece sono qui, e se leggete queste righe, siete li anche voi quindi fate poco i brillanti. Siamo noi. Noi, quelli che lavorano in ufficio o che aspettano che riprenda la lezione. Noi. Quelli che il ruomore della macchinetta del caffè è sempre la hit più ascoltata del momento. Noi, il popolo dei fuoriporta che servono a concerdersi il lusso del fuoriufficio sennò finisce che tra un film e un supermercato salta fuori comunque il pensiero al lavoro che c'è da fare. Noi, quelli che dicono: "ahhh, io sono fortunato perchè non devo mettermi in giacca e cravatta per andare a lavorare" ma che poi usciamo dall'ufficio che le stelle stanno già lì su da un pezzo.
E in pezzi a volte finisce il nostro morale salvo poi ritornare a splendere quando tutto va per il verso giusto perchè non dimentichiamocelo, a volte ci piace un sacco, questo nostro mestiere, nonostante le ore piccole, le richieste assurde, lo stipendio ridicolo, ci piace, anche fosse solo perchè ci fa sentire bravi, o più bravi. Anche fosse solo perchè una mattina ti svegli e anche se non hai preso ferie e non mangierai quel piatto di linguine hai la testa libera da tutto, uguale al cielo sopra.
Vins
...un video girato a Milano su una canzone di De Gregori che ascoltavo stamattina e credo stia bene come dessert a questo post.
La Quinta Compagnia teatrale e Politeama Italia Bisceglie
PRESENTANO
il concerto di "Bar della rabbia", esordio discografico di Alessandro Mannarino
Giovedì 12 marzo 2009 presso il Politeama Italia di Bisceglie si terrà la presentazione del primo cd di Alessandro Mannarino il “Bar della rabbia”, distribuzione Universal, nei negozi di dischi dal 20 Marzo.
Per una sera il Politeama Italia si trasformerà nel “Bar della rabbia” dove, immersi nell’odore del vino e tra il rumore di brindisi struggenti, potremo ascoltare storie di carcerati, clown, prostitute ed ubriachi. Alessandro Mannarino, con la sua chitarra, da moderno cantastorie, canterà, infatti, le strampalate vicende dei suoi mondi immaginati divenute protagoniste del suo primo album. Le testimonianze di una Roma massacrata, palcoscenico di immigrati che dondolano su impalcature, di campi nomadi affollati da baracche e di pagliacci singhiozzanti, si trasformano in ballate fantasiose dove tutto può ancora succedere. Gli esiliati dal regno delle favole troveranno nel “Bar della rabbia” un luogo dove essere protagonisti e riscattare con un sorriso le loro stesse sventure e in Mannarino, funambolo della parola, il loro portavoce, capace di sviscerane la profonda umanità.
BIOGRAFIA Alessandro Mannarino nasce a Roma nel 1979 ed inizia la sua attività artistica a partire dal 2001, quando, girando per l’antica suburra del rione Monti, si esibisce in strane session a cavallo tra il djing e i live acustici. Lasciandosi alle spalle queste esperienze di “dj con la chitarra”, nel 2006 dà vita alla “Kampina” una band formata da 5 elementi con cui si esibisce nei maggiori club e locali della capitale. Nei suoi testi, macchiati dai forti toni del surrealismo, si vivono storie oniriche e tragicomiche di pagliacci, ubriachi e zingari innamorati. Partendo dalle sonorità e dai ritmi della musica popolare italiana Mannarino condisce il proprio mondo con elementi di musica balcanica e gitana, citazioni felliniane e evoluzioni circensi. Si esibisce di fronte a prestigiose platee come quella di Villa Celimontana durante il “Festival Jazz” di Roma e come unico ospite italiano all’interno della sezione Off del festival “Castel dei Mondi“. Mannarino è inoltre stato ospite della trasmissione radiofonica “Viva Radio2“ e ha suonato nel carcere di “Regina Coeli”. Negli ultimi mesi si è esibito sul palco del Teatro Ambra Jovinelli di Roma nello spettacolo “Agostino” ed ha suonato nella trasmissione televisiva “Parla con me” di Serena Dandini.
INFO & PRESS:
Politeama Italia, ore 21:00 via Montello, 2 Bisceglie tel: 080.3968048 Ingresso: Euro 8,00
Ridotto (soci “quinta compagnia teatrale”) Euro 5,00
Giovedì 19 febbraio si è costituito il movimento civico denominato "rispettando Bisceglie". Sono state elette a maggioranza le cariche rappresentative: presidente (Pinuccio Rana), segretario (Massimo Di Ceglie), amministratore (Pino Caccialupi) e consiglieri (Giovanni Papagni, Maurizio Simone, Giuseppe Ruggieri, Alfredo Logoluso).
I partecipanti al movimento provengono tutti da esperienze di associazionismo, volontariato in ambito ambientale, attivismo politico e in campo sociale. Si sono incontrati per i motivi riassunti qui di seguito:
- creare una rete che riunisca realtà associative o individuali presenti sul territorio, al fine di operare in favore di un miglioramento autentico della qualità della vita e per la trasparenza dell'amministrazione pubblica locale;
- promuovere il rispetto del bene comune e del patrimonio collettivo, affinché si mantenga viva l'attenzione di tutti sui problemi primari dell'attuale convivenza civile: salute pubblica, tutela e salvaguardia della natura, sicurezza sociale, tutela e salvaguardia di giustizia e legalità;
- pianificare, intraprendere e portare a compimento una serie di interventi concreti per il territorio.
Tutti i partecipanti alla riunione costitutiva hanno fermamente manifestato il desiderio che questo movimento civico superi i vetusti e contrapposti schemi ideologici novecenteschi. Pur conservando ogni componente del movimento la propria storia di impegno civile o politico, si è convenuto sulla necessità di un superamento degli ostacoli spesso insensati che rendono sterile se non deleteria l'attuale impostazione partitica del sistema democratico, sia a livello nazionale che locale, in ambiti attualmente della massima importanza.
La volontà emersa dalla discussione è quella di radicarsi innanzitutto sul territorio, attraverso molteplici attività di sensibilizzazione a livello cittadino su temi ambientali, culturali e sociali: - costituzione di un "Gruppo di acquisto solidale" ( G.a.s. ); - iniziative dei "Comuni a 5 Stelle"; - monitoraggio e iniziative a favore della legalità e della trasparenza amministrativa ( per la trasmissione in diretta tv dei consigli comunali, disponibilità pubblica e rapida reperibilità della documentazione amministrativa come Determinazioni dirigenziali, Delibere di Consiglio e di Giunta Comunale, Atti del Difensore Civico, ecc.); - monitoraggio e iniziative a favore della tutela e salvaguardia del patrimonio culturale e dei beni storici e archeologici in ogni loro forma ed espressione; - monitoraggio sulla programmazione e definizione del nuovo Piano Urbanistico Generale; - monitoraggio e iniziative per la gestione corretta della raccolta differenziata dei rifiuti e relativo riciclaggio; - incentivazione all'uso della bicicletta in alternativa ai mezzi motorizzati; - analisi sulla opportuna realizzazione di parcheggi pubblici, da inserire in un piano generale sul traffico e viabilità che li preveda in aree periferiche per decongestionare il centro cittadino e ridurre l'inquinamento; - opportunità di attivare progetti di assistenza a famiglie disagiate (utilizzando per esempio la legge "del buon samaritano" ).
Sono le prime idee che vorremmo concretizzare. Infine, iniziativa fondamentale dell'unità di azione è quella di proporre un coordinamento condiviso fra tutte le altre realtà esistenti sul territorio in campo ambientalista, culturale, sociale, al fine di monitorare e valutare questioni specifiche riguardanti la nostra Città ( situazione Area Sviluppo Industriale, proposte sul Piano Urbanistico Generale, ecc .).