In un qualunque giorno di marzo un amico mi comunica di essersi innamorato….. che bella cosa penserete… ma non e’ cosi’ semplice come sembra…. Di colpo si e’ lasciato con la sua storica ragazza mandando all’aria una storia ultra settenaria…..allora il dubbio nasce spontaneo: essere felice per una persona che senza ipocrisia e senza tanti fronzoli segue il cuore dicendo alla mente di rimanere in panca o essere dispiaciuto per un amore che, apparentemente perfetto, si sgretolava sotto i colpi di una nuova storia…?
… Sono ormai due mesi che penso e ripenso a questa storia e non riesco ancora a decidere se propendere per una soluzione o per l’altra; in alcuni momenti sono convinto che abbia fatto bene a seguire i veri sentimenti senza alcuna mediazione, ma poi ripenso alla parte “tradita” e ritratto la mia visione dicendo che e’ stato solo un egoista….
Fermo al semaforo rifletto sul fatto che una storia fresca sia piu’ entusiasmante di una storia conosciuta ma non riesco a prendere una decisione…. Troppe cose in ballo… troppe conseguenze da affrontare…. molti, sicuramente io stesso, nell’analisi fra azione e conseguenze, avrebbero tirato i remi in barca e avrebbero desistito, lasciando spazio solo a quel dolce brivido lasciato dal tradimento che avrebbe potuto essere e non e’ stato…lui no …lascia la strada vecchia per la nuova , con egoismo forse, ma sicuramente con coraggio, e cammina felice fregandosene del passato, non pensando al futuro ma essendo felice nel presente.
Dovrei fregarmene anch’ io e pensare “ CONTENTO LUI CONTENTI TUTTI” ma questa volta non ci riesco… sono qui, fermo ad un bivio senza indicazioni … se ci fosse un cartello con su scritto “CERTEZZE” son sicuro che imboccherei quella direzione, qualcuno mi seguirebbe ma altri farebbero la scelta diametralmente opposta, verso l’ignoto… ma non vedo cartelli e senza indicazioni non mi avventuro….
L’evento Giovedì 30 aprile alle ore 19.00 presso la Chiesa di Santa Margherita a Bisceglie (Strada Santa Margherita), ci sarà il secondo incontro della rassegna “Dall’Anno Mille” a cura della Pro Loco di Bisceglie, della libreria Oompa Loompa con la collaborazione del Centro di Studi Normanno-Svevi dell’Università degli Studi di Bari e della Parrocchia di Sant’Adoeno. Verrà presentato il libro di Maurizio Triggiani “Insediamenti rurali nel territorio a Nord di Bari dalla Tarda antichità al Medioevo”, saranno presenti l’autore e la prof. Pina Belli D’Elia, docente di Storia dell’Arte dell’Università di Bari .
Il libro Cosa sono i casali? Che cosa s’intede con questo termine? I casali del Nord barese hanno avuto sempre le stesse funzioni sociali ed economiche? E chi erano i casalini? Questi alcuni dei quesiti ai quali cercherà di rispondere Maurizio Triggiani, autore del volume presentato durante la serata. Il valore culturale, artistico e sociale dei complessi rurali della Terra di Bari qui presentati si lega alle vicende del territorio, caratterizzato da un contesto ambientale di grande impatto storico e naturalistico. Si tratta di un patrimonio che oggi non solo rischia di essere dimenticato – a volte anche completamente cancellato – ma soprattutto di perdere la propria dimensione, il legame con quel territorio votato alla produttività rurale, che oggi è soggetto a radicali interventi urbanistici con la conversione di queste aree a zone commerciali ed industriali. Tanto è già stato perduto, ma quello che più rattrista è che ciò che sopravvive spesso viene dimenticato perché giudicato come espressione artistica e culturale "minore". La tutela e la salvaguardia passa attraverso la memoria e la conoscenza, ma anche attraverso leggi e progetti che preludono ad interventi concreti che ci si augura possano salvare e valorizzare questi luoghi senza ulteriormente sradicarli dal loro contesto naturale e sociale.
L’autore Maurizio Triggiani (Bari 1968) ha conseguito presso l’Università degli Studi di Bari il dottorato di ricerca in "Storia dell’arte comparata dei paesi del Mediterraneo fra medioevo ed età moderna" e la specializzazione in Storia dell’Arte Medievale presso l’Università degli Studi di Firenze. In entrambe le occasioni i suoi lavori hanno riguardato particolari aspetti del patrimonio rurale: il complesso di Sovereto presso Terlizzi e quello di Balsignano presso Modugno.
La rassegna “Dall’Anno Mille” è una rassegna dedicata alle ultime produzioni librarie sulla storiografia del territorio, da svolgersi nei luoghi più suggestivi del centro storico di Bisceglie. Incontri in cui autori, rappresentanti della città e associazioni discuteranno sulle nuove letture storiografiche del territorio. Il sottotitolo di questa “edizione 0” parla di “Racconti, segni e territori” per indicare i punti principali su cui verteranno i nostri incontri: racconti degli autori, i segni che caratterizzano il paesaggio storico e contemporaneo e la ricomposizione di una nuova immagine storica del territorio.
Il luogo La chiesa di Santa Margherita fu fondata nel 1197 dal giudice imperiale Falco, discendente della famiglia Falcone. Edificata fuori le mura urbane, nell’antico “suburbio”, la chiesa comprendeva un giardino e un cimitero. Nell’angusto cortile nord, lungo il fianco di sinistra, sono addossati tre monumenti sepolcrali che recano uno stemma nobiliare: il falcone sormontato da una stella. Si tratta di tombe della famiglia Falcone risalenti al XIII secolo. I monumenti sepolcrali di Santa Margherita sono tra i più rinomati dell’Italia meridionale.
Dedicato a chi sa passeggiare da solo e s'innamora di chi ha paura di sognare.
Oggi scrivo mentre ancora sono in strada che torno a casa. Già, scrivo quando ancora non ho sotto le mani la tastiera su cui posare queste parole sperando che nel frattempo non si sgretolino come sabbia bagnata. Scrivo perchè a volte le cose migliori che la mente intravede, le idee davvero decenti, vengono fuori insieme ai passi, parte di un movimento che non comporta fatica e ritmo e dà motore a tutto il corpo, non solo alle gambe. Non solo fuori. E stargli dietro è sempre un pò un casino perchè a quel punto i pensieri sono sempre in divenire, cambiano, vanno via, tornano, si trasformano. Li prendi, provi a fissarli su carta ma sono già diversi. Meravigliosa capacità della mente umana, cambia forma, non l'afferri.
C'è gente che così ci vive costantemente. Come se avesse una mente e certezze sempre in divenire. Forse troppo in divenire. E anche star dietro a loro è sempre un casino. Perchè alcuni di loro alla resa dei conti smettono di credere e le certezze preferiscono raccontarsele anzichè costruirle per davvero. Anche loro non li afferri.
Penso ad alcune donne il cui nome è tuo solo finchè metti giù passi dietro i loro e cessa di esistere appena provi a posarlo, quieto e definito nelle parole su una tastiera e nelle certezze di una storia d'amore. Quelle donne che sono come i pensieri che vengono fuori in una passeggiata, si sgretolano come sabbia tra le mani appena provi a definirle in un concetto chiaro. Te le perdi dalle mani.
E poi ci si mette il tempo. Il tempo arrugginisce l'anima. Sfiorisce lo slancio, la voglia. E' li che ci muoviamo noi, in quel luogo che esiste solo se glielo si permette. E' li che mi sono mosso io tante di quelle volte da averne perso il conto. E da qualche tempo è li che ti sei accampato pure tu, amico mio. Lei c'è. Lei non c'è. Esiste finchè urli il suo nome ma scompare assieme alla luce dai suoi occhi se smetti di chiamarla. Una rincorsa continua. Affannata e sfinente. Reclamarla sempre. Reclamare le sue attenzioni come se non fosse un diritto anche tuo aspettarti che prenda quel cazzo di telefono e ti dica: "ehi, tu romantico sognatore del cazzo, mi piaci un sacco, proviamoci".
Nella richiesta di un entusiasmo e di una voglia di credere nelle cose. Li ci muoviamo noi. Nel coraggio di inseguire un'idea ferma, una storia d'amore, che ne contiene in sè un'altra che è la più viva e instabile che esista, l'amore stesso. E' così che proviamo ad afferrare quel pensiero figlio di passi infiniti aspirando a diventar grandi, in tutti i sensi. Forse sto facendo un pò di casino con le parole. Sicuramente lo sto facendo. Lo so ma è così che quesa cosa so raccontarla. Facendo casino che poi è anche quello che sta dietro a tutto questo parlar d'Amore. E stare insieme, a volte, è il modo migliore per convivere con il caos: chiudendolo (e non rinchiudendolo) tra le pareti di una promessa.
Ogni storia è fuori, a disposizione di ognuno di noi ma solo nell'intimo nostro c'è la forza per metterne giù le parole, il coraggio delle idee che qualche volta, per gli indomiti, è anche il coraggio di avere un sogno. Proprio come da piccoli, quando il castello di He-man e la Casa di Barbie erano qualcosa da poter desiderare senza troppi conti. Senza paura di restar fregati da babbo natale.
Sono anni che tra il 12 e il 17 di aprile mi succede qualcosa di speciale. in oltre 30 anni sono accadute cose belle e cose brutte in questi giorni. Cose che mi hanno sconvolto la vita e cambiato le prospettive fino a farmi arrivare a firmarmi al contrario. Scopro che nell'ultimo di questi giorni si nasconde "il regalo più grande" ma che nella metà del mese citato vengo chiamato a varcare una soglia che da anni guardavo da lontano.
In questi anni abbiamo parlato di sogni, di viaggi, di dolori, di punti di vista e di tanto altro. Abbiamo litigato tramite schermi e tastiere e ci siamo voluti altrettanto bene fino a regalarci lacrime di emozione. Abbiamo passato le notti a stendere quello che provavamo per poterlo condividere con il mondo che ancora non conoscevamo, con persone che non sappiamo leggerci ma che ci sono, che ci fermano per strada e ci citano cose da noi scritte che magari abbiamo pure dimenticato di averle dette.
Abbiamo, e non avete, perchè il blog, nonostante il titolo, è stato da sempre fatto da chi lo leggeva, commentava, spiava, visitava e anche solo salturiamente scriveva. E se a Zelig impazza il canto "il paradiso simao Noi" la verità è che il Blog siamo noi, nessuno escluso, ognuno che legga o semplicemente citi.
Vengo, in questa metà del mese di aprile a vedere la mia vita cambiata da 2 eventi come se la linea d'ombra, di cui più volte citato il significato, fosse passata lei sotto il mio normale passo ed io me ne accorgessi solo ora di quanto accaduto.
Sono qui per condivedere questa energia e per generarne di nuova. la storia siamo noi, nessuno si senta escluso, dice De Gregori cantadola. Onorato di prendere parte alla crescita di gruppo, seppur ora confermato con questo evento che anche per voi come per me, la puntualità non è un punto di forza, ma l'importante e arrivare ed esserci.